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Him And Her Wathcing PDF Stampa E-mail
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Scritto da Marco M.   
giovedì 30 novembre 2006
 Ristorante. A cena con una bella donna. Si parla di tutto e di niente, soprattutto di niente. Lei parla della sua vita. Tu ascolti. Lei parla della sua giornata, della sua mamma, del suo amico del cuore, del suo gatto, di quando ha fatto carburante l'ultima volta, di come l'auto funzioni nonostante non abbia mai aggiunto una sola goccia d'olio. E l'ascolto si trasforma da attivo a passivo: ascoltano solo le orecchie, il cervello vaga. Un po' si pensa all'eventualità che si possa donare a te a serata conclusa e un po' si pensa a un po' di tutto: "quante volte ho cagato ieri? Ho registrato Penthouse su Duel tv? E' un secolo che non scoreggio in ufficio". e così via. Però, dopo qualche istante (pochi istanti) non hai più idea su cosa concentrarti.

Ed è a quel punto che è importante mettere in atto una pratica di autoesclusione dai discorsi inutili. La pratica si chiama: "Him and her watching", ovvero l'osservazione accurata e dettagliata dell'atteggiamento di "lei e lui" al ristorante. Perché alla fine ci si accorge che quello che si pensava fosse un semplice gioco di distrazione, diventa un'amara constatazione di quanto in basso si possa cadere nel rapporto di coppia.
La coppia annoiata
Ordinano. E sono le prime (e quasi ultime) parole che escono dalle loro bocche. L'inizio dell'indifferenza più nera è alle porte. Lui fuma, lei legge il menù (ma se ha già ordinato!). Lui se ne accende un'altra, lei estrae dalla borsetta la trousse, si dipinge il naso, fa finta di controllare lo stato del fondotinta. Lui mette gli occhi su una tipa con le tette grosse tre tavolini davanti al suo. Lei vede che lui. vede. Ma sta zitta.

Si accende una sigaretta e intanto arriva il primo: tortelli ripieni di mascarpone, fagioli, peperoni e ragù di cervo per lui; pennette al pomodoro per lei. Mangiano senza parlare. Lei finalmente dice: "buoni". Lui, con la bocca strafogata di cibo: "sci. octimi!" Lui in tre minuti finisce. Lei ci mette venti minuti: un maccherone alla volta, con un cadenzato e snervatissimo ritmo per colpa del quale lui vorrebbe ammazzarla, torturandola.

Lei finisce, lui fuma. "Hai dato da mangiare ai pesci?", dice lei. E lui: "si". Un quarto d'ora e arriva il secondo. Lui divora in un battibaleno le sue dodici polpettine fritte e la sue verdure alla griglia immerse nell'olio. Lei assaggia un controfiletto all'aceto balsamico e ne lascia lì metà. Lui finisce e rimane in attesa che lei non finisca: "non lo finisci?" dice lui. "No". "Allora lo mangio io". Lei dice: "sarà arrivata Clara?". Lui: "bho, chiamala". Lei si alza, prende il cellulare, e si allontana. Lui fuma, ordina il dolce (che lei non mangia). Il dolce arriva assieme a sua moglie. Lui mangia (lei gli chiede un po' del suo.ovviamente) e poi si alzano. Senza aggiungere altro. Pagano ed escono, senza aver neppure capito il perché della cena fuori.

Lui è appagato: mangiato da scoppiare e parlato poco. Lei è rassegnata.

La coppia "mono"
Arrivano al ristorante. Lei parla. Lui è interessatissimo. Non perde una battuta. Arriva il menù: lei lo guarda con attenzione, sceglie accuratamente. Lui no, non gliene frega un cazzo. Lui è attento a quello che dice lei. Ordinano, ma lui non sa cosa.

Lei parla e lui ascolta: ride, si diverte, non si annoia. Un attenzione dettata dall'esigenza serrata di possederla a fine serata. Lui vuole che lei non abbia scampo e pensa: "non hai attenuanti cara, ti ascolto tutta la sera ma poi tu non rompi i coglioni quando mi avvicinerò alle tue tette". Le portate si succedono: avanti il primo, avanti il secondo, avanti il contorno e il dolce. Lei mangia e parla. Lui ascolta: non dice niente, ride e annuisce e non sa quello che sta mangiando. E' tutto concentrato verso l'obiettivo. Si alzano e fanno a pagare.
Lui pende dalle sue labbra... ce la farà?

La coppia che scoppia
Entrano nel locale e si tengono per mano. Vanno d'accordo. Sono usciti per stare bene, per vivere bellissimi momenti assieme e per gustarsi ottime portate. Si siedono. E parlano. Non si capisce quello che dicono. Ordinano. Poi proseguono nella loro conversazione.

Si tengono per mano. Arriva il primo. Tutto procedere per il verso giusto, quando improvvisamente lei inizia ad irritarsi. Le mani si lasciano. Nasce una discussione. Piccola sulle prime, ma poi degenera. "cazzo" urla sottovoce lei. La sala si ammutolisce, lei fa finta di niente e con la faccia di chi ha preso una pedata dritta nei coglioni, continua a mangiare come se niente fosse. Lei si calma, ma non dentro: nell'animo è una palla di fuoco d'odio a diecimila gradi. La serata è compromessa. Tutto finisce.

La Coppia gastronomica
Entrano nel ristorante. Lei è un bel donnone, tutta vestita a modo, con uno stile un po' retrò. Lui è grasso (molto grasso) e veste con giacca e cravatta, rigidamente spezzato. Si siedono. Prendono il menù e ordinano. Ordinano l'inferno di roba. Antipasti della casa, due primi, due secondi ed un paio di contorni.

Arriva il pesce: insalata di mare immersa in litri 1 di olio. Due minuti: finiti! Spaghetti allo scoglio. Entrambi indossano il "mega bavaglione" con scritto: "sono qui per gustarmi la vita". Quattro etti di spaghettini se ne vanno in leggerezza. Arriva la grigliata mista ("mi raccomando - aveva detto lui, sussurrando al cameriere - . abbondante!"): il sorriso si allarga: hanno ancora fame, tanta fame. Via una sogliolina, via la coda di rospo, via lo spiedino di gamberoni. La pancia si riempie. Lui si toglie la giacca: è tutto sudato. Lei è felice. Lui anche. Arrivano al dolce: un bel sorbettino e diversi assaggini misti di ogni ben di dio ipercalorico. Il tutto innaffiato da un buon litrino di bianco a testa. Pagano (quel cento euro a testa) ed escono felici, come sono entrati.

E' uno sport duro quello dell' "Him and her watching", perché lo si deve fare con la massima discrezione, senza farsi notate dalle coppie che stai osservando. E senza farsi notare dalla persona con cui stai cenando. Intanto anche la mia serata se ne sta andando. Lei ha detto tantissime cose: io le ho sentite, ma non ascoltate. So quante palle di pelo ho vomitato il suo gatto, quanto è gentile il benzinaio di corso Roma. So tutto, ma non saprei collegare, non saprei dare un filo logico alle conversazioni della serata. Ma siamo entrambi contenti.
Io pago (ovvio) e si esce. Si fa un giretto. "Ti accompagno a casa". "Si, ok. ma fai il bravo, d'accordo!?!?!?". La serata finisce con quella frase.
Il due di picche incombe e pensi: "allora ho fatto bene ad esercitarmi al ristorante. Ho fatto bene a non cagarti fino alla fine". Ti consoli, ma non fino in fondo. "Se non fosse perché ho puntato il videoregistratore su Duel tv sarebbe stata una serata di merda"

 

immagine autoreMarco M.
© 2005

Redazione
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