Avere dei coinquilini è un po’ come diceva Forrest Gump.
Anche se pensi di sapere chi ti capita, in realtà non lo sai, perchè vivere con una persona non vuol dire conoscerla, e nemmeno esserle amico.
Se sei già amico da prima, vai tranquillo. Diventerete nemici tra pochissimo, se andrete a convivere.
Se siete fidanzati, prima litigherete, poi vi lascerete. Alcuni, nel mezzo, si sposano anche. Si aggiungono così due tappe: matrimonio e divorzio. Il divorzio o la separazione alcune volte avvengono dopo l’essersi lasciati e prima dell’essersene andati di casa, il che farà sì che vi ritroviate una persona antipatica in casa. Si rimanda alle casistiche sotto citate. Se la separazione avviene invece in contemporanea con l’andarsene, chi resta finisce nella casistica “Ho una casa tutta per me“, casistica molto più cara ma similare a quella di chi ha sempre vissuto da solo.
Se non sei ancora amico del/i coinquilino/i, si ritorna alla casistica suddetta. Non ne sei amico e non lo conosci.
Diciamo che poi, pian piano che uno ci vive, gli capita, per fortuna o purtroppo, di conoscerli anche, i coinquilini.

Una caratteristica attuale della coinquilinaggine è la conversazione a porte chiuse. Con le chat. Una volta bisognava alzarsi, attraversare l’angusto spazio che separava te dal coinquilino, e parlargli. Una fatica pazzesca. Adesso, nel caso si abbiano stanze separate, e si sia quindi ricchi e facoltosi per poterselo permettere, ci si chiude dentro la camera, ci si mette dietro lo schermo del pc a mo’ di bunker, e poi si scrive ai vari coinquilini tramite chat. Se si è persone socievoli, si crea anche il gruppo chat con tutti i coinquilini della casa, se più di due. Nel caso si abbiano più letti in una sola stanza, da proletari del coinquilinaggio, ci si crea un bunker open space, infilando le teste nell’apertura del portatile, e poi si procede come sopra.
A volte, poi, ci si vede anche: se ci si sta poco simpatici capita comunque di incrociarsi casualmente nei corridoi o in cucina, o quando i pugni nel muro non bastano a far star zitto l’altro. Se ci si sta simpatici si fanno cose insieme, stando tutti nella stessa stanza. Quello antipatico si porta il pc anche nella stanza comune e chatta. Con altri. Quando si mangia, appoggia il pc sul pane comune, per tenerlo inclinato e fargli prendere aria da sotto.
I cibi e le bevande di quello antipatico sono conservati gelosamente nel suo armadio, mentre quelli simpatici condividono tutto (fino a quando non litigano per la condivisione e diventano allora antipatici). Se apri l’armadio di quello antipatico per fargli qualche scherzetto a costo della tua incolumità, ti cade in testa una trappola mortale di scatolette di tonno con il bordo appuntitissimo, o la riserva di acqua in bottiglioni da 2 litri. Di vetro. Perchè generalmente l’antipatico è pure salutista e l’acqua in plastica fa male. Quella in vetro invece fa bene. Soprattutto quando ti cade in testa dall’ultimo piano dell’armadio del coinquilino antipatico. Del resto, l’aveva scritto, lui, DO NOT ENTER sulla sua porta.

Se ti venisse mai l’idea di invitare gente che parli a un volume uguale o superiore a 20 dBSPL, il coinquilino antipatico non parlerà, per dare il buon esempio, ma si appollaierà sulla sua porta, con lo sguardo diretto tipo raggio laser verso di te e i tuoi invitati, e, non si sa come, non si sa perchè, nel giro di un nanosecondo tutti saranno tornati a casa colti da profondo sonno. Anche se saranno le 20,30 della sera e la cena non sarà ancora stata servita. Poi, si recherà in cucina, accenderà “per errore” il fuoco sotto la pentola della tua cena per 13, e dopo mezz’ora griderà: “Al fuoco, al fuoco! Qui brucia tutto!“. Quando ti recherai in cucina, scoprirai la tua cena bruciata, e il coinquilino antipatico ti chiederà di rifondergli i danni alla sua pentola, accusandoti di aver lasciato il gas acceso in modo selvaggio e incosciente.
Per fortuna quello simpatico ti consiglierà sull’acquisto della nuova pentola, che il coinquilino antipatico carbonizzerà il giorno dopo, cuocendoci dentro le tue patate iodate e proclamandosi un gran distratto.

Poi, arriverà un giorno in cui tu te ne andrai, e non avrai più coinquilini. Andrai a vivere in uno di quegli appartamenti in affitto a Milano tutto solo, dirai “Che figo, ho una casa tutta per me!“, ma quando vorrai invitare qualcuno non ci sarà più il gusto di far loro superare i 20 dBSPL per innervosire il coinquilino antipatico, il coinquilino simpatico sempre disponibile ad andare in giro non ci sarà più, e se vorrai litigare con qualcuno dovrai correre velocissimamente a cavallo di un muro battendo pugni a destra e gridando a te stesso da sinistra “Piantala di rompere!“. Andrà a finire che, come coinquilino di te stesso, ti starai antipaticissimo, e inizierai a farti un sacco di dispetti.
Tutto ciò per dimostrare come mai tante persone che vivono sole bruciano un sacco di pentole.
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Scritto in Monologhi Comici da Amauroto
27 febbraio 2012 → 09:00:52
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