Ci sono piaciuti tanto: “Independence Day”

Scritto in Cinema e Recensioni da Lipesquisquit
5 agosto 201010:30:20

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Ci sono piaciuti tanto: “Independence Day”

Che palle, si pensava negli anni ’90, che palle le solite storie di alieni buoni e di incontri pacifici tra civiltà di altri pianeti, tutta colpa di Guerre Stellari, di Star Trek e soprattutto di E.T., tutti a far vedere quant’è bella l’integrazione intergalattica. Che fine avevano fatto tutti quei meravigliosi film trash in un modo inaccettabile? Dove erano finiti quegli alieni insopportabili e cattivi allo stato puro, brutti, aggressivi e accecati da un odio ingiustificabile, peggio dei cattivi di Walker Texas Ranger?

Se solo ci fosse qualche regista porchettaro, si diceva, qualcuno che osasse tornare al vecchio modello, magari in grande stile, con gli effetti speciali dell’ultima generazione, sai che soddisfazione.

Detto, fatto.

Verso il ’96 in TV cominciano a vedersi dei trailer assurdi, sembra che stia per arrivare il film del secolo, l’americanata definitiva. “Tornano gli alieni cattivi”, si mormora per le strade, e la speranza si riaccende.

Un po’ di attesa, e poi finalmente il filmone esce nei cinema, tutti in massa a vederlo, ed è un capolavoro, convincente e ben strutturato, gli effetti speciali sono super e il resto fa cagare proprio come speravano tutti, le trovate fantascientifiche sono ridicole, la recitazione è pessima, i dialoghi sono demenziali.

Magnifico.

Devo andare a combattere gli alieni, tesoro. Tu cerca di non preoccuparti.

Dunque, ‘tesoro’, se ho capito bene, a due passi dalla Luna c’è un’astronave aliena gigante, dalla quale sono uscite tante astronavi aliene da 27 km di diametro, che ora viaggiano sulla terra coprendosi con delle nuvole finte, che abbattono gli aerei che incontrano per strada, e che si stanno posizionando sopra a tutte le metropoli del mondo. Mi dici come faccio a non preoccuparmi?

E’ semplice: io ora dico una cazzata qualunque, e tu che fai la parte della gnocca stupida ti tranquillizzi, perché io sono Will Smith e sono figo.

Certo, mi sembra un ottimo piano. Procedi pure.

(si schiarisce la voce e fa gli occhioni da duro che fa il tenero) Sai, non credo che abbiano viaggiato per milioni di anni luce per iniziare una guerra. Non sono degli attaccabrighe.

Ma certo, è sicuramente così, amore.

Gli alieni fanno fuoco con dei supercannoni assurdi, le metropoli vengono rase al suolo in un trionfo di esplosioni, i grattacieli sono ridotti in cenere, ma qua e là si vedono chiaramente alberi che stanno in piedi e hanno ancora le foglie.

Will Smith è l’unico superstite di un tentativo di attacco agli alieni: dopo un inseguimento aereo in un canyon, ha preso un alieno a cazzotti e infine ha deciso di attraversare il deserto a piedi per raggiungere l’Area 51 (in un film di alieni, in qualche modo ce la devi inserire).

Intanto, il tecnico del via cavo nerd, salutista, ecologista ed intelligentissimo scopre in anticipo che gli alieni sono cattivi, e salva il Presidente USA con il quale a suo tempo aveva fatto una rissa, così almeno ora può fare il figo con l’ex moglie ambiziosa che si era rotta di stare con lui, perché era un pirla che riciclava lattine e non prendeva la patente per non inquinare. La first lady, invece, muore, così il Presidente si incazza e licenzia il segretario alla difesa, personaggio inutile che sta lì solo per essere licenziato, per fare più scena.

Insomma, è tutto bellissimo, commovente, un tripudio di trash al massimo livello, ma il bello deve ancora arrivare: ad un certo punto, il papà ebreo del tecnico del via cavo dice “raffreddore”, e qui si scatena il contrattacco mondiale.

Ho trovato! Se mettiamo un virus nei loro computer, fottiamo i loro scudi difensivi!

Ma per quale motivo i nostri virus informatici dovrebbero essere compatibili con dei computer alieni?

Perché naturalmente anche gli alieni usano Windows 95.

Evviva la Microsoft!

La notizia del contrattacco viene inviata immediatamente agli eserciti del resto del mondo, che ovviamente vengono rappresentati come una massa di ritardati che giocano alla guerra e che aspettano gli ordini degli americani. I dialoghi qui sono talmente insuperabili che li riportiamo integralmente.

Pare che stiano captando un segnale… il vecchio codice morse!

E’ inviato dagli americani! Vogliono organizzare una controffensiva!

Finalmente, era ora! Che hanno intenzione di fare?

Il pilota figo Will Smith e il nerd salutista ecologista vengono inviati con una navetta aliena verso l’astronave madre, per mettere il virus nel computer alieno e sganciare una bomba atomica. Nel frattempo, il presidente si infila un casco e ricomincia a fare il pilota di caccia, come nel suo glorioso passato da vero eroe americano.

Il nerd salutista ecologista invia il virus agli alieni, e funziona così bene che nei monitor alieni si vede anche l’emoticon del teschio che ride. Il Norton Antivirus alieno non può nulla contro un simile capolavoro, ma sfortunatamente i nostri eroi rimangono incastrati e non se ne possono andare, perciò scatta il sacrificio: decidono di sganciare comunque la bomba atomica e di diventare eroi americani (e lo diventeranno, ma salvando le chiappe all’ultimo secondo).

Nel frattempo, il Presidente guida l’attacco finale all’astronave aliena che sta per distruggere l’Area 51 e tutti i superstiti che ci si sono rifugiati. Dopo aver consumato un po’ tutte le munizioni inutilmente, decidono di sferrare il colpo di grazia.

Signor Presidente, non c’è più tempo! Deve distruggerlo adesso!

Ci penso io, generale, ho ancora un missile.

Ma… non è fisicamente possibile, signore: li ha già lanciati tutti e quattro, li ho contati.

Lo so, ma non è il momento di discutere su questi dettagli, generale.

Ma signor Presidente, non possono comparire missili dal nulla!

Dannazione, generale, anche John Wayne nei suoi film non ricaricava mai la sua pistoletta da sei pallottole, eppure ci stendeva tutti gli indiani della prateria.

Ha ragione, signore. Lei si che parla da vero americano!

Dio benedica l’America! Eagle One, Fox Two!

L’ha colpito, signore?

Merda, no, l’ho mancato. Questi missili che non esistono sembrano essere poco affidabili, generale.

Non l’avrei mai detto, signor Presidente.

Le munizioni sono finite, gli alieni stanno per fare fuoco con il supercannone, ma c’è il colpo di scena: il personaggio inutile!

Già, perché dall’inizio del film ci hanno fatto vedere un alcolizzato vedovo rapito dagli alieni con sedici figli a carico che non c’entra assolutamente un cazzo con quello che sta succedendo, ma ora è tutto chiaro: dovevano trascinarselo fino alla fine del film per farlo morire in un modo spettacolare. Così, dopo aver tentato di lanciare un missile che ovviamente non funziona, l’alcolizzato saluta i figli via radio e si lancia sul supercannone alieno, gridando “ficcatevelo nel culooo!”.

Il personaggio inutile muore, gli alieni muoiono, e ovviamente i personaggi fighi investiti da una deflagrazione atomica e precipitati nell’atmosfera se la cavano senza un graffio.

Il nerd salutista ecologista addirittura ha imparato a fumare il sigaro, e il papà ebreo che dicendo “raffreddore” aveva salvato il mondo gli chiede se fumare è salutare.

Questione… di abitudini.”, risponde fighissimo il nostro eroe.

Tutti ridono.

Ed io piango di gioia.

Lipesquisquit

Lipesquisquit

In Paradiso non si sbaglia neanche di proposito.

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