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Vacanze Dai Parenti PDF Stampa E-mail
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Scritto da LadySwan   
domenica 11 febbraio 2007

ImageIn onda con queste ultime vacanze natalizie, con l'esilarante articolo di Andrea sul capodanno, eccetera... mi è venuto in mente che potevo essere così infida da farvi questo fastidiosissimo regalo: il racconto delle vacanze. Ma non quello che facciamo OGNI ANNO dalla prima elementare alla quinta superiore come tema libero [che poi tanto libero alla fine non è, perchè ti tocca scegliere quello sennò rischi di beccare quello storico che è un casino...], bensì quello più sincero e realistico.


Perchè dai, siamo onesti... non possiamo andare a raccontare alla maestrina/professoressa di quando uno dei nostro "cari" è cappottato per terra alla terza bottiglia di prosecco o di quando un semplice "quest'anno la juve ha fatto schifo" fa scaturire le peggio liti capaci di tirar fuori ondate di antico soppresso rancore...

Nella mia famiglia, come penso in quelle di quasi tutti, le vacanze dai parenti vanno sempre allo stesso modo. Parto da qui e arrivo alla stazione, dove c'è sempre uno zio o un cugino random che mi attendono con in serbo le 3 domande da fucilazione: ciao come stai, com'è andato il viaggio, cosa si dice a casa?

La risposta è sempre quella standard: bene [magari ti hanno sfasciato la macchina, torturato il gatto, rubato il portafoglio, ma è sempre meglio dare una risposta spiccia per evitare di tentare di condividere il proprio malessere con qualcuno che fondamentalmente ti ha chiesto come stai solo per formalismo]; il viaggio è andato bene [qui possiamo anche azzardare un disinvolto "in treno c'era un po' di casino", che non comporta rischi eccessivi]; a casa tutti bene [idem come per la prima risposta: fondamentalmente spesso e volentieri i parenti godono delle disgrazie altrui, a maggior ragione se la loro vita non è proprio il massimo].

Poi arriva il salasso: io ho TANTI parenti e quando dico tanti intendo che mia nonna ha 7 figli, dei quali ognuno ha una famiglia di ALMENO 4 persone, ed alcune di queste hanno già procreato numerose volte.
Naturalmente il clima del parentado è sempre influenzato dall'entità suprema.
No, non Dio. Di più. La nonna. La nonna è una specie di guru sacro che governa la progenie.
Tutti la ammazzerebbero, ma allo stesso tempo tutti la venerano. Misteri della vita, misteri del Divino

Naturalmente il clima del parentado è sempre influenzato dall'entità suprema.
No, non Dio. Di più. La nonna. La nonna è una specie di guru sacro che governa la progenie.
Tutti la ammazzerebbero, ma allo stesso tempo tutti la venerano. Misteri della vita, misteri del Divino.

La nonna ti prepara deliziosi risotti all'aglio che tu useresti per farcirla prima di darle fuoco. O raccapriccianti minestroni acquosi nei quali la verdura forse manco è stata tagliuzzata e naviga a pezzettoni in un insipido brodetto giallognolo. E tu lo devi mangiare perché fa bene: pulisce l’intestino, purifica la pelle, sciacqua la bocca, previene i tumori, forse è anche un po’ anticoncezionale. Oppure la nonna ti propina anche interessanti intrugli che chiama "polpettone" e poi custodiscono gelosamente al loro interno gli avanzi di tutta la settimana. La nonna ti obbliga a mangiare la mela gialla dopo pranzo... si, la mela gialla. Dai, fatevi avanti: a chi piace la mela gialla? Farinosa, senza succo, a metà tra il dolce e l'inutile.
Penso piaccia solo a mia nonna. Prova a rifiutarti di mangiarla, e qualcuno ti inizierà a spiegare quanto sia dura la guerra [nonostante sia finita da parecchio], quanto i bambini del terzo mondo darebbero per quella schifosa mela gialla [loro che vivono in mezzo a manghi, cocco, papaie...], quanto il cibo sia un donodidio che non va sprecato [rispondere "non sono cristiana" non ha mai successo, anzi, desta improperi senza fine] . Insomma, alla fine è meglio che la mangi, regalandoti un effetto placebo pensando che "un po' di frutta alla fine fa solo bene".

Dopo aver pranzato dall'Entità Suprema, inizia il giro dei parenti. Il giro include TUTTE le famiglie della progenie [perchè se non ci vai sembra che li escludi], ognuna delle quali avrà in serbo simpatiche sorprese.

La prima simpatica sorpresa è un interessante discorso molto simile a quello già affrontato alla stazione, l'unica differenza è che le zie sono sempre assetate di dettagli e pettegolezzi, quindi bisogna fingere un improvviso attacco di catatonia o un mutismo stagionale per evitare di passare un pomeriggio soleggiato in salotto [dove tra l'altro non si può nemmeno fumare e io divento idrofoba] a discutere su quanto un copripiumino lungo sia comodo perchè copre bene e tiene caldo, ma allo stesso tempo possa diventare scomodo perchè tocca in terra e prende i microbi.
Oppure sul raffreddore di Tizio che di sicuro nasconde retroscena ben più bui e fatiscenti di un semplice colpo d'aria [i retroscena chiaramente vertono di solito sulla droga. Nota bene: per le mie zie anche l'incenso è droga.]

La seconda simpatica sorpresa è gentil dono degli zii più giovani. Gli zii giovani non sono mai avidi di interessanti osservazioni tipo "hai messo su qualche kiletto" oppure "mangiato cioccolata, eh!!!". Loro sono appena sposati, trombano come ricci e fanno i fenomeni. Tu magari invece sei in un periodo di carestia, nel quale ti rimane solo un barattolo di nutella, che in cambio di qualche etto ti restituisce un po' del maltolto. E loro invece fanno le veci del personal trainer dell'umanità. Bastardi.

La terza simpatica sorpresa è "la zavorra". La zavorra è costituita dal rompicoglioni di famiglia che ti viene regolarmente appioppato con la scusa che "non ti vede mai", ma in realtà non vedevano l'ora di levarselo di mezzo. A seconda delle famiglie può essere un nonno zoppo, mezzo cieco, munito di amplifon, con seri problemi di gas intestinali che ti stordiscono quel tanto da comprendere finalmente il senso dei suoi sconnessi discorsi sulle protesi; una piccola infame cuginetta di pochi anni smorfiosa e viziata che attende solo un tuo sgarro per gnolare un patetico "gneee eeehh pecchè adesso io lo vado a dire alla màmma". E tu lì con uno sguardo le fai capire che presto non avrà più una lingua con cui poterlo fare.

Oppure la zavorra può essere una zia ipercattolica praticante che simula interessanti svenimenti nonappena parte il bestemmione da competizione quando si impalla il pc mentre giocavi e non avevi ancora salvato. Nel caso, basta bestemmiare spesso così lei rimane svenuta e non dovrebbe dare fastidio per un po'. Giusto il tempo di ripristinare il salvataggio senza rischiare di essere strozzati da un rosario o annegati da un fiotto di acquasanta che questo tipo di zia tiene sempre in una statuetta della Madonna di Lourdes bianca con rifiniture blu in caso di nipoti blasfemi.

Finito il grande entusiasmo dei parent-tour, i giorni di solito passano lenti e dopo una settimana di stenti, risotti all'aglio, mele gialle, domande inutili, arriva il momento della partenza. La partenza nasconde in sè il segreto di mille e mille anni di omertà. Alla partenza scoppiano pianti, volano baci, si regalano terribili panettoni. Alla partenza tutti sono più buoni e tolleranti e tu magari ti senti in colpa perchè il giorno prima non li sopportavi.

Poi dopo 3 ore di treno, arrivi a casa, distribuisci saluti e terribili panettoni e pensi "home sweet home". Poi ci pensi un attimo e realizzi che se quelli sono i TUOI parenti vuol dire che una bestia nera si aggira anche per la TUA stessa casa... ti chiedi per un secondo chi possa essere e i tuoi pensieri vengono straziati da un urlo dal significato rivelatore: VIENI A TAVOLA CHE MAMMA HA FATTO IL MINESTRONE CHE TI FA TANTO BENE!!!

 

ladyswan01.jpgLady Swan
© 2007

 

 







 

L'autore della cazzata che avete appena letto è:

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