Ognuno di noi ha paura. Chi ha paura dei ragni, chi del buio, chi di andare in giro in auto. Io ho paura di diventare vecchio. Sia ben chiaro: non ho paura di compiere 33 anni, non ho paura neanche dei 40. Ma ho paura di arrivare troppo in là. Grazie alle condizioni igieniche e alla medicina la vita media si è alzata notevolmente ma è comunque un artificio. E' vero che posso arrivare a 85-89 anni, ma è anche vero che probabilmente ci arriverò completamente rincoglionito e non mi renderò neanche conto di esserlo. Le mie paure più inquietanti sono rappresentate da alcune categorie di anziano di cui spero non far mai parte...
IL NONNO IPER-ATTIVO
Ogni tanto me ne capita uno in negozio (io lavoro in un negozio di computer). Afferma di essere venuto a chiedere un preventivo per un computer da regalare alla nipotina che inizia ad andare a scuola, ma la verità è un altra: da quando è andato in pensione non sa più che cazzo fare. Ha provato a passare un pò di tempo con la nipotina, a fare le faccende domestiche, a fare volontariato presso realtà assurde tipo "Associazione donatori catarro". Non basta. Si sente inutile. A 70 anni si iscrive anche all'università e prende tre lauree ma ancora non si sente appagato. Decide quindi di acquistarsi un computer da 6000 euro rateizzati in 120 mesi perché prende una pensione da fame (poveretto). Non ammetterà che è per lui neanche sotto tortura: il computer è un regalo SOLO per la cara nipotina. Lui non lo accenderà mai perché innanzitutto non sa fare, e poi perché "l'è n'quel da zuan" (è una cosa da giovani). Dopo soli due mesi questo vecchietto torna in negozio a chiedere che software serve per programmare in linguaggio macchina. In questi due mesi "osservando la nipotina che usava il PC" e riprovando da solo alla notte (i nonni non dormono MAI), ha imparato qualche cosina, tipo come fare funzionare bene windows (non lo sanno neanche alla Microsoft), le basi della programmazione 3D, come introdursi illegalmente al sito web dell'FBI e come sostituirgli il logo della pagina iniziale con lo stemma della SPAL (la SPAL e la squadra di calcio di Ferrara). Inoltre mi cita a memoria il listato del Kernel Linux e mi racconta di come è riuscito ad interfacciare il suo PC alla dentiera per studiare il sistema ideale di fissaggio. Quando gli chiedo che lavoro faceva prima di andare in pensione lui mi risponde malinconicamente "Il cameriere". Il nonno iper-attivo dorme solo 1 ora al giorno mentre corre su un tapis roulant, è forte come un toro e vivrà per sempre. Sempre più spesso i nonni iper-attivi vengono abbattuti a fucilate dai nipoti. Una volta arrestati i nipoti si giustificano solitamente dicendo: "Ormai comincio ad avere una certa età… non ce la facevo più a stargli dietro…".
IL NONNO RIMBAMBITO
Il nonno rimbambito è incredibile. E' capace di tutto e lo fa con una naturalezza incredibile. Ad esempio spegne i fornelli soffiandoci ma senza chiudere il gas perché così è più comodo quando lo riaccende oppure perché quel profumino per casa gli concilia il sonno. Va in bicicletta agli 1 all'ora andando a destra e a sinistra. Ogni pedalata sembra l'ultima. Ogni tanto scarta paurosamente al centro della strada seminando il panico tra le auto che devono passargli di fianco. Molte di queste preferiscono invadere totalmente la corsia opposta e rischiare il frontale pur di essere sicuri di non "seccarlo". Voi direte subito: "poverino! E' vecchio e alla sua età non ce la fa ad andare più forte!". COL CAVOLO!!! POTREBBE FARE IL GIRO D'ITALIA SE SOLO IMPIEGASSE L'ENERGIA PER AVANZARE INVECE DI TENTARE DI STARE IN EQUILIBRIO SULLA BICI FERMA!!! Io ci ho provato a fare come lui e mi sono ammazzato di fatica! Per forza va a destra e a sinistra: E' l'unico modo altrimenti si cade!!!! Per non parlare di quando salgono in sella, cioè mai. Salire da fermi non se ne parla neanche. Loro devono riuscire a salire in corsa per non cadere: difficilissimo. Li vedi mettere un piede sul pedale e spingersi come se avessero a che fare con un monopattino. Ogni tanto proveranno salire ma essendo il loro peso di lato la bici si inclinerà in maniera preoccupante, quindi abortiranno il tentativo e riprenderanno a spingere per riprovarci ancora. Succede spessissimo che il nonno arriva a casa senza riuscire a salire in sella, mette la bici in garage e va a letto stremato. Il nonno più tecnologico invece va in macchina in autostrada contromano a fari spenti alle 3 del sabato notte (i nonni non dormono MAI) e, mentre per evitarlo stai fresando la tua auto contro il guard rail, puoi osservare il suo viso rilassato e tranquillizzante, con quell'espressione beata di chi guida sicuro. Quando poco più avanti verrà avvistato da una pattuglia di vigili lui non si fermerà. Dopo averlo seguito per 60Km intimandogli di fermarsi i vigili saranno costretti a sparargli alle ruote. Non farà tempo a scendere che si metterà a scuotere il capo borbottando "Guardamo qui! Fermano me che facevo i trenta all'ora mentre lasciano andare quel giovane che mi è sfrecciato contro come un caccia!!!"
IL NONNO DEPRESSO/RASSEGNATO
La percentuale di nonni depressi è in continuo aumento. Li puoi riconoscere facilmente: Ogni volta che vai a trovare un nonno depresso egli attingerà inevitabilmente da questo campionario di frasi: "Guardamo lì ac bel zuan ca tiè dvantà!!!" (Guarda che bel giovane che sei diventato), "Stà brisa dvantar vecc...." (non diventare mai vecchio... come dire: rimani giovane! facile, no? oppure intende dire che devo crepare prima? boh! Questa frase non lo mai capita....), "Mì alla tò età a saltava i foss par la lunga" (io alla tua età saltavo i fossi ma non da sponda a sponda: io li saltavo per la loro lunghezza! Una volta sì che ero un figo! (quest'ultima parte non è una traduzione letterale, ma è sottinteso)), "ac brut quel dvantar vecc..." (che brutta cosa invecchiare...), "Quand mi a nà'ksarò più tatarkurdarà…" (Quando non ci sarò più ti ricorderai…(N.D.A. Scrivere in ferrarese è bestiale!! Io l'ho scritto come si pronuncia. Credo.)). I nonni depressi sono assidui lettori dei quotidiani locali che scansionano a fondo alla ricerca di una sfiga capitata a qualcuno di conosciuto tipo un loro compagno di classe o il barbiere che ha chiuso 8 anni fa. I depressi gravi ritagliano i necrologi ogni giorno e li collezionano. Amano poi ritrovarsi con altri depressi a scambiarsi frasi fatte e necrologi come se fossero figurine. Durante questi raduni amano anche gareggiare su chi ha il malanno più grave. Non è inconsueto assistere a dialoghi come questo che mi permetto di tradurre dal dialetto ferrarese (lingua ufficiale del nonno di Ferrara) nonostante inevitabilmente perda molto del suo fascino: Nonno1 - "Stanotte non sono riuscito a dormire" (Fin qui niente di strano: i nonni non dormono MAI) Nonno2 - "Neanche io! Da quando si è rimesso a piovere la cervicale mi da un continuo senso di nausea" Nonno3 - "Io è da un mese che non dormo, cioè da quando mi hanno operato l'ernia. Prendo anche dei sonniferi, ma…." Nonno4 - "Mi ricordo che l'ultima volta che ho dormito bene è stata la notte prima dell'operazione con cui mi hanno messo il quindicesimo by-pass.... O era quando mi hanno trovato la milza spappolata? Non ricordo bene! Con l'età la memoria comincia a lasciarci!" Nonno5 - "Ma cosa volete saperne voi! Io per dormire devo prendere un anestetico ultracostoso (mi addormento solo con quello e quindi il dottore me l'ha ordinato) perché quelli che costano meno hanno una sostanza al quale evidentemente sono allergico: l'unica volta che l'ho preso ho tossito quattro mesi e quando mi hanno fatto le lastre hanno visto che il polmone senza il tumore si era infiammato molto. A forza di tossire mi si è aperta una ferita in gola dalla quale ho perso molto colesterolo e di conseguenza anche molto sangue. Dopo quattro anni si deve ancora rimarginare, quindi ogni mattina sputo sangue come quella volta che ho iniziato la dialisi e mi avevano trovato anche i calcoli. Dicono che forse è tutto a causa del mio diabete." Il nonno5 viene così eletto "Gran Sfigato" e verrà osannato e ammirato fino alla fine dei suoi giorni.
IL NONNO VISSUTO
Vivere con il nonno vissuto all'inizio è veramente esaltante ma già dopo un po', tipo un paio d'ore, diventa una tortura. Definisco "nonno vissuto" quel nonno che, appena ti metti a parlare di una qualsiasi cosa, ti racconta una sua esperienza da giovane, ti fa capire che stai sbagliando (sempre), e alla fine ti umilia facendoti sembrare un coglione che non sa neanche di cosa sta parlando. L'argomento lo lascio a voi ma può essere qualunque. Se ad esempio gli racconti che hai imparato a giocare a scacchi ieri e che hai già vinto la tua prima partita, egli ti interromperà subito raccontandoti di quando, da giovane, era considerato uno dei più promettenti giocatori, di quando aveva sfidato il campione d'Italia e di quella storica partita che aveva perso solo perché il suo orologio (quello di fianco alle scacchiere con cui si misura il tempo di ogni mossa) era troppo rumoroso e lo "sconcentrava". Ti chiederà tutte le mosse che hai fatto nella partita che hai vinto e ti spiegherà in dettaglio il perché lui NON le avrebbe mai fatte. Se invece esprimi un giudizio su un avvenimento di politica internazionale ti racconterà subito di quando, da giovane, faceva parte in incognito dei servizi segreti. Di quando aveva scoperto che il Papa aveva architettato un colpo di stato in Belgio, mandato a monte da un organizzazione internazionale che riuniva arabi, giapponesi, russi ed americani tutti sotto le direttive di Dean Martin, l'uomo più potente del secolo che tirava le redini del mondo. Ti farà notare che il tuo giudizio è ininfluente in quanto i fatti che conosci sono ben lontani dalla realtà ma sono solo quello che vogliono farti credere, poi si metterà a fissare il cielo come una persona che detiene il peso di chissà quale segreto. Il nonno vissuto si stupisce di come, un uomo con le sue conoscenze, venga abbandonato a se stesso anche dai suoi parenti più intimi che sembrano non volerlo con loro. Io personalmente non sono così stupito.