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Ma Vaffanculo Euro PDF Stampa E-mail
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Scritto da Daniele M.   
giovedì 30 novembre 2006
ImageE’ la mezzanotte del 31 dicembre 2001: festa, botti e spumante. Dopo aver fatto gli auguri alla mia ragazza ed a tutti gli amici, mi ritrovo senza quasi accorgermene a pensare a questa famosa unità monetaria nuova, questo Euro…
Dire che sono entusiasta è veramente riduttivo. Cazzo, saranno due mesi che fanno vedere in televisione banconote bellissime e monete strane e luccicanti. Un massacro mediatico che ha portato la gente ad una esasperante curiosità; tutti vogliono vedere e toccare questi nuovi euro.
A dire il vero il delirio è partito qualche giorno prima: Il capriccio degli euro “kit” da 25 euro (vi ricordate? C’erano persino dei bambini che lo desideravano per Natale scrivendolo nella letterina per Santa Claus). Una simpatica confezione di monetine e monetone che appena l’hai presa in mano pensi che, oltre ad avere cinquanta chili di denaro, hai anche cinquanta carte in mano. Osservi all’interno e ciò che cattura subito la tua attenzione è il super conio da 2€; un doblone da baule del tesoro dei pirati visto e considerato il peso, la grandezza ma soprattutto il valore corrente: quasi 4 carte da mille. Una stranezza che farà la differenza nel corso dell’anno…
Arriva il due gennaio e già non ci duro. Devo toccare delle euro banconote, diventa quasi la mia ragione di vita. Dopo un giorno di agonia mentale, mentre alla televisione fanno vedere gente europea sfoggiare biglietti di ogni genere, decido di andare ad un bancomat per estrarre l’agognato premio. Vado persino ad uno sportello non convenzionato con la mia banca. Pago la commissione ma non me ne frega un cazzo: tiro fuori degli euro.
Mi escono delle belle banconote da 10, da 5 e da 20 e sono la persona più felice del mondo. Sono fiero di me stesso e vado in giro facendole vedere a tutti, entusiasta di questo nuovo Euro e orgoglioso di essere in questa bellissima Europa.
Tutta un’illusione perché due giorni dopo vengo travolto da un paio avvenimenti scioccanti.
Il primo mi accade nel pomeriggio. Succede che sedendomi da qualche parte in un locale o dove cazzo so, perdo 10 euro in moneta che avevo in tasca.

Quando me ne accorgo sorrido ma, vaffanculo, rido molto storto. “Sorriso diplomatico” come dice Homer Simpson. Esteriormente ostento una sicurezza pressoché totale. Ridacchio con gli amici e fingo di fregarmene. Interiormente mi vien voglia di mozzare il collo a chi ha inventato quelle cazzo di super monete.
MERDA! Ho perso venti carte. Porca troia! Quando perdevi delle lire in moneta, se ti andava male ci rimettevi si e no duemila lire. Adesso invece no! Ci sono delle volte che hai le tasche così pesanti che credi di avere un ferro da stiro in tasca. Giri ricurvo e quando metti la mano in tasca, magari per pagare un caffè, ti accorgi di avere così tanti soldi che oltre al caffè ci sta anche un home theatre.

Se qualche giorno prima avessi perso ventimila lire (praticamente impossibile) mi sarei dato un calcio nei coglioni (impresa non facile). Stranamente però l’incazzatura passa quasi subito; mi sento tranquillizzato come se qualcuno mi avesse dato del prozac. Drogato dall’euro, poche ore dopo non ci penso nemmeno più…
Urge comunque un portamonete. Ne vedo uno che mi aggrada e vado a comprarlo. Non c’è che dire. Un bel portamonete: di forma rotondeggiante, provvisto di cerniera per chiuderlo, due tasche interne. Un portamonete che si difende bene e che mi piace.
Lo prendo, pago ed esco dal negozio compiaciuto.
Pochi metri fuori dall’esercizio vengo colpito da uno strano malessere. Guardo la mia immagine riflessa nella vetrina di fronte e mi sembra, come nella celebre puntata di Tom & Jerry, che la mia testa sia diventata quella di un asino, e che la scritta “jackass” (per l’appunto “asino”) campeggi sopra la criniera.
Mi sento un somaro perchè HO PAGATO 10 EURO per quel cazzo di portamonete di merda. 10 euro, ventimila lire.
Rientro dentro sconvolto. “Si sarà sbagliata la commessa” penso ingenuamente. Chiedo conferma ma ricevo altrettanta conferma… 10 EURO.

Esco fuori sconfitto camminando fino all’auto come uno zombi. Non provo nemmeno rabbia, sono sopraffatto dallo sconforto. Penso che una cosa che fino a 10 giorni fa costava 10 mila lire ora costa 10 euro, ovvero il doppio.
Faccio delle prove. Vado in giro per negozi e mi accorgo che effettivamente i prezzi sono aumentanti in una maniera alquanto sospetta. Non ci metto molto tempo ad accorgermi che la merce che prima costava 5 o 10 mila lire ora costa rispettivamente 5 o 10 euro.
Entri in pizzeria, prendi una margherita ma VAFFANCULO, non costa meno di 4 o 5 euro!!!!!! Ma come 4 o 5euro! 10 mila lire per una margherita? Quando ancora esistevano le lire, la pizza che costava 10 mila lire era una pizza coi controcazzi, quelle con almeno due o tre ingredienti oppure quelle coi funghi porcini. Una margherita costava a dir tanto 6 mila lire, ovvero neanche 3 euro!!!!
Quanto ci guadagnerà il gestore del locale?

La risposta di questa domanda è la discussione universale sui costi per produrre una pizza. Lo scrivo in neretto perché è senz’altro il discorso più gettonato di sempre e certamente sarà capitato anche voi di discernere su quanto effettivamente costa la pizza che state mangiando e quanto dunque ricava il proprietario. In questo momento escono le proiezioni al ribasso più devastanti e allucinanti. Ne cito alcune:
La farina la compra a tonnellate alla volta e dunque a prezzo bassissimo. La quantità per fare una pizza gli costerà si e no 20 lire…
Per l’acqua non spende nulla
Il pomodoro lo comprano in barili ed anche quella costa pochissimo
La mozzarella viene comprata al limite della scadenza e quasi gliela regalano tanto quando la cuoci non si sente molto il gusto cattivo
Il prosciutto cotto è in realtà spalla; i funghi non sono porcini
Non parliamo di tutti gli altri discernimenti sul costo dell’energia elettrica, del gas, della legna, ecc. C’è persino chi calcola il peso che hanno gli stipendi dei pizzaioli e dei camerieri.
Le persone più pessimiste arrivano a sparare cazzate di questo tipo: “Al gestore la pizza gli costerà al massimo 100 lire”. Non ditemi che avete mai sentito stronzate simili.
In ogni caso, cento o mille lire che costi, tutti dobbiamo constatare che la pizza è quasi raddoppiata (e non in larghezza) dall’introduzione dell’euro. E questo non va un cazzo bene!

Tutto sta aumentando, ma la cosa più strana accade quando vado a fare benzina. I prezzi non sono aumentati di molto, ma quando faccio 10 euro, la lancetta si sposta di pochissimo. Fare 10 euro sta diventando quasi come fare 10 mila lire. Come mai?
La conferma di questa strana sensazione la ho quando mi capita di fare 5 euro: accendo la macchina e la lancetta non si sposta dalla riserva tanto che spesso mi viene da pensare che potrei essermi sbagliato. Più di una volta infatti esco dalla macchina per controllare che quella che ho sparato nel serbatoio non sia invece l’aria compressa usata per pulire i sedili. Terribile!
Cosa dire poi degli arrotondamenti? Le cifre con i centesimi tendono ad arrotondarsi inesorabilmente per eccesso. L’esempio principe è il tipico negozietto che vendeva “tutto a 1000 lire” e che ora è diventato “tutto a 1 euro”. Ma che cazzo volete?!?!? In fondo è solo il doppio.

Nel giro di vite degli arrotondamenti non può anche il pazzo della mia città (Ferrara) che, se qualche anno fa barboneggiava per strada mendicando 1000 lire, adesso entra prepotentemente in Europa chiedendo anch’esso 1 euro…

Un’altra sconvolgente convinzione è quella del “costa solo…”. Tutti noi siamo inebetiti e spesso, pur conoscendo l’esatto tasso di conversione lira/euro, non ci rendiamo conto di quanto realmente costi un prodotto. L’euro ci frega! Capita quindi di andare in un negozio di abbigliamento e di notare un maglione che costa “solo” 40 euro.
Ma come “costa SOLO 40 euro”. Ma cazzo, costa quasi 80 carte da mille di vecchie lire!!! Ma sono pochi?
Sottovalutiamo letteralmente il valore dell’euro, forse perché subconsciamente lo associamo alla metà del costo (visto che bisogna dividere per due…), o molto più probabilmente perché siamo tutti dei coglioni.
Eh si, siamo tutti delle gran teste di cazzo. Lo dimostra il fatto che proprio alcuni giorni fa (e adesso torniamo al presente) ho visto in vetrina in un negozio una scatola di bellissimi playmobil. Lo ammetto, era una confezione grande. Una semi cittadella tipo stazione di servizio che avrebbe fatto la felicità di qualunque bambino.
Guardo il costo e vedo scritto l’impossibile: 300 EURO… Intontito continuo a guardare per essere sicuro di non essermi sbagliato ma purtroppo, che ne guardi, la cifra rimane sempre quella: 300 EURO…
Mi riprendo ed esamino la situazione ottenendone subito un paio di considerazioni. Per prima cosa penso a quanti playmobil mi aspetterei di comprare con 300 euro: una vagonata o, se proprio proprio, un rimorchio di un tir stracolmo di uomini di plastica.
Secondariamente non posso fare a meno di fare il solito confronto lira/euro. Comprendo perfettamente che i playmobil siano merce abbastanza esclusiva, ma quale negoziante avrebbe avuto il coraggio un paio di anni fa di mettere in vetrina una confezione di playmobil ad un prezzo di 580.000 lire? Nessuno! Primo perché la stessa confezione un paio d’anni fa sarebbe costata almeno 200.000 lire di meno; secondo, perché un giocattolo che costa 580.000 non l’avrebbe mai comprato nessuno. 300 euro suonano molto meglio.

Non c’è che dire, l’euro è partito molto male e sta facendo molto male ma non esimiamoci totalmente da colpe. Se infatti la nuova moneta ce lo sta mettendo nel culo, noi non facciamo niente per cercare di evitarlo.
Il perché va ricercato nella scatola di playmobil che qualcuno hanno già comprato…






 

L'autore della cazzata che avete appena letto è:

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