Proprio poco prima dell'esplosione del fenomeno Rockets i due hanno trovato il tempo per creare un progetto estemporaneo chiamato Radioscopia che, partendo dall'avanguardia di allora, racchiude ed anticipa le tendenze musicale dei dancefloor di tutto il mondo di almeno 4/5 anni.
Il duo parte dalla primissima disco music nera di metà anni '70 con la classica formazione rock tradizionale (chitarra, basso, batteria), tastiere e l'immancabile sezione di fiati, ma invece di indulgere sul lato funky innestano dosi di synth, orchestrazioni, chitarre rock e ritmiche da world music.
E' strabiliante la facilità con la quale usano la materia musicale per creare qualcosa che letteralmente fluisce come magma nelle orecchie dell'ascoltatore, soprendendolo ad ogni cambio di tempo. Questo crogiuolo pazzesco di suoni ha poi il merito di essere tutt'altro che auto indulgente visto che i brani raramente raggiungono i 3 minuti, lasciando sempre in bocca un senso di soddisfazione piena.
La title track mischia scorie space-age con innesti decisamente rock, il capolavoro "Help Taxi" non solo cita "Popcorn" degli Hot Butter, ma crea atmosfere che oserei dire degne del maestro Ennio Morricone, "Knock Out" e "Concertrim" potremmo definrli synth-funky orchestrale, "Chicaccordios" unisce in maniera sorprendente musica da ballo pireneica con la disco music come fossero un tutt'uno, "Radio Galaxia" è invece un sinistro brano spaziale che anticipa le sonorità dela band argentata e la chiusura è affidata alla spettacolare "Radioscopia" un brano che su una coltre di synth unisce vocalizzi alla "Whole Lotta Love" di zeppeliniana memoria e chitarre rock appesantite da un vero e proprio muro di fiati per un effetto a dir poco magnifico.
Con questo disco ci troviamo davvero di fronte ad una gemma nascosta degli anni '70 per la quale può essere usato senza troppa enfasi la parola capolavoro. Ascoltare per credere.
Tracklist:
01. Turn Radio On
02. Help Taxi
03. Whistler Programm
04. Knock Out
05. Chicaccordios
06. Quelquepart Quelqu'un
07. Radio Galaxia
08. Indian Duck
09. Concertrim
10. 5/4 Conection
11. Special Night
12. Radioscopia
Enjoy: lix.in/-39e6b9


La discografia di Leone Di Lernia, è infinita e sconosciuta (soprattutto a lui stesso) per opinione comune: non fai in tempo ad aggiungere un disco alla tua collezione pensando che sia quello mancante, che subito ne spunta fuori un altro, a ricordarti che con Leone non si scherza. Situazione ideale per noi di Orrore a 33 Giri, che amiamo le sfide impossibili: per assecondare la nostra fame di completezza, le nostre orecchie d'acciaio, ma soprattutto la vostra sete di inascoltabile, quest'oggi iniziamo, in maniera rigorosamente casuale, a costruire tassello dopo tassello la discografia di Leone Di Lernia, e chiediamo ufficialmente un Guinness World Record nel caso in cui si riesca a completare il lavoro, prima che iniziamo a parlare pugliese per osmosi.
I New Trolls sono un gruppo che non ho mai capito: che piacciano o meno sono stati capaci di scrivere due pagine fondamentali del prog targato Italia come
Gigi Sabani, anche se ha deciso di
Forse per puro caso più che per spirito filologico, ma fatto sta che questa volta la Universal ha prodotto un disco davvero croccante. Di cosa stiamo parlando con tanta enfasi? Difficile da credersi ma di
Ma chi è questo Magic Voice? Molti guardando i suoi video si saranno fatti questa domanda, stupefatti dalle sue incredibili performance e dai suoi esilaranti discorsi confusi. Sulle gesta eroiche di Magic Voice girano mille leggende metropolitane, si dice che spesso e volentieri lo si possa incontrare in qualche bar romagnolo completamente ubriaco, o su una panchina della stazione ferroviaria di Rimini.
