Recensioni
Pubblicità Pietà
I Prodotti Da Colazione
| I Prodotti Da Colazione |
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| Scritto da Daniele M. | ||||
| martedì 21 novembre 2006 | ||||
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Allegria, gioia! Padre scattante, contento di andare al lavoro; bambini che giochicchiavano con la cartella lanciandola per aria stile “Soldato Blu”, madre super felice intenta a sorridere sorniona, complice di tanta felicità. Ho osservato bene questo reclame; l’ho studiato. Lo conosco a memoria ma lo odio con tutto il cuore; mi fa ribrezzo! Per intenderci, nulla da ridire contro la pastina in questione; stimo profondamente la Ferrero per aver creato una tale meraviglia del palato. Se potessi erigerei una statua per quest’incredibile leccornia. Il mio disgusto è tutto portato verso questa pubblicità falsa; ingannevole come direbbero al telegiornale. Almeno due sono i punti oscuri della reclame: Questione n°1 – Come fa la madre ad essere già splendidamente pronta prima che la sua famiglia si svegli? Devo ammettere che questo è l’unico punto in cui esiste una margine di verità. Facciamo un passo indietro e consideriamo l’aspetto della madre: truccata, vestita, scattante e non ultimo sorridente. Visto l’enorme quantitativo di belletto di cui è provvista nel filmato, per truccarsi impiegherà quanto meno una mezzoretta. Il vestirsi è il lavoro meno pesante, se consideriamo che potrebbe aver preparato i vestiti la sera; diciamo un quarto d’ora. Lo scattante è una cosa molto ardua, raggiungibile a mio parere dopo tre quarti d’ora. Il sorriso poi è terribile: il primo sorriso Sincero che faccio alla mattina è quando sono davanti alla minestra a mezzo giorno. Per quanto riguarda la madre della situazione, visto il tempo già impiegato nel fare le precedenti cose, non impiega meno di una buona mezzora. Facciamo la somma: due ore. Non dobbiamo dimenticare la colazione con pastine fumanti e ulteriori ben di Dio. L’energica donna, dopo aver assunto un aspetto paradisiaco, scalda le paste, scalda il latte, fa il caffè, prepara cibo di varia natura inserendolo in un contesto stratosferico (burro nell’apposita ceramica, marmellata in vasetti splendenti, pane biscottato impilato con arte, pastine della ferrero depositate, con maestria quasi Zen, in un piattone colossale). Non può metterci meno di un’ora. Totale: ore 3. Visto che la sveglia si attesat, minuto più minuto meno verso le sette, la povera madre, per garantire una sittale performance, deve alzarsi alle 4.00 !?! Impossibile? Niente affatto. L’unica discrepanza dalla realtà, rispetto alla pubblicità, è che la madre, dopo qualche settimana di schiavismo totale, dovrebbe avere la faccia del moribondo, inteso come IL moribondo numero uno al mondo, ovvero LO Spossato Maximo (sta a voi immaginare la faccia dello Spossato Maximo). Questione n°2 – Perché la famigliola felice, dopo aver mangiato le pastine Ferrero, guizza e sorride pronta per affrontare la vita? L’unica spiegazione che posso dare per rendere plausibile una tale nefandezza è una alta disquisizione sul contenuto organolettico delle pastine. Credo che al loro interno sia stato iniettato dell’eccitante o, molto più genericamente, dello stupefacente. Sia ben inteso, solo all’interno di quella dozzine di pastine della pubblicità, perché io, di “kinder colazione più”, ne ho mangiate milioni a colazione (e si vede) ma mai ho lanciato la cartella per aria dopo averne mozzicata una. La madre, gioconda e super fiacca, c’ha messo l’ajuntina, ovvero quello che assume lei tutte le mattine per sopportare l’immane carico di lavoro quotidiano. Al limite dell’euforia post drogae ha iniettato/spolverato alcune paste con cocaina/lsd/extasy costringendo la propria famiglia, del tutto inconsapevole, all’assuefazione. Questo spiega perché il padre trotterella verso la macchina nonostante stia andando al lavoro; corre perché il corpo si muove da solo in preda ad un’esaltazione chimica e ad un ottimismo insperato. Il bambino lancia la cartella per aria, nonostante pesi 30 chili; lo fa perché si sente di poter fare tutto. La bambina ha un sorrisone stampato sulla faccia; in quel momento non è abile a nessun altra espressione. Il cane labrador a pelo lungo, gioca e salta; probabile che abbia mangiato delle briciole… La verità è ben altra carissimi. La verità non sta nel mezzo. La verità è che la colazione, quella vera, non è così. Questo è ciò che accade: Quando ti alzi dal letto è già buona non andare a vomitare al cesso dalla voglia che hai di andare al lavoro; già il saluto di un familiare ti infastidisce, ti rompe i coglioni. Vai a pisciare, bevi il caffè mentre con lo sguardo scorri il vuoto. Non proferisci nulla. Ti lavi faccia e denti. Ti vesti ed esci. Tutto questo mentre pensi cose al limite dell’immaginazione: un 6 al superenalotto che ti garantirebbe una super merda sulla scrivania del datore di lavoro; un’eventuale scusa, sempre e comunque accantonata, per darsi malato e stare a casa; il fatto che stanotte andrai a letto presto per non svegliarti in quello stato. Il brutto è che ti sveglierai sempre in questa condizione merdosa. Che tu vada a letto alle 19 o alle 3 di mattina, la sveglia sarà sempre un sommo castigo. Questa è la sveglia. La colazione non esiste, cari amici pubblicizzatori. Il sedersi e mangiare un biscotto o due, una pastina, del muesli, dei cereali, dei wurstel o delle patate, non cambia assolutamente un cazzo! Fa sempre schifo perché preannuncia una giornata lavorativa/scolastica di merda. Chi durante la giornata non ha un cazzo da fare, se la gode un po’ di più, ma non tanto quanto cercate di far credere alla gente. Quelli che non fanno una sega, normalmente vanno al bar a mangiarsi una pasta coi controcazzi altroché colazione più (con tutto il rispetto). Cari felici e beoti mangiatori di Buondì con la faccia della minchia, cari Tarzan intenti a perdere l’elefante delle 6, cari odiosi abitanti del paese governato dal “Gigante pensaci tu”, caro orsetto ricchione dei cereali al cioccolato, questa è la pubblicità verità: Immagine di un uomo in mutande che si alza dal letto e che va in bagno. Chiude la porta e si sente pisciare mentre resta inquadrata la porta. La porta si riapre e l’uomo si dirige in cucina. Si prepara il caffè e lo beve solo. Arriva la moglie, anch’essa devastata, che si scalda del latte. L’uomo intinge un biscotto nel caffè, lo mangia e va a prepararsi. La scena si sposta su lui vestito normalmente da lavoro, sbarbato che mentre esce dice alla moglie: “Non erano male quei biscotti!” Questa e’ la pubblicità verità. Questa è la vita! Tutto il resto è finzione! Tutto il resto NON è.
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