Feste in maschera

Scritto in Columns Umoristiche e Monologhi Comici da
7 marzo 201110:37:54

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Feste in maschera

Io, da piccola, per il Carnevale andavo pazza.

Mi aggiravo perfino per le strade del mio paesello suonando alle porte e chiedendo dolci. Mi pareva bello far finta che fosse anche Halloween perchè mi sembrava un uso più proficuo della festa (sarà per quello che poi sono finita a studiare Economia).

In ogni caso, mi piaceva mettermi lì a studiare come vestirmi.

Adesso, se sento parlare di feste in maschera mi prende un prurito che parte dalle piante dei piedi e sale su dilagando in orticaria allergica. Sarà perchè non ho vestiti nemmeno da mettere normalmente, ma quando mi si invita a una festa in maschera inizio a meditare scuse di palusibilità più o meno ampia per sottrarmi all’orrenda tortura.

A volte, però, capita che vada alle suddette feste, magari ineluttabilmente trascinatavi da qualcuno.

E’ bello andare alle feste in maschera, perchè è facile trovare tantissima gente che ci venga con te, in modo che tu ti possa mimetizzare tra la folla di amici, anzi vestirti da folla di amici, incollandoteli addosso uno ad uno, e risolvendo anche il problema dell’abito. In realtà il problema non si risolve affatto, perchè prima stavo facendo della facile ironia.

E’ praticamente impossibile trovare qualcuno tra i tuoi amici che voglia andare alla festa in maschera. In realtà, quando arrivi alla suddetta festa, ti chiedi anche come sia possibile doversi sorbire una coda di un’ora al freddo e al gelo, quando tutti i tuoi 350 amici e conoscenti odiano le feste in maschera. O sei veramente sfigato e per puro caso i tuoi 350 amici e conoscenti sono gli unici 350 che non amano questo tipo di festa, oppure esiste una dimensione parallela, da cui escono solo nel periodo carnevalizio frotte di amanti delle feste in maschera.

Prima del problema della coda al freddo e al gelo, nasce però il più annoso problema di cosa mettersi. Generalmente escludo l’idea di acquistare qualche vestito prepreparato. Preferisco inventare. Quando uno ha due paia di jeans e due maglie comprati negli anni ’70 e se pensa all’idea di fare shopping gli viene una sincope inizia ad essere difficile anche inventare. Se non azzardare un abbigliamento anni ’70 con jeans e maglia. In ogni caso opto sempre per travestimenti tipo la mummia avvolta nella carta igianica, oppure il fantasma, o ancora la tovaglia, insomma, tutti travestimenti caratterizzati dall’essere, oltre che parecchio coprenti, totalmente privi di sex appeal.

carnevale sexy

La donna media che si avvicenda alle feste in maschera in discoteca (che già definire media è difficile), invece, risolve il problema del costo della stoffa riducendo la suddetta. Se si veste da carcerata, lo fa con una strisciolina di tessuto in zona inguinale e una in zona pettorale, corredando il tutto di tacco a spillo 15, tipica calzatura della galeotta doc. Ciò fa sì che la coda di un’ora al freddo e al gelo diventi una vera e propria prova di selezione darwiniana. Prima dell’ingresso c’è la fossa comune in cui converge chi non ce l’ha fatta. La campagna di Russia ha probabilmente mietuto meno vittime della sommatoria delle feste in maschera dei giorni nostri.

Definire media la donna che si avvicenda alla festa in maschera in maschera è comunque già tanto, anzitutto perchè la donna media non vi si avvicenda, perchè preferisce abbinare il suo tacco a spillo 15 con un vestito elegante e sexy e andare a ballare in una discoteca tradizionale, dove può sfoggiare tutto il suo look, in ogni caso c’è anche un gruppetto che va alla festa in maschera senza travestirsi. A questo punto, in effetti, sarebbe proprio meglio andare nella discoteca tradizionale con le altre donne medie.

L’uomo non vestito è più usuale della donna non vestita. Si aggira nel locale con l’andatura del mastino napoletano, petto in fuori e pancia in dentro, con la faccia incazzata che fa sempre figo, e guarda la gente travestita con sprezzo. Oppure, se si tratta di personaggio timido, rasenta i muri cercando di trasformarsi in tappezzeria. Quando si sente abbastanza tappezzeria, esce e va a chiedere alla cassa se gli danno la consumazione in più e lo sconto riservati ai travestiti.

Poi ci sono gli dei del travestimento.  Non sai come facciano, ma inventano abbigliamenti mirabolanti. All’ultima festa avevo dietro di me, nella coda di un’ora, Darth Vader in persona, con l’asma inclusa. Era senz’altro lui, non poteva essere un travestimento. Infatti alla cassa l’hanno fatto pagare 15 € invece che 12 e gli hanno dato una consumazione sola. Lui voleva quasi tornarsene su Tatooine, ma poi è entrato. Alla fine non ha nemmeno vinto il primo premio come miglior travestimento, perchè l’hanno capito che era proprio lui, e così ha vinto uno vestito da lottatore di sumo con il vestito areostatico gonfiato con la pompetta per i canotti  e polsi collo e caviglia bloccate tipo laccio emostatico per evitare la fuoriuscita dell’aria.

carnevale costume darth vader

Poi alla fine io l’ho visto, non era Dart, era un altro che si era comprato il vestito agli studios californiani, ma è un po’ come nella vita, quando si hanno idee troppo geniali si rischia di essere incompresi.

Amauroto

Cosa sappiamo dell’autore: Amauroto

Scrittrice autodidatta senz’arte né parte, dopo aver scribacchiato per un po’ di anni sul suo blog personale, non soddisfatta del folgorante successo del suddetto, Amauroto decide di allargare i propri orizzonti ad altri siti. In questo modo rischierete di incappare in qualcosa scritto da lei ancora più sovente di quanto la sventura abbia fatto finora…

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