Figli delle stelle o La Commedia? Silvio Orlando e Corrado Guzzanti o l’allegra banda di Luca Pellegrini? Scegliere un film, non è mai cosa facile, specialmente quando si va in gruppo e poi…
finisce immancabilmente che se canni il film i tuoi amici ti tolgono la delega per sempre. Ultimamente al cinema ero stato trascinato a vedere autentiche “cagate pazzesche” di fantozziana memoria.
Forte di questo, ho preso la responsabilità che distingue un vero leader e alla fine ho deciso di fidarmi di Konrad. Lui la scelta dei film non la sbaglia mai, e poi… vuoi mettere?
Lo davano al cinema sotto casa! Non ha faticato troppo a convincermi. L’uomo delle stelle ha vinto a mani basse.
Il film è proprio divertente. Pepe (P.Favino) è un uomo sulla soglia dei 40 che si dimena tra precariato e finte illusioni.
Un uomo di sinistra, schierato contro il potere che combatte in prima linea. Un professore di educazione fisica che lavora al bancone dell’autogrill e vive ancora in casa con la madre.
Di sicuro non il classico bamboccione che non ha nessuna intenzione di emanciparsi. Favino si dimostra bravissimo non soltanto nei ruoli drammatici di Ozpetek ma anche in vesti più brillanti come questa.
Nella vita non può capitarti sempre di dover girare delle scene dove baci altri maschi (e che cavolo!)

L’accento del suo personaggio è geniale, lo rende simpatico già dalla prima scena e raggiunge l’apice verso la fine del film, quando insieme agli altri protagonisti canta e balla la canzone del mitico Alan Sorrenti (che da il titolo al film):
Come due stelle noi
soli nella notte ci INGONDRIAMOOOOOOO…
come due stelle noi
SILENZIOSAMENDE insieme
ci SENDIAMOOOOO.
Non G’è temBo di fermare
questa corsa senza fiato
che Gi sta portando via
e il venDo spegnerà
il fuoco che si accende
quando sono in te, quando tu sei in me.
Noi siamo figli delle stelle
figli della notte che ci gira INDORNOOOOOO
Questa scena vale da sola il prezzo del biglietto. Credetemi!
Fabio Volo è Toni, un operaio di Porto Marghera, Paolo Sassanelli, Ramon, è un tipo appena uscito di galera con un giubotto alla Matrix che sembra molto sicuro di se. E Claudia Pandolfi? Il suo personaggio, Marilù, è un po’ equivoco che sta col boss (Sassanelli) ma sembra che da un momento all’altro la possa dare a tutti.
Un mezzo film (porno ovvviamente) se lo fanno sia Fabio Volo che Pepe… ma sfortunatamente nessuno dei due busca niente.

Claudia non solo non glie la da ma manco glie la fa vedere…
Questo per noi è assolutamente inaccettabile. Il tipo accanto a me se la stava facendo addosso perchè era convinto che da un momento all’altro la dovesse smollare… e non si voleva perdere manco una mezza tetta. Invece NIENTE.
Se il film è finzione, e manco un attore affascinante come Pierfrancesco Favino riesce a ranciare più niente allora cari miei diventa dura veramente per tutti. Chi vuole intendere intenda…
Ecco se proprio devo fare una critica al regista, due tette, un culo in più non avrebbero fatto male. Poi nell’atmosfera un po’ goliardica del film ci stavano a pennello. Peccato…Non si può avere tutto.
Ma passiamo agli altri interpreti. Il personaggio di Fabio Volo, “il padano” delude un po’, non è al centro della storia.
In pratica compare all’inizio e alla fine del film, prima di aver finito il cartoccio maxi di popcorn (5 EURO, …tacci loro) è già sparito.
Una parte bellissima ce l’ha Battiston, che interpreta Bauer, un nostalgico comunista con tanto di eschimo… che saluta il cugino Pepe come si salutavano i guerriglieri del CHE…
Una specie di rivoluzionario che lasciandosi trascinare dal fascino dell’azione sposa subito la causa della banda pur essendone totalmente estraneo.

La commedia è surreale. I protagonisti per riscattarsi dai loro fallimenti quotidiani, improvvisano un rapimento a fin di bene. I soldi del riscatto sono per una giusta causa.
Da questo momento in poi tutto si svolge in maniera più o meno inverosimile, perchè prendono la persona sbagliata e si mettono immancabilmente nei guai in un’alternanza di situazioni divertenti e grottesche. Lo spettatore sa bene che quello che sta vedendo è inverosimile ma poco importa.
Il finale è annunciato, ma conserva un tocco oserei dire di fantascienza: il sottosegretario Stella (Giorgio Tirabassi) che avevano rapito al posto del politico corrotto viene liberato e fa carriera pur essendo una persona per bene.
Qua gli sceneggiatori hanno veramente esagerato. Va bene tutto, ma un messaggio di speranza del genere lo trovo altamente destabilizzante per il sistema. Quasi eversivo. Che diamine, utopia pura!
Consigliatelo ai vostri amici, stavolta il figurone è assicurato. Però state attenti che quel motivetto poi non ve lo leverete più dalla testa…
Come due stelle noi…
soli nella notte ci INGONDRIAMOOOOOOO…
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Scritto in Cinema e Recensioni da Lux
29 novembre 2010 → 13:30:47
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