Columns Umoristiche
Sesso e Patatine
Sesso Per Comuni Mortali
| Sesso Per Comuni Mortali |
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| Scritto da Andrea Saletti | ||||
| domenica 11 febbraio 2007 | ||||
Io amo le donne. Come tutti i maschietti di questa terra d’altronde (beh, non proprio tutti …). Ma non sono uno di quelli che si ferma al bar sotto casa a raccontare storie talmente pompate da annichilire qualsiasi film di John Holmes sulle proprie prestazioni.Al bar Armony da Mando ne ho sentite di tutti i colori, di solito a raccontarle sono sempre gli stessi due o tre sboroni. E gli altri che ci rimangono pure a bocca aperta… “Ieri sera a una tipa l’ho martellata così tanto da dietro che le è venuto un orgasmo anale” , “Mi sono fatto una trombata ininterrotta dalle 10 di sera alle 7 di mattina, sono venuto 6 volte e durante l’ultimo amplesso mi sono guardato il gran premio di F1 lasciandola saltare sul mio cazzo ancora duro” ,“L’ho scopata fino ad ucciderla e poi ho dovuto nascondere il cadavere, mi raccomando, se la polizia chiede qualcosa voi non mi conoscete” … La verità è che ci sono cose che questi contapalle non dicono, patemi di tutti i giorni di noi mortali, piccole fobie comuni nel rapporto di coppia, leggeri disagi da farci due risate, e qualcuno ne deve pur parlare no? COMUNE MORTALE 1: La scoreggia. Siete entrambi a letto nella fase di rilassamento post cavalcata e a te viene da scoreggiare; ora, se siete insieme da molto tempo il problema non si pone, ormai sarai abituato a sparare cannonate senza problemi di sorta e guardare il suo sguardo di compatimento sarà come un premio al tuo barrito di tuono; se invece siete insieme da poco il problema si farà sentire, perché le donne all’inizio fanno caso a questi particolari, e spesso hanno anche l’abitudine di giudicare cazzo, quindi è meglio tener duro e vendicarsi col tempo…Sei lì steso lungo con lei che riposa silenziosa sul tuo petto e sai che una delle tue bombe al napalm rovinerebbe quel microcosmo di serenità (forse per sempre). Allora provi a farla scivolare silenziosa silenziosa, quel genere di gas che mentre esce ti scalda le chiappe, come a sottolinearti la sua alta infiammabilità, come a farti capire quanto può diventare marcia la peperonata che ti sei mangiato a pranzo. In quell’istante i casi sono due: a) Il tuo culo, stremato dal prolungato sforzo di autocontrollo lascia partire nel silenzio un suono lieve tipo “prrrt”, lei si sveglia, non di soprassalto ma come se qualcosa non quadrasse, ti guarda sorpresa e ti chiede: “cos’è stato?” poi realizza e ti dice “sei proprio una merda…” b) Riesci a non farti sentire e a sfogare tutto sotto le coperte. A quel punto lei, sentendo freddo, ci si infila sotto casualmente inalando l’odore stagnante di cadavere. Ogni punto totalizzato dalla tua precedente prestazione si azzera in quel secondo, e non puoi dare la colpa agli altri come fai in ufficio, lì siete solo tu e lei, e tu sei fottuto… COMUNE MORTALE 2: La goccia. Cosa vi fa venire in mente? Eh dai… siete o non siete uomini duri, di quelli che quando devono pisciare accostano in una stradina appartata, scendono fischiettando, poi scaricano le 3 birre bevute nella serata e si scrollano alla benemeglio. Poi arrivate a casa e vi presentate davanti alla vostra compagna in mutande, quelle bianche un po’ larghe con l’apertura laterale… sì, e con una bella macchietta di pipì proprio sulla punta… sensualissimi non c’è che dire.Oppure siete quelli che presi da raptus schizo-esibizionistico si concedono ad uno striptease per la propria bella, con numeri acrobatici (che se vi vedesse per un secondo un vostro collega vi dareste alla macchia nel varesotto per il resto dei vostri giorni) e sexy movenze da gattone arrapato? Sì, e sul più bello vi togliete i pantaloni con un semplice colpo di reni (quei pantaloni a strappo che hanno i California Dream Men) mostrandovi in tanga perizomato; cosa? Nel punto X c’è una patacchina gialla? Bleah… vi siete giocati tutto anche stavolta. Consiglio: un bel paio di mutande nere. COMUNE MORTALE 3: Lo starnuto. Lei è sopra di te, sta saltando come Bambi su un cespuglio di roseti selvatici, vorresti dirle che l’idea di fare l’amore in campagna in mezzo all’erba, dopo il pic-nic, è stata meravigliosa…Ma non è proprio così. Tu sei allergico alle graminacee miseria, glie lo volevi comunicare ma le cose hanno preso una certa piega, fino ad allora vi eravate solo baciati, lei ti ha sbattuto di peso sul formicaio, ti ha strappato la camicia e poi… e poi… e poi siete lì cazzo, annegati nell’erba appena tagliata. Col cavolo che ti fermi ora, resisterai con tutte le tue forze al prurito insopportabile che senti sulla punta del naso, resisterai perché sei un uomo e quando decidi una cosa è quella, resisterai perché mente e corpo in questo momento estatico sono due cose completamente separate, resisterai e basta. Ecco! Lei si avvicina per baciarti e tu le inondi il viso con uno starnuto ciclonico COMUNE MORTALE 4: La pallina. Nessuno sa da dove provenga, come riesca a generarsi dal nulla, come viva quasi di vita propria, fatto sta che tutte le dannate volte che la tua ragazza ti solleva la maglietta e comincia a baciarti il petto scendendo sempre di più si imbatte sempre in questo essere parassitario che facendola sogghignare rovina il momento magico e ti ridicolizza: La pallina di cotone nell’ombelico.Il giorno in cui riuscirò a comprendere la vera natura di questo microscopico Tampax da addome mi potrò ritenere un uomo completo, per ora continuo ad avere la sensazione di trovarmi di fronte ad un nemico invincibile. Invincibile perché subdolo, non serve a nulla cambiare maglietta, lavarsi otto volte al giorno, depilarsi, la pallina si rigenera sempre, magari più piccola, ma datele tempo, crescerà e vi rovinerà la vostra fama di macho (se mai l’avete avuta, s’intende..). Logico che c’è di peggio nella vita, io ho un’amica che ha un coniglietto per casa e quello spara palline di merda cazzo! Altrochè palline di cotone… Estate, vado a fare la classica visita di controllo e il dottore, dopo avermi scrutato il busto nudo, mi fa simpaticamente: “Ehi, ma che hai lì? Metti via la lana come gli scoiattoli?” poi sorride compiaciuto della battuta del secolo e rincara la dose “Potevi anche sturare la tana prima di venire qui…” Come glie lo dico a Gino Bramieri che io “la tana” l’avevo ripulita mezz’ora prima? Non glie lo dico, gli tolgo con un bel cazzotto quel sorriso da ebete dal viso, vediamo se dopo ha ancora tutto questo umorismo da regalare al prossimo o preferisce chinarsi a raccogliere i denti dal pavimento… Passa una settimana, sono in spiaggia a prendere il sole, tolgo la maglietta e mi sdraio a cuocermi. Lancio un occhiata all’addome e mi accorgo che mister batuffolino è di nuovo lì con me… mentre tento di estrarlo mi passa casualmente di fronte il mio medico: carnagione latte, tappetino pettorale, tettine prensili, pancia da donna incinta, culo basso, slippini anni 70; si ferma sorridente e dice: “mettiamo via per l’inverno è?” Che simpaticone il mio dottore, gli ho rigato la macchina…
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