Columns Umoristiche
Parola di Pippo
Difficoltà Di Comunicazione
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| Scritto da Pippo | ||||
| domenica 19 novembre 2006 | ||||
Questo episodio mi ha fortemente segnato e mi ha fatto capire quanto comunicare con le altre persone in modo chiaro sia importante per evitare incomprensioni. E' un episodio amaro. Circa un mese ma, mia madre, probabilmente stanca per le tante faccende di casa che regolarmente svolge, ha inavvertitamente posizionato nella mia camera da letto un pupazzo a forma di rana, di esclusiva proprietà di mia sorella. Questo pupazzo, dall'espressione non propriamente sveglia, non ha instaurato dei buoni rapporti di amicizia con il mio pupazzo ufficiale, che già avete avuto occasione di conoscere in altre situazioni: il piccolo ippopotamo Danielito. Tra i due non è mai corso buon sangue, a causa di una antipatia a pelle percepibile fin dalla prima volta in cui si sono incontrati.
Ebbene, il giorno in cui mia madre ha posizionato l'anfibio nella mia stanza, io non ero in casa (ero al market ad acquistare tovaglioli di carta e bastoni da passeggio) e non ho potuto rimuoverlo prima del rientro, dalle sue faccende quotidiane, di Danielito. Al mio ritorno a casa, ho dovuto constatare amaramente questa situazione: la rana riposava placidamente a pancia in basso nel mio letto, mentre di Danielito non c'era traccia. Ho provato a cercarlo nella toilette, dove ama soggiornare, in salotto ed in cucina, senza però riuscire a trovarlo. Poi ho notato che mancavano le sue cose, i maglioni di ricambio, le calze di lana ed il cappello con la visiera di cui è sempre andato fiero. Era chiaro: aveva fatto le valigie e si era allontanato da casa, probabilmente pensando di essere stato rimpiazzato, nel mio cuore, dall'astuto ed infingardo anfibio. In quei momenti mi sentivo morire. Poi ho trovato in un cassetto i suoi guanti da sci e mi è venuta un'idea. Ne ho tagliato un lembo e l'ho fatto annusare al mio cane, che si è immediatamente messo sulle tracce del piccolo pachiderma: io l'ho seguito. All'alba del giorno successivo abbiamo ritrovato Danielito, infreddolito, sotto un ponte, dove si era acceso un piccolo fuoco. Al mio arrivo ha fatto finta di non vedermi, continuando a fissare le fiamme con gli occhi bassi. Io non trovavo le parole giuste per fargli capire la mia amarezza e per un po' siamo rimasti in silenzio. In quel momento mi sono accorto di quanto negli ultimi tempo lo avevo trascurato, preso dai miei impegni più o meno importanti. Lo vedevo tutti i giorni, ma non avevo mai trovato il tempo per parlargli, per informarmi di lui e dei suoi problemi, C'era insomma, tra di noi, una sorta di difficoltà di comunicazione. Mi sono fatto coraggio, mi sono avvicinato e l'ho stretto a me, dicendogli: "Nessuna rana ti sostituirà mai!" e poi l'ho infilato in tasca. Appena rientrati a casa, ho provveduto a spostare l'anfibio, prelevandolo di forza dal mio letto e scagliandolo lungo il corridoio di casa mia (essendo un pupazzo, non si è naturalmente fatto granchè male). Vedendo quel gesto così plateale Danielito si è sentito rinfrancato e mi ha accennato un sorriso.
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