Recensioni
Cinema
Dr House
| Dr House |
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| Scritto da Harry Burns | ||||
| sabato 29 dicembre 2007 | ||||
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In studio c’erano: il produttore televisivo Pietro Vasecchi (Taodue), Simone Regazzoni un filosofo/massmediologo (che ha scritto un libro sul dott. House se non ho capito male) e Maria Volpe, una giornalista del Corriere della Sera. Ebbene questi esperti in un’ora di puntanta hanno tirato fuori una serie di banalità incredibili. L’unico spunto interessante è stato quello riguardante i personaggi letterari a cui la figura di House s’ispira (da Sherlock Holmes al capitano Hakab), per il resto niente accenni alla psicologia dei personaggi secondari (senza i quali il personaggio di House stuferebbe), alla composizione stessa della squadra, alla struttura del telefilm. Figurarsi poi se poteva venire in mente di parlare di tempi, ritmi fotografia e compagnia bella… Perchè dico questo? Perchè alla fine, il succo della puntata era rispondere alla domanda “perchè dott. House ha un così grande successo?” Ovviamente le spiegazioni “sociologiche” (chiamamiamole così) si
sono sprecate. Ok, è ovvio che House abbia così tanto successo perchè
il persoanggio è affascinante, perchè è un anti eroe, perchè
dissacrante, perchè tutti vorremmo un medico geniale come House, magari
un po meno stronzo (e invece spesso ci troviamo medici altrettanto
stronzi ma molto meno geniali) ecc… tute cose giuste, ma qualche
riferimento al sotteso sentimentale che non si sviluppa/non si
sviluppa, o ai toni da commedia brillanti si poteva pur farlo. Si
poteva inerire House in un contesto, un filone che non è quello del tf
ospedaliero, ma quello del tf tout court, citando altri esempi di serie
fortunate, di come si sta evolvendo il mondo della TV negli USA ecc… Per vedere l’idea che abbiamo noi del telefilm basta vedere come inseriamo la pubblicità su quelli che importiamo dagli States: a caso. E allora è inutile parlare di House che è un fico e piace alle donne o del caso Italia dove la rete in cui un tf va in onda aiuta a determinarne il successo. Abbiamo “subito” decenni di telefilm stranieri senza imparare a farne dei nosti decenti (con qualche eccezione), e ieri sera a Matrix il perchè è stato chiaro: quelli che si occupano di TV “da dentro” ne capiscono meno di quelli che la guardano da fuori. L ‘hanno solo studiata sui libri forse, o la conoscono ma si adeguano - e l’ appiattiscono ulteriormente - ai gusti del pubblico (che poi tanto pecorone non è visto che comunque le serie valide hanno - di solito - un buon riscontro, solo che ovviamente guarda la Tv per svago, e quindi non si mette a sottilizzare se sta guardando CSI o Carabinieri). Ovvio che una serie deve piacere alla gente, se la gente inizia ad essere esigente anche chi fa le serie si dovrà adeguare. La puntata di ieri di Matrix poteva quasi essere una puntata di Uomini e Donne o dell’ Italia sul 2. Discussione (steriel) attorno ad un fenomeno di costume senza mai toccare il nocciolo della questione.Un altro motivo per non essere a favore della nostrana TV generalista
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