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Scritto da Andrea Saletti   
domenica 11 febbraio 2007
ImageSe devo essere sincero (e lo sono spesso) credo che il più grande circo per studi sociologici sia il traffico cittadino. La persone, rinchiuse tra le pareti di latta della propria auto, subiscono trasformazioni comportamentali degne di dr. Jeckyl e mr. Hyde: solo in quel momento mostrano ciò che sono veramente.
Ogni mattina salgo sulla mia Punto metallizzata, mi stropiccio un po’ gli occhi e mi getto nel caos ciclico dei lavoratori in ritardo. Perché siamo sempre in ritardo, ammettiamolo per una volta, se per sbaglio ci capita di alzarci presto poi stiamo mezz’ora in più nudi davanti allo specchio nel tentativo di allenare l’erezione (ormai ho il cazzo che è una frusta…); risultato: orario perso, bestemmie e guida sportiva.
E mentre sfreccio al volante, affrontando le curve in stile di Automan per non perdere nemmeno un secondo, con la radio a palla e la bocca piena di improperi irripetibili (se non in qualche sperduta landa dell’inferno) mi capita di osservare tutte le razze di automobilisti che sfioro, incrocio, dai miei compagni di sventura a quei deficienti che spazzerei via con un bel cartepillar.
Così, dopo una lunga esperienza di soste al semaforo comprensive di squardi di sfida, occhiate di rassegnazione e ammiccamenti non corrisposti (ragazze mie, un sorriso ogni tanto me lo meriterei… se non altro per la costanza) sono giunto alla conclusione che tutti noi schizoidi da strada siamo ricollegabili a 6 categorie ben precise...

AUTOMOBILISTA AGGRESSIVO/COMPETITIVO
 Ti accosta al semaforo rosso, ti guarda assiduamente con aria da duellante, sgasa e gioca di frizione muovendosi a singhiozzo fino a finire in pochi secondi al centro dell’incrocio. Guida con le mani incollate al volante e si offende se viene superato (se mai dovesse succedere lui ti tallonerà ai 180 fino a sorpassarti e a schiantarsi contro un platano poche centinaia di metri più avanti).
Se è ricco possiede un macchinone tipo ‘Audi a15’ e si vanta con gli amici delle multe che prende in autostrada mentre tocca velocità Mach2, se invece è di classe meno abbiente allora guida un’ utilitaria classica ma talmente modificata nell’aspetto da apparire un’astronave aliena (non va nemmeno in vacanza per comprarsi gli alettoni spaziali con variazione di fase). C’è anche quello di classe medio borghese, la sua condizione gli impone la massima dissimulazione di tamaraggine: auto nella norma (solitamente una Golf), look discreto ma una frustrazione da serial killer dentro.
C’è una cosa che mi fa incazzare di questo individuo, quella frenesia schizoide che lo porta a viaggiarti a tre centrimetri dal culo durante i momenti in cui non può superare. Se potesse ti passerebbe sopra, giusto per il gusto di guadagnare una posizione.
E’ in quelle situazioni che cominci ad odiare la Formula 1, che inizi a detestare Schumacker, suo fratello e pure quel fallito di suo cugino che si trova dietro di te…

AUTOMOBILISTA NARCISISTA
 Vive l’auto come estensione della propria immagine personale o più propriamente del suo pene. Se un moscerino si stampa sul parabrezza lui accosta, scende e con un fazzoletto di seta pulisce delicatamente il tutto. D’estate ripete questo gesto circa 73 volte a sera motivato costantemente dallo stesso spirito d’iniziativa.
Quando deve trovare parcheggio fa il giro di piazzali e vie per valutare il grado di pericolo di ogni possibile spazio sosta (“qui c’è poca luce…”, “là c’erano dei tipi loschi” , “In quel vicolo stavano giocando dei ragazzini, poi si sa che fanno danni…” , “in questo palazzo l’anno scorso si è suicidato un tipo, non vorrei che ad un altro venisse la stessa idea e si buttasse sulla mia macchina”).
Non riesce a godersi la sua esistenza, e purtroppo non la fa godere nemmeno ai suoi passeggeri, un viaggio con un tipo come questo non lo augurerei a nessuno: le sue torture psicologiche raggiungono livelli da inquisizione e dopo essere stati cazziati per ogni piccolo movimento falso finirete per irrigidirvi come mummie, pregando per un solerte arrivo a destinazione.
dopo una lunga esperienza di soste al semaforo comprensive di squardi di sfida, occhiate di rassegnazione e ammiccamenti non corrisposti (ragazze mie, un sorriso ogni tanto me lo meriterei… se non altro per la costanza) sono giunto alla conclusione che tutti noi schizoidi da strada siamo ricollegabili a 6 categorie ben precise

Ecco alcune cose comuni, ma da evitare, se non volete portarlo alla pazzia:
- mangiare un pacchetto di crackers sull’auto
- salire in macchina con le scarpe sporche di fango
- disegnargli un cazzone duro sul parabrezza appannato
- sbattere le porte quando si sale/scende
- consigliare al proprio cane di pisciargli su una ruota

AUTOMOBILISTA FOBICO
 Ha una caratteristica che lo rende odiatissimo: frena sempre. Prima delle curve, ad ogni cartello, perfino in autostrada.
Non si sa cosa cazzo gli passi per la testa, fatto sta che il terrore incondizionato di tutto ciò che lo circonda lo rende continuamente sospettoso. Tu gli sei dietro e finisci sempre per rischiare di tamponarlo, il problema è che lampeggiare o suonare il clacson potrebbe provocare un suo attacco fobico e farlo inchiodare a tradimento.
Solitamente questa figura si reincarna in un signore di vetusta età con cappello in testa, che interpreta qualsiasi segnale esterno come un presagio di morte; quando lo superi lo vedi dallo specchietto retrovisore che mugugna qualcosa tra i denti: “Corri, corri che poi ti vai a schiantare contro un platano…
Tu stai facendo i 40 ma ti tocchi lo stesso

AUTOMOBILISTA DEPRESSO
 Si può riconoscere questo individuo dallo sguardo assente di chi non ha nulla da perdere. E’ lento, impacciato, non glie ne frega un cazzo del mondo che lo circonda. Capita spesso di incrociarlo di notte mentre girovaga zigzagando a fari spenti ed è causa involontaria dei più terribili incidenti.
Io mi sono fatto un’idea su questo personaggio nefasto, per me un po’ ci gode a rompere i coglioni al prossimo, come a dirti: “Ok amico, la mia vita è una merda, lo so, ma durante l’attimo in cui incrocerai il mio cammino condividerai con me le stesse pene” .
La sua malsana disattenzione lo porta a mettere la freccia a destra quando deve girare a sinistra, tu tenti di superarlo e invece gli entri nella macchina; se lo uccidi lo fai felice, altrimenti dopo qualche mese di ospedale tornerà sulla strada a perseguitarti.
Il momento più terribile è quando stai guidando lungo una strada principale e lui si affaccia con la sua Uno sull’orlo dell’incrocio alla tua destra. Ha un fottutissimo stop davanti, preghi che si fermi. Si ferma. Tu asciugandoti la fronte ti dici che è andata… piccolo particolare: lo vedi che prima di immettersi nella via guarda solo alla sua destra; non ti rimane che chiudere gli occhi e aspettare l’impatto…

AUTOMOBILISTA TRANQUILLONE
 Ha una vita totalmente priva di situazioni stressanti e la sua guida scevra di qualsiasi eccesso ne è la perfetta rappresentazione.
Si alza quando vuole (spesso è un artista, più spesso è un artista incompreso, ancora più spesso artista vorrebbe esserlo ma la sue più complesse creazioni si perdono in una tirata di sciacquone la mattina appena in piedi), non ha orari per andare né per tornare, odia chi gli suona alle spalle perché dopo 1 minuto che è scattato il verde ancora non parte, riesce sempre a rispettare i limiti di velocità e critica chi non lo fa (“dovrebbe calmarsi certa gente!”).
L’automobilista tranquillone vive in continuo relax e te lo fa pesare indirettamente.
Lo vedi che trotterella con la sua macchina sportiva (ma l’auto è variabile, dipende dal suo stato sociale, anch’esso variabile…) e si prende il tempo di osservare, voltando il capo a destra e sinistra, il paesaggio intorno a lui. Se sono marito e moglie puoi notare come lui sbracciandosi indichi costantemente all’altra chiese, palazzi storici o cazzate varie ai bordi della strada… altre volte discute gesticolando e sorridendo con un non ben definito passeggero.
E tu ti fai un fegato così perché ti autoconvinci di odiarlo (“La smetti di raccontartela e mi fai passare stronzo? Ho fretta io, non sono mica un cazzone nullafacente come te!”) in realtà lo invidi come non hai mai invidiato nessuno…

AUTOMOBILISTA NEOPATENTATO
 Potrebbe svilupparsi in uno qualsiasi dei precedenti casi clinici ma si trova ancora in uno stato embrionale che gli impedisce di esprimersi come vorrebbe.
Il suo cervello gli suggerisce un comportamento ma la scarsa coordinazione/esperienza lo vincolano ad un unico triste ruolo: il rompicoglioni della situazione.
Al semaforo: tu hai fretta, sei in ritardo per il lavoro, dannatamente in ritardo, sudore sulla fronte, scatta il verde, acceleri da far quasi ghiacciare le ruote e booommmm! Tamponi secco il neopatentato di fronte che ti ha fatto una finta partenza da manuale ma poi gli si è spenta la macchina ed è rimasto inchiodato sul posto.
Strada stretta a doppio senso: lo vedi arrivare sull’altra carreggiata, ti viene dritto contro piazzandosi esattamente al centro della strada perché non ha ancora le misure della macchina ed è convinto di essere il più possibile vicino al ciglio di destra… “Ora si sposta” ti dici.
Non si sposta.
Ci passa un aereo di linea tra te e il muro, ti vuoi far di lato?!” Urli disperato dentro l’abitacolo.
Lui è sempre più vicino, e non si sposta.
Lampeggi.
Niente, non si sposta.
Ehi! Non ci passiamo così in due! Porca… di quella… di una maledetta…
Vi incrociate, e lui non si sposta.
Ti sposti tu, giusto per non fare un frontale.
Giusto per finire nel fosso.
D’altronde la strada era stretta.
È a quel punto che gli auguri di andare affanculo, sperando che la zucchina che affonderà le sue chiappe non lo sia per niente… ‘stretta'






 

L'autore della cazzata che avete appena letto è:
Andrea Saletti
"Chi sono? Faccio prima a dire in cosa credo... Cioè, anzi... in cosa ho creduto: a tremila cose diverse, dai Megadeth a Sabrina Salerno, da Ken Shiro ai Simpson, da Carpenter a Umberto Eco, da Final Fantasy alla Ibanez, e qualche volta pure a me stesso; ma adesso sono un po più restio a credere, diciamo che spero... "
www.andreismi.it

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