giovedì, ottobre 02, 2008

Zuan delle Piatte ha inscenato la sua morte.


Raccontaci della maga
Che a Cupra deve il suo dono.
Raccontaci.


Ebbene,

ella m’appare, di dentro dell’antro.
A lei chiedo il futuro.
Per lei sono salito sui monti.
Nell’antro ho visto il mondo ergersi bianco,
come nella neve.
Ho attraversato un ponte stretto
Sulle gole infernali:
Urla e suppliche salivano a me.

Ma il cielo era chiaro e silenzioso
E continuai a camminare.

I suoi occhi nel buio,
E i biondi capelli del nord.
Ella sedeva su un trono di marmo.
Davanti a sé teneva un tavolo di legno
E sul tavolo le foglie.

“Silenziosa dea, dea che interrogo
per il piacere del cielo. Sono solo e stanco,
la salita è stata lunga e ciò che ho visto
ha scosso le mie membra.
Orsù se ti piace, rispondimi:
“Chi sono io?”.
Te lo chiedo in ginocchio,
E in dono ti porto le pietre raccolte
Sulla strada di casa”.

Ond’ella si scosse, saltò
D’improvviso e con un balzo
Gridando col pugno colpì
La tavola dinnanzi.
E la rovesció.
E le foglie si sparsero
nell’aria dell’antro.
L’ultima svolazzando le si posò
Sulla mano aperta.
Con gli occhi chiusi me la porse.

C’era scritto:
“Chi semina e non raccoglie
Morirà di fame.
Chi ha fame mangi,
Chi non ha fame muoia”.

sabato, settembre 27, 2008

Prepararsi al peggio.

Crisi bancaria mondiale. Possibili scenari. Ritirate i risparmi dalla vostra banca (se ne avete,) e cominciate ad immagazzinare beni di prima necessitá non deperibili. Prendetevi il porto d'armi perchè bisognerà difenderli.

Crack bancario, crack sociale, intervista a Marco Saba del Centro Studi Monetari


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lunedì, settembre 15, 2008

FACEBOOK: HO PURE UN AMICO DELLA CIA!

“Facebook stimola l’individualismo per mantenere un maggior controllo sulla massa. Inoltre stimola una competitività inquietante nell’amicizia: sembra che con gli amici la qualità non conta e la quantità regna”.

Tom Hodgkinson, The Guardian



Si ciancia, si ride, si scherza su Facebook! E intanto ci spiano! Con una breve ricerca su Internet si scopre:

1. la CIA ha invertito 27,5 milioni di dollari in Facebook attraverso la Greylock Venture Capital per reclutare gente nella rete sociale e chissà cos’altro.


2.Con il sistema "Beacon" Facebook segue tutte le attività degli usuari, perfino di quelli che si sono scancellati.


3. In "Condizioni d'uso"
http://it-it.facebook.com/terms.php afferma: "Quando lei affigge il Contenuto di Operatore al Luogo, lei autorizza e ci dirige per fare tali thereof di copie come giudichiamo necessario per facilitare l'affiggere ed il magazzino del Contenuto di Operatore sul Luogo. Affiggendo il Contenuto di Operatore a qualunque parte del Luogo, lei concede automaticamente, e lei rappresenta e garantisce che lei ha la destra per concedere, alla Società una licenza irrevocabile, perpetua, non-esclusivo, trasferibile,, completamente pagata, mondiale (con la destra al sublicense) di usare, copiare, pubblicamente eseguire, pubblicamente mostrare, riformattare, tradurre, l'estratto (nell'intero o nella parte) e distribuire tale Contenuto di Operatore per qualunque scopo, commerciale, la pubblicità, o altrimenti, su In connessione col Luogo o il thereof di promozione, preparare i lavori derivati di, o incorpora negli altri lavori, tale Contenuto di Operatore, e concedere ed autorizzare il sublicenses del rinunciare".


4. In Privacy http://it-it.facebook.com/policy.php c'è una perla: “Facebook può anche raccogliere informazioni su di te da altre fonti, come giornali, blog, servizi di messaggistica istantanea e altri utenti su Facebook attraverso le funzionalità del servizio (ad esempio i tag delle foto) per offrirti informazioni più utili e un'esperienza personalizzata. Usando Facebook, acconsenti che i tuoi dati personali siano trasferiti e trattati negli Stati Uniti”.

5. Mark Zuckerberg, il famoso inventore della rete sociale, è un fantoccio. Il deus ex machina del progetto è il capitalista e filosofo futurista di Silicon Valley, Peter Thiel. Grosso speculatore sui fondi azionari ad alto rischio (quelli che hanno rovinato l’America) e fondatore di Paypal, nel 2004 finanziò Facebook appena nato con 500 mila dollari e ora è nel consiglio di amministrazione. Pensatore di destra conservatrice americana (neo-con) e ultraliberista a livello economico. Abbastanza giovane, ma di sicuro ossessionato con la vecchiaia, finanzia la Methuselah Foundation.

E’ il tipico profilo da “Master of the Universe”. Non ha caso è stato invitato alla riunione Bildeberg 2008. Domanda da un milione di dollari: indovinate a che popolo eletto appartiene?


*Nella foto, "Ascensore per il patibolo" di Luis Malle. Mai lasciare in giro foto compromettenti!

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martedì, giugno 17, 2008

L'Italia della miseria e del dovere cristiano

“In questi paesi più nessuno credeva in Dio, non se ne curava affatto, non si ricordava di aver creduto; ciò era accaduto senza difficoltà, senza conflitti, senza violenza e pretesa di alcun genere, senza nemmeno una vera discussione, con la stessa facilità con cui un oggetto pesante, un tempo trattenuto da un impedimento esterno, torna alla sua posizione di equilibrio non appena lo si molla. Le credenze spirituali umane, mi dissi, erano forse lungi dall’essere quel blocco massiccio, solido, irrefutabile, che ci si raffigura di solito: forse esse erano invece nell’uomo ciò che c’era di più fugace, di più fragile, di più pronto a nascere e a morire.

Michel Houllebecq – "Le possibilità di un’isola"


Italia, chi siamo? Dov’era la tua povertà? Cos’era la nostra povertà? E i sogni dei nostri padri?

(Pier Paolo Pasolini corre tra dune e immondizia a Sabaudia).

E tutte le nostre miopie, le nostre meschinità? Dov’erano?
L’Italia affoga nella spazzatura e la speranza nel futuro è diventata un buco nero.

Aveva i suoi poveri, che la domenica a messa vestivano con giacca e scarpe pulite.
E ora le nostre scarpe da tennis. Cosa abbiamo guadagnato?
Con chi abbiamo patteggiato la nostra autenticità? Anche le nostre falsità, di paese di provincia, diventano spazi di vetro. Vuoti.
Abbiamo pane ogni giorno, acqua calda e fredda, luce, un tetto sulle teste, tempo libero per i nostri sogni. Ma non serve. Che cosa abbiamo perso?
Italia, rispondimi. Strangolata dal tuo stesso odio.
L’Italia è sprofondata nel conformismo.
Il sole non brilla. Eppure continua a brillare.
Mai i nostri occhi hanno smesso di vedere.
Abbiamo perso i calli alle mani. Abbiamo perso la speranza in un amore eterno.

Siamo gli ultimi testimoni dell’amore eterno.
Mia nonna chiede la sepoltura nella tomba vicino al marito morto da cinquant’anni. La sua passione eterna è ciò che ci lascia.
Quando c’era la guerra e gli aerei americani bombardavano la ferrovia, mia nonna usciva dalla rocca di Marano e andava sulla collina a vedere gli aerei passare. Mio nonno le salvò la vita, corse a perdifiato su su fino al castello. “Via, via di lì”. Gli spari della mitraglia sfiorarno i corpi giovani e INNOCENTI di quei ragazzi.

Le ragazze-bambine del sud andavano a lavorare nelle risaie del nord. “E dopo il lavoro che fate?” chiedeva il giornalista della Rai. “Giochiamo”, rispondevano. "In che senso giocate?”, chiedeva incredulo. "Si, giochiamo a nascondino.Giochiamo!”, rispondevano.
Erano INNOCENTI. Non avevano mai visto un film porno. ERANO INNOCENTI.

Ho riso di lei, di mia nonna. Dalle sue messe domenicali, dei suoi sogni. E oggi, disperato, mi chiedo: “Se avesse ragione? Se avesse ragione lei? Se le quattro vecchiette col velo nero in testa a messa, se fossero loro a reggere questo mondo?

(Pier Paolo. La tua visione ti uccise. La mia visone mi uccide. Eppure mi dà coraggio).


video

Ascolto Maria Carta che canta il "Dies Irae" in sardo.
Attendo le otto di sera per andare a messa. Ieri il prete catalano ricordava una vecchia parrocchiana. Tutta la sua messa nel ricordo di una donna che visse la guerra e il Franchismo. Sempre lí, fedele alla chiesetta che fino a quarant’anni fa era nel paesello di Sant Martì, appena fuori Barcelona.

Se è vero che si rimpiange ciò che non si è mai vissuto, io rimpiango la Barcelona franchista. Rimpiango le chiese di campagna. Come Pasolini rimpiangeva i muretti borbonici. Rimpiango la schiena piegata a tagliare il grano. E i canti nelle risaie. Rimpiango la Cupra Marittima degli anni ’20, della guerra e dei bombardamenti alleati. La campagna e i suoi tramonti. Rimpiango i nonni che non ho mai conosciuto. I loro volti scavati dal calore del sole, o dalle caldaie delle petroliere.

Rimpiango ciò che non ho mai visto nè avuto. Rimpiango la semplicità della bontà e della cattiveria umana autentica. Rimpiango un mondo che non ho mai conosciuto. E’ il mio ideale. Un mondo mai conosciuto. Rimpiango le notti a recitare il rosario.

Abbiamo girato il mondo. Visto razze diverse, mangiato in ristoranti cinesi, belgi, vietnamiti, indiani. Abbiamo visto le chiese e le moschee sulla Terra. Le discoteche e le sale da ballo. Ma non abbiamo trovato noi stessi. Non ci meraviglia più niente. Le nostre radici svanite.

Ricominceremo dalla musica tradizionale? Dal Saltarello? Dall'amore per la nostra terra e patria, per i nostri morti, le vecchiette col velo nero in chiesa, Per la campagna?

La prospettiva ultraterrena ha traslocato sulla Terra. L’orrida speranza di vincere la lotteria.

Chi fra voi, merita la vita eterna?

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lunedì, giugno 16, 2008

TABÙ E SIGNORAGGIO: per chi lavoriamo?

Tabù è parola utilizzata dai polinesiani animisti per indicare ciò che non può essere nemmeno nominato. E’ una “interdizione di carattere magico-religiosa verso persona, cosa o situazione considerata sacra”. All’antropologo Levi Strauss piacque il termine e lo introdusse nel vocabolario occidentale. Il tabù è un limite che una società si impone (o a cui viene imposto) per poter mantenere un certo grado di stabilità e poter durare a lungo.

Oggi molti tabù sono stati sfatati, rimossi. Per fare un esempio, se una volta non si parlava del sesso in generale per pudore o per paura, oggi si parla e si mostra liberamente omosessualità, travestitismo, sadomasochismo, tradimenti, orgie, scambismo, ecc. Diciamo che ormai, sempre rimanendo in questo ambito, gli unici tabù non ancora superati rimangono pedofilia, gerontofilia, zoofilia, necrofilia e incesto. Ad ogni modo, a breve termine, diciamo nell’arco di cinquant’anni, saranno rimossi anche questi ultimi.

Se viene compiuto un atto “tabù” o pronunciata una parola “tabù” la gente si ritrae, di solito con espressione atterrita, sconcertata, basita. Volete un esempio: “Le camere a gas non sono mai esistite”, oppure “l’evoluzione darwiniana è un’invenzione”, “L’aids non esiste”, “gli ebrei sono degli usurai rabbini”, “sporco negro”, “mi piace leccare il culo del mio cane”, “i froci sono dei malati mentali”, “oggi ho voglia di carne umana”, ecc.

Esiste in particolare una parola “tabù” impronunciabile, vietata, rifiutata, anatemizzata.

In un sistema capitalista la parola impronunciabile è “SIGNORAGGIO”. Nessuno ne parla, nessuno sa cos’è.

Vi siete mai chiesti come ha origine il debito pubblico? Se il debito è pubblico, cioè di tutti noi cittadini che paghiamo le tasse, chi cazzo è il creditore?

Ebbene, il creditore sono le banche. Attualmente la BCE, Banca Centrale Europea, che stampa banconote al costo di qualche centesimo e le rivende agli stati dell’Unione Europea secondo il valore nominale delle banconote, in più caricandole di interessi.
Il debito pubblico è il valore del “prestito” che ci fanno le “filantropiche” banche.

Intervento di Beppe Grillo


Intervento di Eugenio Benetazzo


Introduzione al signoraggio

Domande e risposte, tutto sul signoraggio..
(di Sandro Pascucci - www.signoraggio.com)

D: «Come impiega la Banca Centrale (BC) le banconote che stampa a 30 centesimi l'una?»
R: «La BC impiega le banconote che stampa a 30 cent. l'una comprando Titoli di Stato»

D: «Come fa lo Stato a riscattare i Titoli che ha ceduto alla Banca Centrale?»
R: «Lo Stato, per riscattare i Titoli ceduti alla BC, deve restituirle le banconote da lei stampate»

D: «Dove prende lo Stato la moneta necessaria al riscatto dei suoi Titoli?»
R: «Lo Stato prende la moneta necessaria al riscatto dei propri Titoli dal Popolo, con tasse, imposte..etc..»

D: «Chi detiene il debito pubblico?»
R: «Chi è in possesso di titoli/obbligazioni statali (BOT, BTP, ecc..)»

D: «Chi è in possesso dei BOT?»
R: «Le vecchine (le nonne risparmiatrici) e Banche Centrali»

D: «Quanti ne hanno?»
R: «oggi: vecchina 20%, altri 80%»

D: «Come produce il denaro necessario all'acquisto dei BOT la vecchina?»
R: «Lavorando e/o risparmiando e/o facendo rapine e quindi rischiando la propria vita»

D: «Come produce il denaro necessario all'acquisto dei BOT la BC»
R: «Con carta e inchiostro»

D: «Al cittadino che paga le tasse importa chi ha i BOT e quanti ne ha?»
R: «No, paga le tasse per riscattarli in ogni caso»

D: «Cosa cambia per il cittadino se chiudono le Banche Centrali?»
R: «Il cittadino risparmia l'80% delle tasse attuali»

D: «Al cittadino importa in che modo la BC viene in possesso dei titoli pubblici?»
R: «No. La BC può comprare titoli direttamente o indirettamente, in decine di modalità perfettamente legali, poiché il Sistema provvederà a fare o cancellare la Legge, alla bisogna. Per il cittadino poco cambia se un omino va dalla BC al Tesoro con una valigia pieni di contanti freschi o se dalle Cayman qualcuno pigia 4 tasti di un PC o se le banconote arrivano da Manila a nuoto fino nei bancomat sotto casa.»


Da leggere: “Euroschiavi” di Marco Della Luna, Antonio Miclavez, Arianna Editrice.


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venerdì, giugno 13, 2008

Thank you Ireland

Contro il Trattato di Lisbona.
Contro l'Europa dei burocrati, dei massoni, dei banchieri.

Da un articolo di Ida Magli apparso su Il Giornale il 7 giugno:

«In questi giorni, con la ratifica da parte del Parlamento italiano del cosiddetto Trattato di Lisbona, si porrà fine definitivamente all’esistenza delle nazione Italia. E mano a mano si porrà fine all’esistenza di quasi tutte le altre nazioni in Europa. Non bisogna sorprendersi del silenzio che accompagna l’atto più importante che sia mai stato compiuto dal 1870 con il regno d’Italia. E’ un silenzio che non è dovuto soltanto al volere dei governanti, ben sicuri fin dall’inizio dell’operazione ‘Unione europea’ che bisognava tenerne all’oscuro il più possibile i cittadini, ma anche alla obiettiva difficoltà per i giornalisti di fornire informazioni e tanto meno spiegazioni di un progetto che esula da qualsiasi concetto di ‘politica’. Il Trattato di Lisbona è infatti una ‘visione del mondo’ universale, una teologia dogmatica con le sue applicazioni pratiche, la forma più assoluta di totalitarismo che sia mai stata messa in atto. Come potrebbero i giornalisti istruire con poche parole milioni di persone sulla metafisica di Kant? Eppure c’è quasi tutto Kant, inclusa la sua proposta per la Pace Perpetua, nel progetto dell’Unione europea. Ma c’è anche molto Rousseau, molto Voltaire, molto Marx, con in più quello che Tremonti definisce ‘mercatismo’: l’assolutizzazione del mercato. La falsificazione dei significati linguistici accompagna fin dall’inizio l’operazione europea: quello che viene firmato non è affatto un Trattato e non è neanche una ‘Costituzione’, come era stato chiamato prima che i referendum popolari lo bocciassero. E’ la proclamazione di una religione universale, accompagnata in tutti i dettagli dagli strumenti coercitivi verso i popoli e verso le singole persone per realizzarla. E’ il passo fondamentale, dopo averlo costituito in Europa, per giungere alla meta prefissata: il governo mondiale. Posso indicare in questo breve spazio soltanto alcuni degli strumenti preordinati:

A) Il sincretismo fra le varie religioni e fra i vari costumi culturali. Un sincretismo che verrà raggiunto con lo spostamento di milioni di persone e smussando tutte le differenze attraverso il ‘dialogo’. Discendono da questa precisa volontà dei governanti le ondate immigratorie che stanno soffocando l’Europa d’occidente. Si tratta di decisioni di forza, prese a tavolino: se nasceranno reazioni o conflitti, come di fatto sono già nati, provvederanno le schedature biometriche, la polizia e il tribunale europeo a eliminarli.

B) Il governo concentrato in poche persone, quasi sconosciute ai cittadini, mentre diventano sempre più pleonastici i parlamenti nazionali. Il parlamento europeo, infatti, tanto perché nessuno possa obiettare in seguito che non aveva capito, è stato istituito fin dall’inizio privo di potere legislativo. Pura finzione al fine di gettare polvere negli occhi ai cittadini e tenere buoni con ricche poltrone i residui pretendenti al potere nell’impero fittizio.

C) Nella sua qualità di fase di passaggio verso il governo mondiale, l’Europa deve essere debolissima, come infatti sta diventando. Per ora qualcuno lo nota a proposito dell’economia e della ricerca (ricerca significa intelligenza), ma presto sarà chiaro a tutti l’impoverimento intellettuale e affettivo di popoli costretti a perdere la propria identità, la propria ‘forma’ in ogni settore della vita. In Italia la perdita è più grave per il semplice motivo che gli italiani sono i più ricchi di creatività. Di fronte al vuoto di qualsiasi ideale e di qualsiasi futuro, i giovani si battono per quelli vecchi inesistenti, oppure ‘si annoiano’. Vi si aggiungono con uguale impoverimento i milioni di immigrati, anch’essi sradicati dalla loro identità e gettati nel crogiolo della non-forma.
Si tratta di conseguenze ovvie, perseguite con ostinazione durante il passare degli anni sia dai fanatici credenti nella religione universale che da coloro che se ne servono per assolutizzare il proprio potere. Ci troviamo di fronte a quello che i poeti tedeschi individuavano chiaramente durante il nazismo come ‘il generale naufragio dello spirito’. Seppellire le nazioni per paura del nazionalismo significa provocare di nuovo il generale naufragio dello spirito
».

Aggiungerei che il Trattato di Lisbona, anche se nessuno ne ha parlato nei tg, reintroduce la pena di morte. Per chi non ci credesse, si legga :

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=4708
http://www.effedieffe.com/content/view/2870/165/



Rivolta al Parlamento Europeo: ciò che non abbiamo mai visto




*Nella foto, "The book of Kells", manoscritto miniato del nono secolo, tesoro nazionale irlandese.

mercoledì, giugno 11, 2008


Prove di trasmissione

Troppe informazioni. Troppe conferme. Troppe ossessioni.
Lasciatemi il tempo di sfogarmi.

E’ un gioco pericoloso. Si rischia un braccio. O forse più.

Mi interrogo sulla natura del Male.
Per chi non ci crede, lasci perdere.

Per chi crede solo nella vita come successione inutile di attimi,

lasci perdere.

Non farò perdere tempo a nessuno

A nessuno giudico, eppure è più forte di me.

Anestesia continua, la vita dei molti.

E giudico me stesso, troppo, spesso troppo duramente.

E qui già finisce la premessa.

Il Male esiste.
Se non esistesse, non saremmo qui a interrogarci.
Per il solo semplice fatto che dubitiamo, esso esiste.
Ma esiste in quanto allontanamento dal Bene.
Il Bene assoluto. Non relativo.
Il Bene eterno, immutabile, infinito.
Supponiamo che l’Inferno non esista.
Che non esista il Diavolo.
Supponiamo che non esista punizioni o pene.
Ciò significa che non esiste giustizia.
Che senso ha vivere in un mondo da cui non si spera giustizia?
Non si pretende giustizia, ma La Giustizia.

Smettetela di adorare Mammona.
Non si possono adorare più dei.
O con me o contro di me.
Fate finta di niente.
Vi nascondete in razionalismi fasulli e blandi.
Adorate Pan senza riconoscerlo, incerti.
Parlate di libertà, parlate di degrado ambientale,
Di tumori, di zen, di Buddismo.
Parlate di discoteche chiuse, di scemi del villaggio.
Parlate di politica al bar, di calcio la domenica sera.
Parlate e parlate. Uomini vuoti.
Il buco che avete nella pancia è avido.

Eppure non posso rinunciare a compatirvi.
Io vostro fratello, solitario fratello,
A voi unito dall’essere presente,
dalla vita che scorre,
dalla durezza dei giorni
dal credere e non credere.
Dal dubbio e dall’affanno
Dall’affetto e dalle illusioni.
Anch’io sono vuoto, mi hanno svuotato
La pubblicità e i concorsi a premi,
Le grappe dopomangiato
Le riunioni con i professori,
Moana Pozzi e le seghe,
Il parlamento e la sinistra che non nuoce,
Gli abiti firmati, le modelle in topless.
Ora mi svuota,
La certezza dell’inganno
Perpetrato “scientificamente”
Alle masse sterili di contadini arricchiti
Alle generazioni fatte di pongo
Che sognano Audi TT,
Ammirano mafiosi con collaroni al collo
Stimano i furbetti i magnaccia i finocchi.

In questo vedo la mia rabbia,
E la mia pace.
Nella certezza che qualcosa è stato
E non sarà più.
Cerco ciò che mi rilassa,
Che non mi ingrossa il cazzo
Di cui succube mi trascino
Del telefonino sempre acceso
Degli eccessi, dell’alcool
Dei cubata e i Campari e Gin.
Mi rifiuto, mi rifiuto e lotto
E sembra di riscriversi la vita
E sembra non più possibile
Credere nei medici, cinici e scaltri
In dentisti trasformisti
Nei prof di lettere, frustrati dal ‘68
Nei benzinai col portafoglio pieno
Nei sindaci di provincia
Nei banchieri, usurai pedofili,
Nella Cia nel pentagono
Nell’Europa che si allarga.

Vivente e sincera, tra chi fu sacrificato
Del sacrificio accetta, la morte
E la gloria.
Nei cieli più
Che in terra.

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