Per farvi un esempio pratico e comprensibile di come l’autostima di una donna possa variare in maniere che nemmeno immaginate possibili, con picchi talmente alti e discese profondissime nell’arco temporale di uno schiocco di dita, vi parlerò di una località americana del Montana, Browning.
Cosa sarà mai accaduto in questa città di tanto particolare? Un’escursione termica rapidissima: Da 6,7 °C a -49 °C nell’arco di 24 ore.
Più o meno, nella testa di una donna, volendo immaginare una scala per l’autostima ( non in gradi celsius, ben inteso), è facilissimo ritrovarsi di fronte a smottamenti con valori simili a quelli di Browning, e vi dirò di più: possono volerci anche meno di 24 ore. Molto meno.
Breve serie di casi pratici:
Caso pratico 1. Abitare vicino ad un’agenzia di modelle.

Lo so, cari: voi al posto mio, vi sfreghereste le mani ( e non solo quelle).
A volte, una donna media come me viene pervasa dal desiderio di piacere al proprio uomo, usare dunque i dovuti accorgimenti estetici: passare ore davanti all’armadio, stendere il fondotinta coi pennelli, la spugnetta e la cazzuola se necessario, mica come al solito che te lo metti con le mani e come viene è buono.
Allora, con aria trionfante che in testa ti senti suonare la marcia di Radetzky, esci di casa pronta a mostrare al mondo cotanta beltà raggiunta dopo gli sforzi profusi.
Ed eccola là all’incrocio, eterea e imperscrutabile, la modella col suo book in mano.
E qui, la self-esteem cade, precipita sotto terra.
Perché quella specie di giraffona filiforme se ne sta lì, nei suoi due straccetti da nulla, un leggero filo di trucco ed un espressione stranita ed è comunque, sempre, assolutamente meravigliosa.
Insomma, ci hai messo 3 ore a renderti presentabile, mentre quella a malapena si è svegliata, si è messa una maglia e sembra uscita dalla copertina di Harper Bazaar.
Austostima: da 100 a -100 in due secondi.
Jolly: Il poveretto di turno per cui ti eri messa in ghingheri ti dice “Ehi, come sei bella” e tutto quello che ne ricava è un “Ma vaffanculo pure tu, va’ va’”
Caso pratico 2. L’amica cozza

Tutti ne abbiamo una. Quell’amica che se pure non sei uno splendore, è sicuramente peggio di te e con lei vicina inizi a rifulgere di una luce che non sapevi avere.
Improvvisamente ti senti più simpatica, più disponibile nei confronti del mondo e perché no, anche i tuoi capelli ti sembrano meno crespi del solito
Autostima: 50% in più, stabile
Jolly: Attenzione, tocca valutare bene quanto la cozza sia cozza. Magari il bivalve in questione è una donna dalla grande personalità, così grande che distrae dall’aspetto fisico. Porsi in atteggiamento di manifesta superiorità con la cozza simpatica può sortire effetti profondamente negativi ed ilari.
Caso pratico 3: Il grande classico. Lui guarda il culo di un’altra.

Apriti cielo. Le reazioni qui sono imprevedibili.
Dal semplice rimprovero allo schiaffone violento sulla nuca.
Io in genere prendo la faccia del mio maschietto tra le mani e gli sussurro con la stessa dolcezza di un serial killer “ GUARDA ME”.
All’occorrenza prometto di comprargli un paraocchi tipo quello per i cavalli.
Qui è ovvio che l’autostima scenda di parecchi punti, ma c’è un ma: il recupero da parte di lui.
Autostima:
“Ma no dai, non la stavo guardando”- Bugia: la donna lo sa, ma apprezza lo sforzo (+5 punti)
“Ma va, quella ha un culo bruttissimo, il tuo è molto meglio”- Altra Bugia, ma apprezzi il complimento. (+10 punti)
Jolly: “Amore dai, lo sai che a me il culo non interessa, io sono più un tipo da tette” – E meno male che non t’interessa, che se t’interessava un altro pochino a quella le facevi una colonscopia con gli occhi.
Note finali: per una maggiore comprensione dell’animo femminile
… e conseguentemente per un approccio migliore alla paturnia suggerisco di fissare dei capisaldi:
- Siamo un po’ vipere: soffriamo il confronto con le altre donne e diventiamo invidiose.
- Ci basta molto poco: una parolina dolce ci rianima per davvero.
- Complimenti: la maggior parte delle volte, risolvono tutto. Persino le grandi crisi.
Ah, sia ben chiaro. Questi suggerimenti sono del tutto privi di valore se la donna in questione è in SMP (sindrome premestruale).
In questo caso, non sforzatevi. Davvero. Issate bandiera bianca e rassegnatevi.
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Diario di un Gatto
Scritto in Monologhi Comici da Annacamp
23 marzo 2012 → 15:29:57
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