Chi Non Tromba a Capodanno…

Scritto in Columns Umoristiche e Monologhi Comici da
28 dicembre 200914:12:19

1


Chi Non Tromba a Capodanno…

Viviamo in un mondo di festività organizzate, schematizzate, decise e imposte, talmente imposte che finiamo per trasformarle da momenti di gioia quali dovrebbero essere a fottuti martiri… E sapete cosa vi dico? Sono arrivato a detestare una festa in particolare, il Veglione di Capodanno!
Non è che lo odio proprio, diciamo che mi ha rotto i coglioni ecco!
Detta tra noi, quando mai si è rivelata la festa stupenda che ogni anno vi aspettate di organizzare? MAI.
Probabilmente lo affronto nel modo sbagliato, mi aspetto troppo, anche questo è vero, mi ripeto “stasera è Capodanno Andrea, vai che spacchi tutto” e come al solito l’unica cosa a spaccarsi sono i miei testicoli, prima si gonfiano e poi esplodono.

Lo stress inizia addirittura mesi prima, perché c’è sempre il Tobo che in pieno agosto, mentre ti godi le sospirate ferie estive (e non vuoi pensare a niente per qualche dannato giorno) ti telefona sul cellulare e ti dice: “Oh Andrea, ti chiamo per organizzare il Capodanno, dobbiamo muoverci sennò poi non si trova più posto!”

“Merda, ma siamo ad agosto! Me ne sbatto gli zebedei del capodanno! Non ne possiamo parlare più avanti?”
“No, in agenzia mi hanno detto che bisogna sbrigarsi, e poi ti conosciamo tu non ti decidi mai, bisogna farti pressione…”
“Ma vacca boia, non mi decido mai, ma posso pensare al 31 dicembre mentre mi crogiolo a 40° sotto un ombrellone?”
“Dai e poi si paga meno se facciamo tutto subito”
“Meno quanto”
“Cena e nottata per 180 euro a testa”
“Ma dico, ma porca troia maiala, ma che cazzo ci danno da mangiare, polvere d’oro al posto del parmigiano grattato?”
“E non rompere, sei il solito taccagno! Goditela ‘sta vita, la fine dell’anno è fatta per divertirsi alla grande no?”
“Fate voi” finisco per dire demotivato “io mi adeguo”.
Di questo passo prenoteremo il capodanno direttamente il 2 di gennaio! Mi ci vedo presentarmi in agenzia con la lingua grossa, completamente sfasato da orari e stravizi e dire: “Szalve, volevo prenotare lo Sztesso viaggio di ieri, però fra un annnetttto” “Scusi signore, non vorrei essere inopportuna ma le sporge una trombetta dalla lampo dei pantaloni…” “Ehm… è una ggaggs che fa tanto ridere i miei amicici…SScuzi”

Se non ci si mette d’accordo in agosto per i mesi a seguire è un continuo tira e molla decisionale perché “l’agenzia ha detto che bisogna sbrigarsi”.
E allora si decide e via, quel che sarà sarà. Nel 99% dei casi si opta per un cenone in un ristorante/discoteca (tipo di locale che nasce solo in quell’occasione – vi sfido durante l’anno a trovarne uno simile) sperduto da qualche parte in montagna o in una città d’arte a caso.

Ma i veri momenti di ansia arrivano verso dicembre. Telefona il solito tizio di prima, il Tobo, che non ha un cazzo da fare se non pensare al capodanno per 365 giorni e ti dice “mi raccomando Andrea, l’agenzia mi ha detto che il posto è abbastanza chic quindi vedi di procurarti un vestito per l’occorrenza!” “vabbè, capirai” dico io “un paio di pantaloni, una bella camicia…” “Si ma non puoi vestirti uguale tutti gli anni cazzo, mi ti immagino già, in ogni foto di ricorrenze, matrimoni, cresime ci hai quella camicia, ma è un disegno che ti hanno tatuato sul petto?” “Ok, ok” rispondo, intanto penso che me ne strafotto di quello che dicono i miei amici busoni e non ho voglia di buttare soldi in vestiti talmente assurdi che te li metterai al massimo 1 volta ogni 6/7 anni…
Non tengo conto però dell’essere che ha come caratteristica l’amplificazione di ogni ansia vestiaria: la mia ragazza.
Da quel momento la situazione precipita da parte sua in continui “Cosa mi metto?” “Cosa ti piacerebbe che indossassi?” “Su che colore sto meglio?”
“Non lo so, sai che mi piaci in ogni modo” faccio io
“Ecco, mi fai incazzare quando dici così, da domani mi vesto di stracci e voglio vedere se poi ti piaccio sempre! E guai a te se ti metti la solita camicia di tutti gli anni, manco fosse un disegno che ti hanno tatuato da ubriaco sul petto!”
Accuso il colpo e mi preparo a giorni di pellegrinaggio per negozi vari che espongono completi improbabili (una sorta di “se non vendo sta merda a Capodanno non la vendo più”).

L’ansia crescente è data da 2 fattori: primo il pensiero di come farò ad affrontare i miei amici con indosso l’abito che mi ha fatto acquistare la mia ragazza (“è bellissimo amore, sembri un attore con questo!” – “Sì, assomiglio a Sbirulino…”)… secondo sono cosciente che mi dovrò divertire per forza, succeda quel che succeda… d’altronde sono almeno 6 mesi che mi preparo per l’evento… “Mi raccomando Andrea, se un ubriaco del tavolo vicino ti vomita in testa tu ridi, perché è Capodanno…”
La giornata del 31 dicembre è l’apice della tensione emotiva… tipo finale coppa dei campioni, tipo scelta di vita, tipo quando vai a fare una visita urologica e la dottoressa è la cosa più vicina a miss Italia che tu abbia mai visto, mentre ti controlla i testicoli ti ripeti “non mi deve diventare duro… non mi deve diventare duro…” e tack, le spari un alzabandiera da tubo Innocenti.
Così il 31 ti frantumi i neuroni con questa cantilena “stasera sarà una festa strepitosa e mi divertirò un mondo, non sarò musone, avrò voglia di ballare per 6 ore consecutive e tromberò come un riccio”
“E chi se ne frega se a lavoro è stata una giornata di merda, se mi hanno rovesciato il caffè nelle braghe e il mio capo col sorrisino da ebete mi ha chiesto se ero solito pisciarmi addosso, chi se ne frega stasera è Capodanno!”

Ci si ritrova tutti ad un orario non ben precisato per la partenza, di solito nel parcheggione di un distributore chiuso… e arriva un casino di gente, gli amici più stretti sempre per ultimi, prima ci sono personaggi che non vedi dal Capodanno scorso, qualcuno che non vedi da 2 anni perché si rende disponibile solo raramente, qualcuno che è lì per caso, invitato da un amico di un amico di un amico e non spiccicherà parola per tutta la sera, qualcuno che credevi fosse morto e invece era solo un omonimo… e allora non sai che cazzo dire per iniziare un discorso, tanto con la maggior parte non hai più niente in comune dall’età di 13 anni… ma è Capodanno e bisogna socializzare, parlare del più e del meno.
“Ehilà come va, quanto tempo!”
“Eh, tutto bene, non ci sono più le mezze stagioni…”
“Bisogna adeguarsi, e poi, secondo me i soldi non sono niente se non c’è la salute”
“Però dai, ti vedo in forma, eri 120kg adesso sei magro e tirato cazzo”
“Eh… ho avuto un tumore…”

Aspetti, aspetti, aspetti, ognuno ti confida che sapeva un orario di ritrovo diverso, poi l’unico che alla fine manca è il tuo caro amico organizzatore, quello che è da agosto che spacca i coglioni al prossimo per programmare tutto. “Il Tobo ha detto che ha l’influenza e non riesce a venire” ti confida un perfetto sconosciuto agitando il telefonino….
A quel punto tu, pervaso da mille pensieri (che vanno da auguri di “lentissima” guarigione a semplici vaffanculo), ti giri verso gli altri e urli “Povero Tobo, ci teneva tanto, vorrà dire che ci divertiremo pure per lui… forza che andiamo!” E si parte. E sai che dovrai divertirti anche per lui…

Arrivati al ristorante/discoteca vieni accolto da guardarobieri, lustrascarpe, guardia sala, camerieri ultraprofessionali. C’è da dire che anche la bettola più orrenda in questa occasione si prepara con i controfiocchi, se non altro per giustificare il salasso di denaro che ti andranno a fare a fine serata.
La cena è solitamente sotto l’aspettativa… qualsiasi cena pagata dal sottoscritto più di 50 euro sarà sempre sotto l’aspettativa. Non lo so che cacchio mi dovrebbero portare per farmi dire “beh, dai, 180 soldoni spesi bene…” un’ostrica con perla, uno squalo con nello stomaco una moneta del ‘600, un dolce a forma di reggia di Versailles di 4 x 4 metri con spogliarellista a tre tette all’interno… Non lo so…
La cosa che mi fa imbestialire è quando ridendo si scherza con quelli del tavolo vicino che ti rivelano “Fino all’ultimo non sapevamo che fare per Capodanno poi abbiamo deciso ieri di prenotare qui…”
“Dovete sbrigarvi” aveva detto l’agenzia.

A mezzanotte, dopo essere stato lavato a fontana dallo spumante sparato da qualche deficiente che si credeva Schumacker sul podio di Imola, attaccano le musiche e si comincia a ballare. Anzi, prima c’è il “momento cellulare”, tutta Italia si manda messaggini contemporaneamente nel giro di 4/5 secondi, risultato? Le linee si intasano e non arriverà a destinazione nessun sms, nessuno! Dal giorno 2 gennaio in poi il telefonino comincerà a suonarti ininterrottamente per svariate ore, sono i messaggi standard (“buon anno” oppure “Tanti auguri di buon anno” ) che finalmente ti arrivano in massa e per i quali dovresti essere felice… peccato che quella serie di testi “va bene per tutti” ti faccia solo incazzare.
Ma torniamo al ballo…
Chi mi conosce sa che ho vissuto una vita lottando nella causa del Metal, poi ho deciso di adeguarmi al tunz tunz delle discoteche perché non sono un asociale e ogni tanto mi lascio andare anch’io alla febbre del sabato sera, solo un genere ancora non riesco a sopportare: IL BALLO DI GRUPPO.
E il capodanno è famoso per i balli di gruppo…

Dopo numerosi trenini (alzi la mano chi si diverte a fare ‘sto cazzo di trenino – e non mentite che vi conosco) parte la canzone must di tutte le feste che si rispettino: YMCA dei Village People.
Nella mia testa grido “Basta! L’avrò sentita miliardi di volte solo quest’anno, non potete violentarmi ancora una volta!” e via che con allegria simulata comincio a puntare i miei ditoni verso il mondo ballando completamente asincrono con tutti gli altri (nessuno è mai andato a tempo nei balli di gruppo). Intorno a me tutti si divertono come pazzi, sorrisoni, lacrime di felicità, un vecchio si sdraia per terra e fa la breakdance…
E allora mi autoconvinco “anch’io mi sto divertendo, è la sera più bella della mia vita”
“Più bella di quando hai dato il primo bacio?”
“Beh, quello era un’altra cosa, ma anche adesso mi sto divertendo, anche adesso!”
“ Più bella di quando hai visto il Monsters of Rock a Reggio Emilia?”
“D’accordo, c’erano i Megadeth, roba da infarto, ma non si può paragonare, ovvio che mi sto divertendo anche adesso”
“Più bella di quando hai suonato la prima volta in pubblico?”
“Che c’entra, no, è ovvio, ma è bella pure questa!”
“Più bella del sabato sera scorso che hai passato coi soliti 5/6 amici a dire cazzate davanti a una birra?”
“No, nemmeno più bella di quella…”
Nemmeno più bella di quella

Là fuori rimbombano esplosioni simili a testate al napalm, qualcuno prima o poi si farà saltare qualche arto con il solito “botto” difettoso e domani dirà alla stampa: “Era capodanno, bisognava spararli i botti!”
Ma vaffanculo al capodanno e a quello che “bisogna” fare per forza…

Passa la notte, lenta e rumorosa, fatta di brindisi e chiasso, balli di liscio, di tempo che passa e un altro anno è andato, di un po’ di intimità in un angoletto solitario del locale e di noia. E’ una lotta tirare fino all’alba ma ogni volta, quando la vedo, mi accorgo di come le cose semplici sono sempre le più emozionanti, più di intere ore a convincermi che essere felici vuol dire non pensare a niente…

Si ritorna a casa con calma, con le occhiaie e quel senso che “se avessi voluto avrei potuto fare di più”, “non sono mica Morandi cazzo, e poi di più per cosa? Per chi? Per dove? Per quando?”
Sono le 10 di mattina, apro la porta di casa e decido di telefonare a Tobo per chiedergli come va, poi mi metterò a letto. “Ciao, sono Andrea, faccia di merda, mi dispiace che non sei riuscito a venire, ti è passata la febbre?”
“Ciao Andrea, grazie per la telefonata, comunque a te lo posso dire, non avevo la febbre ieri, non sono venuto perché avevo paura di rompermi le balle come tutti gli anni…”
Gli riattacco in faccia e crollo vestito sul letto.

Andrea Saletti

Andrea Saletti

Grafico ed esperto SEO di professione Andrea Saletti è uno dei fondatori di Melemarce.com. In passato ha scritto per alcune riviste di dubbia utilità sociale ed indefinito valore culturale ed è da sempre un appassionato di umorismo e comicità. Perchè continua a scrivere per Melemarce.com? Perchè nelle vita ha tentato invano di ottenere risultati: è stato chitarrista in un gruppo rock ma poi ha capito che smitragliare sui tasti non signifacava “suonare”, ha tentato per anni di fare il “regista” nella sua squadra di calcio ma la dura verità è che al massimo poteva permettersi di fare la “comparsa”, ha discusso la sua laurea da solo perchè ha invitato genitori, parenti ed amici all’ora sbagliata, ha diretto il traffico in una cooperativa di trasporti mentre loro avrebbero sempre voluto dirigerlo nel paese del non ritorno, ha tentato di calciare un sasso facendo il record di calcio di sasso mondiale e poi si è accorto che quella che stava calciando era una merda di cane fresca. Quindi per favore, almeno qui su Melemarce che è il suo ultimo tentativo di realizzarsi, dategli un minimo di soddisfazione e ditegli “bravo”, magari commentate pure i suoi post… a volte per fare felice un uomo basta così poco…

More PostsWebsiteFacebookGoogle Plus

Se il tuo buon umore è aumentato allora non perderti articoli simili:

Cryin’ At The Discoteque
Non sono mai stato un amante della discoteca, tutt…
Tipi di Tipi
Lo ammetto: sono un individuo piuttosto chiuso e s…
I Miti del Rock: Come Sono Invecchiati?
Abbiamo comprato i loro dischi, abbiamo cantato la…
Le migliori canzoni d’amore del secolo
Partiamo dal presupposto che l’85% delle canzoni h…
Feste in maschera
Io, da piccola, per il Carnevale andavo pazza. …
Festa della donna… lo sai che giorno è oggi?
Festa della donna????? L’ultima volta che dissi…
18 Cose Che Odio
Sono intollerante? Non lo so. Odio parecchie cose…
Pasqua con chi vuoi
Pasqua, si sa, la passi con chi vuoi. Natale con …
Perchè l’Alcool dà gli stessi benefici dello Yoga
  Parlando di sport, immancabilmente v…
Dal ’78 con amore
In mancanza d’importanti cambiamenti, per sconfigg…
Mi faccio un giro in giostra: 14 parchi gioco dove tuo figlio dirà addio alla beata innocenza
Bambini di tutto il mondo! Gioite! Sono arrivati i…
Auguri di buon anno…ma anche no!
Usualmente, finiti gli auguri di cortesia (oltre o…