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Scritto da Daniele M.   
martedì 21 novembre 2006
 Serate afose, umidità stagnante, caligine e caldo insopportabile: questa è l'estate.
Io odio l'estate e tutto ciò che ne consegue, ma ciò che odio di più sono gli spot estivi; fatti malissimo e girati alla bene e meglio perché il caldo arriva sempre in anticipo.
La pubblicità più allucinante che sta andando in questi giorni è quella del Maxibon Motta.
I pubblicitari stanno continuando a fracassarci le palle con quel cazzo di “du gust is megl che uan”. Ma non si rendono conto che hanno rotto i coglioni con quello slogan di merda?

La Motta/Nestlè, con un timidissimo tentativo di richiamare il successone del primo spot nel quale appariva uno Stefano Accorsi agli esordi sul piccolo schermo, sta arrancando nella pece più scura e, dopo averci presentato l’anno scorso l’improbabile alieno rompicoglioni, quest’anno ci disgusta con una scenetta assolutamente inverosimile e del tutto deprecabile.
Si tratta di un ragazzo che si pone come obbiettivo primario dell’estate, quello di scopare il più possibile. Per fare questo tenta di conquistare più fanciulle possibili con modi e metodi da vero cazzone.
Approfondiamo e svisceriamo le varie parti dello spot.
Arrivo alla gelateria in spiaggia
Un normalissimo ragazzo nemmeno tanto fico, si reca in gelateria dove acquista un maxibon. Lo mangia mentre osserva interessato la spiaggia al fine di selezionare la ragazza più papabile da portarsi nel letto.
E’ chiaro il riferimento allo stereotipo per eccellenza del maschio, ovvero “prima di tutto: scopare!”

Scelta della ragazza da acchiappare
Dopo pochi secondi passati a scrutare la carne in spiaggia, il ragazzo sceglie di posizionare il proprio telo da mare esattamente in mezzo a due ragazze (l’una bianca e l’altra di colore), che si riveleranno in seguito due grandi amiche.
Apparentemente, non si spiega il motivo per il quale le due ragazze amiche per la pelle siano sdraiate a più di un metro di distanza l’una dall’altra; quando si va al mare con amici, appoggi il tuo telo esattamente a contatto con quello del vicino in modo da poter scambiare due chiacchiere. Nello spot invece no! Le due beach girls non spiaccicano una parola tra loro e sembra che non si conoscano affatto.
“Che strano spot!”, ho pensato di primo acchito. I dubbi però si sono diradati via via rivedendolo divenendo presto certezze. La conclusione a cui sono arrivato è che le due ragazze si stanno, in un certo qual modo, prostituendo.
Probabilmente non a pagamento, ma di certo sono giovani aviocarenti che stanno ricercando del bastone (vedi la famosa poesiola romana dal titolo: “Er cazzo se pò dì” citata da Michele Placido nel bel film “Mary per sempre”).
Il ragazzo quindi è del tutto autorizzato a piazzarsi in mezzo alle due, le quali col sorrisetto sulle labbra, non sembrano fargli nemmeno caso.

Dialogo tra il ragazzo e la ragazza
Il ragazzo per prima cosa addenta il gelato; in questo frangente si può osservare un particolare interessante. Il giovane infatti, quando è intento a mordere la parte ricoperta al cioccolato, guarda la nera e, viceversa la bianca, quando sta mordendo la parte biscotto. Messaggio spregevole neppure tanto subliminale per paragonare le donne ad un cibo da addentare.
Dopo il mozzico, il giovane opta per attaccare discorso con la ragazza bianca usando una frasetta banale e scontata: “Primo giorno, vero?”
A questo punto, per la legge dei grandi numeri, se trovi una ragazza in spiaggia accompagnata dalla sua migliore amica e vai da solo per attaccare pezza, questa immancabilmente ti manda a fare in culo. Non può essere altrimenti! Il 90% delle “fiches du bois” (prendetevi l’ultimo album di Elio o traducete dal francese per saperne di più) farebbe senz’altro così.
Nello spot non accade, molto probabilmente a causa del discorso “bastone” sopra citato. La bionda infatti ribatte col sorrisetto: “Sono così bianca?”. E’ chiaro che ci sta!
Dopo questa replica, a nessuno rimane alcun dubbio sullo stile di vita della biondona. Verrebbe da chiederle: “Ma tu l’uccello lo prendi anche la mattina nel caffelatte?” (appassionati di Federico Fellini, fatevi avanti).
Il giovine non si scompone e risponde baldanzoso: “Figurati! Io quelle abbronzate non le guardo nemmeno...”. In queste parole è lampante il riferimento all’amica di colore che, solo per questa frase razzista, dovrebbe alzarsi in piedi e regalare un calcio in bocca al ricercatore di gnocca di turno.
Nello spot invece non si scompone, continuando bellamente a prendere il sole.

Un evento inatteso
In quel momento il ragazzo da spiaggia armeggia con la maglietta come se volesse mostrare qualcosa all’altra ragazza alle sue spalle. Subito infatti si scopre che sul retro della maglia c’è scritto: “CHIAMAMI” e di seguito un numero di telefono.
Assolutamente inutile dire che ho chiamato immediatamente quel numero scritto sulla maglietta in modo da insultare pesantemente e personalmente qualsiasi persona mi avesse risposto. Se fosse venuto in mente anche a voi (e so che a qualcuno sarà venuto in mente), desistete! Purtroppo è un numero inesistente...
Dopo quel tentativo andato a vuoto, mi sono calmato e mi sono fermato a pensare cercando di dare qualche spiegazione a quell’assurda situazione.
Innanzitutto ho subito capito da dove la Motta ha copiato la scellerata idea del numero di cellulare. Ricordate lo spot dell’Omnitel del Natale scorso, nel quale un altro coglione girava per strada col suo numero scritto sul retro della giacca? Proprio quello! Direi che non si discosta molto...
In secondo luogo ho provato a mettermi nei panni di una persona che incrocia per la strada il cazzone di turno con il cellulare scritto sulla maglietta. Ora, è palese che al mare ci si va per divertirsi e quale modo miglio di divertirsi se non quello di fare scherzi ad altri (vedi gavettoni & c.)?
Ma ci pensate! Pensate a quante persone chiamerebbero quel povero stronzo per prenderlo per il culo, insultarlo, illuderlo, minacciarlo, e così via? Dopo una settimana sarebbe obbligato a cambiare numero di cellulare e successivamente a buttarsi sotto a un treno.
Tornando alla scenetta dello spot, deduciamo un altra caratteristica importante. Se infatti avesse scelto di abbordare direttamente la ragazza di colore, in effetti egli avrebbe dovuto girarsi dall’altra parte, mostrando specularmente l’altra spalla; in questo modo è estremamente probabile che il coglionazzo egocentrico abbia una maglietta con il proprio numero di telefono scritto su entrambe le spalle.
La reclam termina nel modo più irreale possibile: la bionda fa conoscere al giovine la ragazza di colore, presentandola come la sua migliore amica, la quale, dopo aver visto la piazzata del numero sulla maglia, lo saluta come se niente fosse.

Questo finale completa degnamente il titolo di questa breve critica e lo spot lascia ai posteri un messaggio diretto ed inequivocabile: le donne in spiaggia sono tutte abbordabili e quindi sono tutte potenziali prostitute.
Prima l’asciugamano lasciato a distanza in modo da far credere di non essere in compagnia, poi la risposta ammiccante della ragazza che si fa attaccare pezza e finiamo con la storia del numero scritto sulla maglietta, cosa che avrebbe fatto imbestialire anche la ragazza più tranquilla sulla faccia della terra.
Ribellatevi a questa concezione sbagliata della spiaggia, uscite da quest’ambiente irreale. Tornate tutti sulla terra, dove le ragazze in spiaggia non ti cagano neanche con la supposta e dove stendersi in mezzo a due ragazze amiche per la pelle vuol dire essere tempestati di insolenze e cacciati con infamia.
Anche voi ragazze di tutto il mondo, protestate! reagite! Non capite che in questa pubblicità del cazzo vi stanno tutte mercificando? Apparite come delle ochette stupidotte che stanno sempre al gioco, quando sapete benissimo che non è così.

Per concludere, volevo fare un accorato appello al caro giovane che tenta di cuccare in spiaggia.
Volevo dirti che sei proprio un poveretto!
Che cazzo giri in spiaggia sotto il sole con una maglietta. Non hai caldo? O la metti solo per avere l’illusione che qualche ragazza prima o poi ti chiamerà? Molla la pezza! Non ti chiamerà mai nessuna.
Continua pure così... Non mancherà molto al giorno in cui verrai chiamato da Luana, la quale ti farà spendere dei gran soldi in regalini, cene e altre stronzate. Alla fine quando sarà ora di consumare, sarà felicissima di donarti il pennone che si ritrova in mezzo alle gambe...
Dammi retta! Tirati via quella bruttissima maglietta hawaiana che hai addosso, o altrimenti, se sei un vero uomo, fattelo marchiare a fuoco sulla schiena il tuo bel numero del cazzo!






 

L'autore della cazzata che avete appena letto è:

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