Columns Umoristiche
Pensieri Storti
Codardi Schifosi
| Codardi Schifosi |
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| Scritto da Daniele M. | ||||
| venerdì 17 novembre 2006 | ||||
Sfrutto Melemarce per lanciare un vero e proprio attacco. Spero non me ne vogliano i miei amici e i miei lettori, ma approfitto del nostro bel sitarello per gridare al mondo la mia rabbia.Qualcuno in rete ci legge, probabilmente meno i miei racconti, ma spero vivamente che qualcuno di voi recepisca il mio dolore. Ancora di più però confido che gli schifosi protagonisti del mio pensiero, non clicchino altrove ma cerchino invece di raschiare in fondo alla loro anima per recuperare quella briciola di coraggio che spero ancora li contraddistingua. Questo pezzo non fa ridere perché non c’è nulla di cui essere contenti. Questo pezzo è pesante, volgare, cinico e anche stomachevole. Questo pezzo parla di coloro che abbandonano gli animali. Tu che durante l’estate hai abbandonato il tuo bel dalmata perché è ormai diventato un bestione. Certo, da piccolo era così carino e piccolo che lo potevi mettere in balcone. “Me lo compri?” diceva la tua figlioletta viziata che aveva appena finito di vedere La Carica dei 101. Come non accontentarla. Adesso però cosa te ne fai. Peserà ormai 25 chili e quando si mette in piedi per farti le feste arriva a posarti le zampe sulle spalle. E poi c’è tua figlia che adesso vuole un pastore tedesco perché gli piace il Commissario Rex. Che cazzo te ne fai di quella belva stupida bianca e nera. Mollalo per strada, magari abbastanza trafficata in modo da impietosire qualcuno. In fondo anche tu hai un cuore… Ebbene sai che fa il tuo bel cane? Se non l’hai legato al guinzaglio nella maggior parte dei casi corre dietro alla tua auto finché non ne può più. Quando capisce che non può raggiungerti ci mette un po’ per capire che te ne sei andato per sempre. Molti cani non lo capiscono neppure e muoiono di inedia esattamente nel punto in cui li hai lasciati, nella totale speranza che tu tornerai per riprenderlo. Soffrono le pene dell’inferno patendo sete e fame e crepano prosciugati, con la lingua fuori e gli occhi spalancati. Si disidratano piano piano fino a quando ti riesce impossibile anche solo afferrargli un po’ di pelle. Quando riesci a toccargli il bulbo oculare senza provocare in loro alcuna reazione, allora vuole dire che stanno per morire, cosa che faranno poco dopo, convinti fino all’ultimo respiro che tu arriverai a dar loro da bere o da mangiare. Quelli che (bontà loro?) arrivano a comprendere, continuano il loro calvario che da quel momento in poi sarà la loro esistenza.E come quando lasci libero un canarino che è stato sempre in gabbia; la stessa cosa vale per un cane. Se lo hai abituato in casa o in giardino senza mai farlo uscire da solo, stai pur certo che faticherà vergognosamente anche solo per bere un po’ d’acqua, visto che fino a ieri la sua acqua era la ciotola sempre nello stesso posto in giardino. Non parliamo del cibo. Un vero tormento. Se avranno fortuna diventeranno randagi, disposti a raccattare avanzi ovunque. Se tutto va male, vedi sopra. Dimagrimento, inedia e morte per sfinimento. Ma altri potrebbero essere i problemi del tuo cane, non meno pericolosi della denutrizione. La prima “rogna” sono le automobili. Eggià, perché di macchine nel giardino o sul balcone di casa tua non ce n’erano moltissime. E allora, il dalmata si butta in mezzo alla strada (o peggio all’autostrada). Quando va bene lo seccano sul colpo, quando va male agonizza un bel po’… dipende dove e come lo prendono. Se lo centrano “solo” nella zona posteriore, ad una velocità anche non tanto elevata, possono accadere svariate cose: le zampe di dietro vengono rullate nelle ruote e quindi triturate provocando inoltre la rottura della spina dorsale causata dalla avvitamento, per l’appunto, del bacino. Il cane viene trovano con la parte davanti appoggiata frontalmente, per intenderci nella posizione “a cuccia”, mentre quella dietro riversa come se fosse sdraiato per prendere le coccole. Agli occhi appare come se fosse stato svitato. Nel caso venisse salvato, il suo futuro prevede l’amputazione di entrambe le zampe posteriori e la deambulazione obbligatoria con l’ausilio di un carretto appoggia bacino; condannato in pratica a camminare usando solo le zampe anteriori, trascinando il resto del corpo su delle ruotine. Se viene centrato in pieno, può finire interamente sotto le ruote della macchina, o peggio, del camion. Spesso viene sbalzato a diversi metri di distanza e striscia per terra rosicchiandosi la carne fino ad arrivare all’osso. In questo caso il cane soffre molto e guaisce pesantemente a causa delle svariate escoriazioni, ossa rotte e organi interni collassati. Hai mai sentito un cane guaire in continuazione per il dolore? Sembra una sirena, non si ferma mai. Se ci finisce con la testa, è cosa fatta. Cranio spappolato, il cane soffre per un secondo e partita finita, almeno così pare. Cosa si prova non lo sa ovviamente nessuno. Ci sono dei dubbi perché le zampe del cane tremano per un po’ prima di fermarsi del tutto e per sempre. Dopo occorre levare la materia grigia e gli occhi saltati fuori dalle orbite, ma a quello di penseranno le ruote di altri mezzi.Se finisce sotto le ruote con la pancia, spesso accade che questa esploda come un sacchetto pieno d’aria. Scoppia con tanto di botto sordo e le viscere si spargono sull’asfalto. L’intestino si spande anche per qualche metro a causa della forte pressione. Il cane non muore subito, anzi! Agonizza un bel po’ anche in questo caso con latrati devastanti che comunque si spengono in poco tempo a causa dello sfinimento per mancanza di sangue. Siccome poi non tutti hanno la tua coscienza, c’è gente che frena e sbanda per evitare il tuo cane in mezzo alla strada, provocando quindi anche altri incidenti che hanno portato in alcuni casi alla morte di persone, o al loro pesante ferimento. Se non muore per stenti o spappolato da un auto, prima o poi qualcuno lo cattura per portarlo: a) in un laboratorio per vivisezione b) a combattere con altri cani c) in un canile Brevemente, nel laboratorio per vivisezione, può morire per infinite cause (virus vari, infezioni, o altro). Tutto tra i dolori più atroci. Nei combattimenti con altri cani, muore azzannato alla gola da un altro cane o ucciso dal suo nuovo padrone, “costretto” a sopprimerlo dopo una sconfitta. Nel canile “vive”, almeno fino a quando non viene soppresso per malattie di poco conto o perché è troppo vecchio. Ma poco conta, perché in un canile un cane è morto comunque. Dentro ad una cella di 1 metro per 2, un cane è morto comunque. Sia chiaro! Grandissimo rispetto ed ammirazione per tutti i volontari che lavorano all’interno di strutture del genere. Tutti sappiamo quanto amiate quelle povere bestiole e quanto lavoriate per loro, ma anche voi sapete perfettamente che un cane dentro un canile, sta così male che non si sente viva. Se ne deduce che l’unica speranza per il tuo dalmata è quella di essere riadottato, ma sappiamo perfettamente che tutti vogliono il cuccioletto e non un “cagnazzo grande e grosso” che ha già i suoi anni…
Perdonate questo sfogo e scusatemi
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