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Satana è Nascosto Nella 27A
| Satana è Nascosto Nella 27A |
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| Scritto da LadySwan | ||||
| domenica 28 gennaio 2007 | ||||
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E’ estate, inizio giugno, gli ultimi giorni di dura fatica dopo un anno di stenti. Ci sono 57° all’ombra e naturalmente la tua fermata è l’unica senza pensilina. Di fianco a te ci sono i tipici residuati bellici bolognesi: hanno dai 70 anni in su, sono in pensione, e nonostante tutto, anziché starsene a casa a dormire, devono zigrinare i maroni ai poveri studenti che vanno a scuola, affollando gli autobus per andare al mercato alle 6.30 del mattino. Arriva l’autobus. I vecchi bastardi ti guardano male perché provi a salire prima di loro. No. Li devi fare passare “guardi che io ho una certa età” (anche io ho una certa età, tutti abbiamo una certa età). E qui diamo inizio alle danze. Non riescono a sorreggersi sulle proprie gambe o sulla zanetta, quindi si appenderanno agli “appositi sostegni” rimanendo sospesi a mezz’aria con il sedere di fuori aspettando una misteriosa spinta d’inerzia che li immetta all’interno dell’automezzo. Nel giro di 25 minuti sono riusciti a salire tutti (ecco spiegato il motivo per cui gli autobus sono sempre in ritardo) al che anche lo studente può entrare.
All’interno del mezzo pubblico, i vegliardi vengono posseduti da un’impressionante e sovrannaturale energia che li spinge a diventare centometristi per accaparrarsi il “posto invalidi”, dinnanzi al quale torneranno debolucci, sfibrati e tremanti Se tu, amico studente, sei già collocato nel tuo posticino, mezzo assonnato, che ascolti il lettore mp3 a manetta e ti godi i tuoi ultimi minuti di vita prima della verifica di fisica - severamente pattugliata dalla professoressa Bastardini che oggi è assatanata di bigliettomani - puoi stare certo che la tua situazione di calma premorte verrà interrotta da due possibili sguardi: quello languido della dolce nonnina che vorrebbe sedersi per dare sollievo alle vene varicose o quello accusatorio della “Vecchia da Battaglia” che sfoggerà i suoi diritti da “persona anziana, invalida o portatrice di handicap” per soffiarti la comoda seggiolina… poi di regola lei scende alla fermata dopo… ma vabbè… questo è un altro discorso.. Ma prendiamo in esame anche il frequente caso dell’”autobus stipato” nel quale puoi provare l’agghiacciante sensazione del contatto umano estivo. Io auguro a chiunque venga in quel di Bologna, di non avere mai bisogno dei mezzi pubblici in pieno agosto. In caso contrario, se proprio non riuscite nemmeno a rubare il girello di vostro nipote o la sedia a rotelle del nonno, entrate sul 20. Questa simpatica linea ha la sinistra caratteristica di essere sempre piena di gente. Anche quando sono tutti al mare, un’ancestrale forza magica materializza nuovi pendolari per far sì che all’interno dell’automezzo non vi sia spazio vitale. Però l’emozione più bella arriva quando sale l’uomo con la camicia di flanella che esce sudato dal lavoro e si appende ai sostegni orizzontali, donando piacevoli sensazioni a chiunque sia sotto la scia della sua madida ascella. Ultimo caso da evidenziare è la scolaresca in gita. Sono dodicimilacinquecentotredici bambini di quinta elementare, ognuno dotato di zainetto, cappellino con visierina, pacchetto di crackers sbriciolosi, manine sudaticce e corde vocali a ultrasuoni. Sono accompagnati da 4 maestre, tutte con l’aria seria e responsabile di chi “educa”, hanno una gonna marrone, mocassini blu, un maglione rosso a rombi, i capelli corti bigodinati tinti di marrone (non abbinabile alla gonna, però) con la ricrescita bianca. Le sadiche tutorz si dilettano nel formare file “a due a due mano nella mano” utilizzando coppie di bambini. Nel caso ne avanzi uno.. subirà il tragico destino: mano nella mano con la terribile maestra Piera. Il simpatico torpedone salirà urlando nell’autobus, contribuendo all’esaurimento nervoso dello studente, che torna da scuola sul 20, in piedi circondato dalle nonnette…. Questo documento è la prova tangibile a sostegno della tesi che la vita da pendolare implica gravi complicazioni a livello mentale, aumentando le probabilità di follia pubblica causata da disagio sociale
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