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Scritto da Loser   
giovedì 16 novembre 2006
bambino che fuma sigaretta ad un partyEro da tutto il pomeriggio tutto intento ad osservare le nuvole, giù in giardino.
Ero quasi felice, sulla mia vecchia sedia da barbiere, poi il telefonino squillò e tutto svanì com'era arrivato. All'altro capo del filo che non esisteva era Igor, un mio vecchio amico, la notizia non era niente male. Davano una festa, una grande festa che come al solito non si sapeva bene esattamente dove fosse. Ci accordammo che sarei passato a prenderlo entro le undici e mi ficcai nella vasca da bagno.

La vasca era piena d'acqua bollente e detergenti anionici e non ionici.
Probabilmente quei prodotti chimici attraverso la mia pelle raggiunsero il mio cervello perché rimasi immobile nella vasca fino le undici e cinquanta.
Poi suonò il telefonino. Sicuro che fosse Igor dissi solo: sono a trecento metri da casa tua. Era una squallida bugia, in oltre all'altro capo del filo che non esiste non era Igor, ma Clarissa, una mia ex che non sentivo dal giorno che c'eravamo lasciati, ingaggiando con lei una colossale prova di imbecille disumana prova di forza. Io non la chiamavo e lei si faceva vedere in giro in gran forma.
Avevo quasi vinto la mucca Carolina, lei aveva telefonato, ma ascoltando le mie parole avrà pensato che questi quattro mesi senza di lei li ho passati steso per terra in tuta mimetica immobile, col binocolo in mano, dietro una siepe dietro casa sua.

Ho rovinato tutto, poco male, tanto era già tutto rovinato.
Comunque sentito esattamente quello che voleva sentire la fanciulla avrà avuto un orgasmo multiplo mentre riattaccava.
Uscii dalla vasca e mi asciugai in fretta. Igor telefonò dopo tre minuti. Questa volta risposi limitandomi a dire: Sì?.


Mentre guidavo verso casa di Igor, i capelli che man mano si asciugavano sembravano lievitare come una torta sulla mia testa, quando arrivai e mi guardai nello specchietto pensai quasi di tornare a casa, tanto mi sentivo buffo. Ma resistetti e nel frattempo s' era fatta l'una del mattino. Misi una cassetta nello stereo che non piacque ne a me ne a Igor, ma nessuno dei due ebbe il coraggio di ammetterlo e ci avviammo per la grande festa, entusiasti, come se avessimo vinto al gratta e vinci.
Igor aveva una mappa scritta a penna per trovare la festa, la girava e la rigirava senza capirci niente, poi gliela strappai di mano e ci diedi un'occhiata. Capii subito, l'indirizzo era quello di un noto miliardario, era un posto dove per entrare devi scavalcare muri, domare pitbull e neutralizzare antifurti a rilevazione di gas organici. Oppure scoparti la figlia del miliardario, che è molto più difficile.
La cosa strana è che la festa era stata annunciata da un tizio chiamato Sozzo, uno di cui non si avevano notizie da tre anni, dal giorno del suo arresto.


Sozzo stava davanti il cancello della villa, con addosso una specie di toga arancione e con gli occhiali da sole, di notte non è che si veda molto con gli occhiali da sole dissi, e Igor suppose che li usava come filtro, in fondo i lampeggiatori della polizia si vedono. Sozzo, con fare da padrone di casa sorridendo ci indicò la villa infondo il viale. Entrammo con l'auto e ci accolse un posteggiatore con una bottiglia in mano, barcollando c'indicò una splendida siepe fiorita, dove secondo lui avremmo dovuto posteggiare l'auto. Posteggiai l'auto lasciandola impennata. Sulla siepe naturalmente. Il posteggiatore cecava di badare ad una colonna di auto che lampeggiavano furiosamente. Dalla villa illuminata proveniva un ottimo odore d'erba, e musica al limite della distorsione mista a rumore di vetri rotti. Passammo accanto alla piscina mentre il posteggiatore urlava a due fari di andare avanti. I fari erano attaccati ad un'auto, che seguendo alla lettera le indicazioni del posteggiatore finì dritta nella piscina, era una bella auto, puntò i fari al cielo e affondò in pochi secondi. Igor ed io ci affacciammo sbalorditi dal bordo della piscina, anche il posteggiatore lo fece, ma solo per vomitare. L'auto stava immobile con le luci accese, sul fondo.
Poi un tizio, come un mostro marino emerse e senza nessun senso dell'umorismo, si mise ad urlare che la sua ragazza era rimasta imprigionata nell'auto, poi se la prese col posteggiatore prendendolo con calci allo stomaco. Igor rimase colpito da tanta cattiveria e per fermare quella violenza spaccò in testa al mostro marino la bottiglia ormai vuota del posteggiatore.
Intanto la ragazza rimasta nell'auto faceva delle strane smorfie con la faccia spiaccicata sul parabrezza, lei si che aveva senso dell'umorismo pensai.


Finalmente ci avvicinammo alla villa, era una festa ben organizzata pensammo, mentre un televisore, tirato da qualche finestra sulle nostre teste, cadeva scavando un piccolo cratere a pochi centimetri da noi, quasi ammazzandoci. Imbecilli almeno avvisate! Urlò Igor.
Io non so com'era l'arredamento della villa prima della festa, quando arrivammo noi non era più possibile capirlo. C'era gente che scopava da tutte le parti, un paio di giovani donne credo che avessero anche trovato il modo di tirare sù dei soldi, perché stavano sui divani con le cosce aperte mentre alcuni giovanotti si davano il cambio a montarle.
Igor ed io ci frugammo le tasche, niente, così proseguimmo a curiosare, c'era il meglio della città alla festa, gli stranieri quasi tutti di colore (nero) stavano tranquilli a conversare sorseggiando champagne ai tanti telefoni della casa in tante strane lingue. C'erano anche degli artisti, che con molta cura, tra uno spinello e l'altro, tagliavano via le tele dai quadri con i taglia balsa.


Persi di vista Igor e mi addentrai curioso. Quelli che avevano esagerato si rotolavano semicoscienti sulla moquette, quelli che avevano esagerato di più e giacevano incoscienti venivano presi e trascinati a far parte

 

immagine autoreLoser
© 2004

 

 







 

L'autore della cazzata che avete appena letto è:

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