Il risveglio dello studente secondo il Carlo Darwin

Scritto in Columns Umoristiche e Monologhi Comici da
16 settembre 201010:30:51

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Il risveglio dello studente secondo il Carlo Darwin

Si è appena scoperto che l’arcinota teoria evoluzionistica del celeberrimo scienziato Charles Darwin può essere applicata a periodi temporali decisamente più ristretti rispetto a quelli dallo studioso indicati; si limitano addirittura a coprire solamente mezza mattinata! E questa non è una di quelle cazzate che ogni tanto spopolano su Studio Aperto o nei meandri di qualche remota pagina Facebook (“pensare ai dolci fa dimagrire”, “schizofrenia e uso di tacchi alti sono strettamente correlati” e simili pseudo verità, buone solo a tenere occupati i fans di Valerio Scanu in attesa di un servizio sul loro cantante preferito).

E’ dimostrato infatti che ogni giorno corpo e membra subiscono il processo evolutivo che ha impegnato le più vaste ere geologiche, solcate dai pigri passi di un australopithecus africanus, il quale si è lentamente trasformato in homo sapiens sapiens, nell’arco delle poche ore mattutine antecedenti l’argentino suono di una campana un po’ stonata che preannuncia il tanto atteso quarto d’ora d’aria (la materia preferita dello studente, comunemente chiamata “intervallo”). In barba al Carlo Darwin.

IL RISVEGLIO. L’australopitecus afarensis

La sveglia trilla. Al suo tanto odiato suono l’individuo reagisce inscenando una danza scimmiesca, degna del più gorilla incazzato nero a cui è appena stata rubata la femmina prescelta per il selvaggio accoppiamento in programma. Ovviamente esso non è ancora abbastanza evoluto per connettere la rabbia al fatto che lo attendono dalle 4 alle 6 ore di spremitura di cervello, nemmeno sa di possederne uno! L’ira espressa è da leggersi dunque in un’ottica puramente basata sull’istinto primordiale degli esseri viventi (tutti, nessuno escluso). Sfogata la sua collera, l’individuo comincia a dare ascolto al suo stomaco, il quale richiede di essere al più presto rifocillato con una sana e abbondante colazione.

VERSO LA COLAZIONE. L’homo abilis.

Ed ecco che l’affamato australopiteco comincia a vagare per la casa, non sa come orientarsi all’interno di quella gabbia ancora buia, si affida solo al suo olfatto, arriva in prossimità della cucina, sente odore di Nutella, ma una porta chiusa lo separa dalla crema  del piacere. Che fare? L’istinto è più forte della sua ignoranza e incompetenza: sempre strillando e danzando come il famoso gorilla, prova a sfondare la porta, ma rimedia solo una gran testata. Eureka! Un oggetto stretto e appuntito lo potrebbe aiutare ad aprire quella porta… Ed ecco che l’australopiteco diventa homo habilis. Soddisfatto, entra in cucina, affamato più che mai per l’energia investita. Nulla può più frapporsi tra lui e il cibo. Invece un altro ostacolo si impone prepotente dinnanzi al neouomo.

LA COLAZIONE. L’homo erectus.

Il vaso di Nutella, la crema promessa, lo scruta dall’alto della mensola, quasi sbeffeggiandolo. Ancora una volta l’istinto sovrasta il suo limite, rappresentato ora dalla bassa statura e curva andatura. A furia di allungarsi e saltare, spinto dalla fame, si ritrova a essere in men che non si dica un homo erectus, con una fantastica colonna vertebrale e un grande stomaco tutto da riempire. L’individuo può così sedersi tranquillo, ora che ha superato la fase di homo habilis per lui è uno scherzo aprire il vaso e tuffarvi la sua faccia (capitelo, non è ancora sapiens).

IN VIAGGIO VERSO LA CULTURA. L’homo sapiens.

La notte è finita, è l’alba di un nuovo giorno per gli ominidi. Il nostro erectus decide di uscire di casa per pavoneggiarsi con i suoi amici australopitechi, per mostrare loro che ora i suoi sputi cadono al suolo con un impatto maggiore rispetto al giorno precedente. Ma ecco che –sorpresa- si trova davanti un nutrito gruppo di altri e alti uomini eretti, anch’essi ostentanti le nuove capacità acquisite.

Il nostro si aggrega al branco dei suoi simili, ma, non essendo abituati a sostenere il peso dell’intero corpo con il solo ausilio delle gambe, sentono già che la fatica potrebbe costare loro cara. Decidono così di spostarsi stipandosi in un rottame arancione dalle ruote enormi, che poi scopriranno chiamarsi “autobus”. La giungla stipata in quel lunghissimo bruco arancione è un delirio: c’è chi ancora non si è evoluto e danza in uno spazio vitale di 2×2 cm emettendo incomprensibili suoni, chi invece, diligentemente e silenziosamente si dedica alla lettura di un buon libro di testo.

Cosa? Libro di testo? I membri del branco sono spaventati, non fanno in tempo a regredire allo stato di australopiteco urlante che si ritrovano seduti a un banco, davanti a loro un libro, un foglio e una penna li scrutano impassibili, nelle loro orecchie si fa strada una voce portatrice di nozioni che li trasforma in homo sapiens, intelligenti a sufficienza per capire che la ricreazione è ancora lontana. Che fare nelle ore che dividono dall’intervallo?

OVERDOSE DI CULTURA. L’homo sapiens sapiens.

Vengono in soccorso le parole crociate e i sudoku vari allegati ai quotidiani usati per i bisogni (si sa, prendono all’improvviso…), che rendono possibile il completamento dell’evoluzione,tanto da far guadagnare al nome dei nostri un altro sapiens da affiancare al primo, di cui andavano già molto fieri.

LA VOLONTA’ DI REGRESSO. L’homo sapiens sapiens consapevole del suo ruolo nel mondo.

Che succede? Un suono simile alla sveglia che ha destato gli australopitechi qualche ora prima si diffonde nell’aula, ma questa volta i nostri sapienti non agiscono per istinto: le loro tappe sono saggiamente studiate per far sì che in soli 15 minuti possano riprendersi dal e prepararsi al trauma del prezzo che noi tutti dobbiamo pagare per essere migliorati e progrediti: la conoscenza forzata, nella totale e nostalgica coscienza (da buon essere razionale) che si cederebbero il proprio cervello e venti delle trentatré vertebre di cui siamo disposti per chiudere gli occhi e sognare di aggrapparci a liane battendoci il petto.

Eleonora Spagnolo

Eleonora Spagnolo

Filosofa in erba, o meglio, erbofila con soventi raptus di improvvisa sofia, Eleonora si divincola tra i mille e mille scritti della sua confusissima cartella “documenti” ed il continuo viaggio Como-Milano, Milano-Como. Le piace il mare del Salento e nel tempo libero programma cosa fare nei futuri tempi liberi…

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