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L'Amico Ritrovato PDF Stampa E-mail
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Scritto da Pippo   
domenica 19 novembre 2006
 Questa vicenda mi è accaduta non più tardi di due mesi fa ed ha segnato in maniera indelebile la mia esistenza. Da anni frequento un amico molto brutto di nome Gustavo: ci conosciamo fin dalle elementari ed insieme abbiamo condiviso tanti momenti importanti. Qualche tempo fa, però, abbiamo litigato aspramente: Gustavo era entrato in casa mia non pulendosi i piedi a sufficienza ed aveva sporcato ampiamente il soggiorno. Questa cosa mi aveva fatto andare su tutte le furie e dopo aver invitato il mio amico ad uscire di casa, gli avevo sbattuto dietro la porta promettendogli che non gli avrei mai più rivolto la parola. Ed ero realmente deciso a farlo! Gustavo mi aveva ferito nell'orgoglio. Ma da quel momento, amici miei carissimi, la mia vita è diventata una vera ossessione.
Un paio di giorni dopo, per esempio, mi ero recato in centro per comprare un paio di ciabatte nuove. Sono entrato in un negozio e ne ho prese un paio di mio gradimento, quando tutto ad un tratto il commesso mi ha guardato e mi ha detto: "Scusi, ma non sono del suo numero…". Ci sono rimasto di sasso. Come diavolo faceva a saperlo? L'ho subito guardato con sospetto e poi sono uscito dal negozio senza proferire una sola parola. Poi ci ho ripensato… Quello sguardo, quegli ammiccamenti… Era evidente che il commesso del negozio non era altro che il mio ex amico Gustavo, che si era travestito di tutto punto ed aveva usato quello stratagemma per poter parlare con me. Ma io non ci sono cascato.

L'indomani, però, la storia si è ripetuta. Sono andato in un edicola per comprare un quotidiano nazionale, che per non pubblicizzare chiamerò Il Resto del Pallino, quando il tizio che vendeva i giornali mi fa: "Scusa, non hai mica dieci centesimi?". Ho capito subito tutto: era ancora quel maledetto bastardo di Gustavo, che si era vestito da edicolante per poter scambiare due chiacchiere. Col cacchio che mi sono fatto fregare! Sono rimasto muto come un pesce e non ho neppure tirato fuori i dieci centesimi, che pure possedevo. E dovevate vedere come c'è rimasto male Gustavo!
Aveva una faccia che parlava da sola: un misto di delusione/disprezzo: era evidente che era risentito assai. Ma quel patacca non ha rinunciato ad ossessionarmi… Anzi, col passare dei giorni aveva affinato la sua tecnica in modo straordinario: non solo si travestiva da questo a da quel personaggio, addirittura tramutava la sua fisionomia, modificando i tratti del suo viso (probabilmente con operazioni chirurgiche ad hoc) divenendo un clone praticamente perfetto dell'individuo che desiderava impersonare. Una volta, per dirne una, si è trasformato in mia mamma, tempestandomi di domande per un intero pomeriggio. Ma io… zitto!
Ho provato ad osservarlo attentamente da vicino, per poter scorgere le attaccature dell'eventuale maschera facciale, ma non sono riuscito a notare nulla: aveva fatto un lavoro di cesello. Gustavo le provava tutte: una mattina è venuto dove lavoro io e si è travestito tale e quale al mio capo. Ma non ha fatto in tempo a cominciare la sua recita che io l'ho beccato subito, e non ho risposto a nessuna delle sue richieste: e dovevate vedere come si è incavolato! Poi è stato un crescendo rossiniano.
Una sera ero praticamente certo che si fosse tramutato nel mio piccolo pupazzo Danielito, ma la cosa non mi disturbava in quanto dovendo recitare la parte del pupazzo non poteva certo proferire parola! Forse rimaneva lì solo per osservare le mie strategie, in silenzio. Il colmo lo ha raggiunto quando si è vestito come il mio cane e si è messo a dormire nella cuccia dietro a casa mia. Lì proprio non lo sopportavo, perché fra i tanti difetti che ha Gustavo c'è anche quello di abbaiare veramente male.
Ho resistito per 3-4 giorni e poi ho preso coraggio e sono andato a parlargli, rimanendo però fuori dalla cuccia. Gli ho detto: "Gustavo, dai…, per questa volta sei perdonato! Però, e te lo chiedo per favore, la prossima volta vedi di pulirti le scarpe con più accuratezza, perché poi non è divertente né producente dover ripulire il pavimento di casa che, fra l'altro, è di cotto. Ed il cotto, si sa, non si pulisce così facilmente. Anzi, direi che è piuttosto impegnativo". Così siamo tornati amici. Gustavo è tornato in forma umana ed ora parliamo liberamente un po’ di tutto.
La vita è tornata a sorriderci e tutti gli screzi tra me e lui si sono dissolti in una bolla di sapone. Per il suo compleanno gli ho regalato un aquilone colorato a ricordo di questa vicenda. Un aquilone che vola nel cielo terso di un pomeriggio di primavera, in un verde prato di campagna, pieno dei primi fiori sbocciati che, non me ne vogliano gli altri, sono i più profumati. Gustavo è un amico ritrovato.






 

L'autore della cazzata che avete appena letto è:

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