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Battaglia Navale PDF Stampa E-mail
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Scritto da Pippo   
domenica 19 novembre 2006

 Qualche mese fa. Anzi, esattamente due mesi e mezzo fa, trascorrevo i miei pomeriggi a giocare a Battaglia Navale con il mio amico Fernando. Lo scopo del gioco, per chi non è pratico del genere, è quello di affondare le navi avversarie, sparando a casaccio in una griglia con coordinate in ascissa ed in ordinata.

E' chiaro che l'abilità sta nel disporre le proprie imbarcazioni in un modo originale, per rendere la vita difficile all'avversario, anche se qualcuno sostiene che, di solito, vince il gioco chi è più fortunato.
Ebbene, proprio durante una di queste partite è successo qualcosa di straordinario. Erano già 6 partite consecutive che Fernando vinceva, ed io ero assai turbato da questa cosa, in quanto il mio obiettivo primario è quello di conseguire la vittoria. Ho cercato di capire come cacchio faceva a vincere sempre, cercando nella stanza micro-telecamere, sulle pareti eventuali giochi di specchi che potessero trarmi in inganno oppure eventuali micro chips che leggono nel pensiero . Ho pure chiesto al mio amico di togliersi le lenti a contatto e l'orologio e di spegnere il cellulare, di modo che non potesse avere contatti sospetti con l'esterno. Poi ho capito tutto…
Durante le ultime partite egli stava mangiando un caco, probabilmente (ma non voglio sbilanciarmi troppo) un caco magico. Ci ho fatto caso… Ogni volta che ficcava quel maledetto cucchiaino nel caco per mangiarne un po', ecco che affondava una mia barchetta: "H5!". E via che un aliscafo con 7 marinai esperti veniva irrimediabilmente silurato, mandando a mollo i miei poveri eroi, che comunque si sarebbero salvati grazie ad alcuni micro gommoni gonfiabili che custodivano in tasca.
Ebbene… Il caco magico. Inizialmente ho provato ad avvicinarmi al frutto arancione per vedere se emetteva qualche coordinata, ma non mi è sembrato di udire niente. Quindi ho capito tutto: il frutto lanciava dei segnali subliminali, che solo una mente arguta poteva cogliere. Nel pezzo di caco contenuto nel cucchiaio che di volta in volta Fernando portava alla bocca c'era un numero di semini probabilmente uguale al numero che Fernando doveva dichiarare, mentre la lettera era intuibile osservando attentamente il caco: ogni volta che questi veniva inciso dal cucchiaino, assumeva una forma di volta in volta differente, che abbinandola ad una tabella di cui io non ero in possesso (ma Fernando senz'altro ce l'aveva da qualche parte…) faceva risultare la lettera vincente.
Appena ho scoperto tutto non ci ho visto più ed ho gettato all'aria il tabellone, mandando a quel paese il mio amico imbroglione, che mi ha risposto così: "Ma vai a cagare te, che mi hai fatto anche spegnere il cellulare!". Io rimango dell'idea che le vittorie migliori sono quelle ottenute senza inganno e che la lealtà premia sempre. Caro Fernando, fai tesoro di ciò che ti ho detto.






 

L'autore della cazzata che avete appena letto è:

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