La Vera Storia di Biancaneve e i 7 Nani

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21 febbraio 201111:25:06

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La Vera Storia di Biancaneve e i 7 Nani

Durante una delle solite notti senza sonno mi trovo a riflettere sulla favola di Biancaneve.

A voler vedere le cose basandosi sui fatti e non processando le intenzioni, la lettura della favola riserva una verità alquanto sconcertante.  Di fatto la povera Regina, nei panni di un’indifesa vecchietta, è stata BRUTALMENTE TRUCIDATA da sette minatori armati di VANGHE e PICCONI.
La sua unica colpa realmente provata è stata quella di offrire a Biancaneve una mela farcita con un potente sonnifero.
Oltretutto Biancaneve era assolutamente consenziente e non è stata costretta con la forza a mordere quel succoso frutto. Un’ultima nota, senza l’intervento della povera vecchina, tristemente ed ingiustamente uccisa, Biancaneve non avrebbe mai incontrato il suo Principe Azzurro, godendo poi di una vita più che agiata.

Il titolo della fiaba dovrebbe quindi essere :  “La perfida Biancaneve e la sua banda di sicari; il crimine paga sempre“.

Vogliamo parlare della condotta morale di questa Biancaneve?

Come prima cosa il nome, credete che si chiamasse Biancaneve per la sua pelle chiara? o perché è nata in inverno dopo una copiosa nevicata? Su siamo seri si chiamava Biancaneve perché era diventata famosa per l’abuso di una famosa sostanza psicotropa.

biancaneve e i sette nani

Questa svergognata inoltre viveva in una casa con BEN 7 MINATORI NANI, passando le sue serate all’insegna della polvere bianca e della trasgressione sessuale con i suoi piccoli amici che di piccolo per il famoso teorema della L avevano solo la statura.

La povera vecchina rinominata a causa della campagna di diffamazione dei nani in “strega cattiva” viene trucidata a badilate solo perché ha tentato di far cessare questo scandalo riportando la trasgressiva e svergognata Biancaneve sulla retta via. Per il suo compassionevole tentativo di recuperare una Tossica Ninfomane viene ripagata dai minatori con centinaia di percosse da badile che hanno portato l’anziana signora ad una inesorabile e dolorosissima morte.

Tra l’altro l’ingrata Biancaneve appena ha visto il tonto con i soldi si è buttata a pesce facendosi sposare, dimostrando se ancora ce ne fosse stato bisogno, la propria pochezza morale.
Così facendo la spregiudicata Biancaneve ha tradito i suoi amanti ed i suoi salvatori a favore del ricco di turno che le avrebbe garantito le risorse per continuare ad abusare di stupefacenti grazie alla raggiunta agiatezza, dimostrando la sua immoralità una volta per tutte.

Dopo un’approfondita analisi sulla casa di Biancaneve ed i suoi avventori è facile immaginare che oltre ai 7 nani canonici fossero nascosti nelle caverne i nani mafiosi : Cutolo , Manipolo , Ergastolo e Patibolo, tutti ben nascosti dal nano Cunicolo unico nano che sapeva la strada per trovarli. Come se non bastasse oltre ai malavitosi in casa con la svergognata Biancaneve c’erano i nani depravati : Capezzolo , Eiaculo e Masturbalo.

Assodato quindi che i nani erano molti di più di 7 la mia attenzione cade sui nomi dei 7 assassini che sono diventati famosi a causa di una favola mal riportata e modificata dolosamente dai 7 stessi : mammolo, Eolo, cucciolo, Gongolo, pisolo, brontolo e Dotto.

biancaneve e i sette nani

Balza agli occhi che uno dei sette è infiltrato perché il suo nome è assolutamente incompatibile con quello di tutti gli altri nani.

Diventa quindi doveroso indagare sulla provenienza di questo losco figuro.

L’iconografia classica vuole che i nani siano dediti ad attività di escavazione ed estrazione di minerali dal sottosuolo attività che non richiede certo un bagaglio culturale importante. Questa affermazione assolutamente inconfutabile è un ulteriore prova che il Sig. Dotto è un infiltrato tra i nani e data la taglia comunque in misura con i piccoli minatori non può che essere uno gnomo travestito da nano, infiltrato tra i nani con l’unico scopo di appropriarsi dei metalli preziosi che i nani estraevano dal sottosuolo.

È famosa l’avidità gnomica fin dai tempi del pentolone di monete d’oro posizionato proprio alla fine dell’arcobaleno, si evince quindi che gli gnomi, strateghi nati sono infiltrati tra i nani con l’unico scopo di arricchirsi alle loro spalle approfittando del fatto che i nani sono dotati di poca arguzia e sono spesso ubriachi.

Viene quindi da chiedersi se la stessa Biancaneve non fosse in combutta con gli gnomi. Biancaneve quindi non poteva che essere una famosa prostituta di alto livello assoldata dagli gnomi per distrarre i nani con i piaceri della carne e permettere quindi a Dotto l’infiltrato gnomico di agire indisturbato.

biancaneve e i sette nani

A questo punto si aprono moltissimi scenari alternativi. La vecchina o come la chiamerebbero i nani, la strega cattiva, poteva essere una collega di Biancaneve invidiosa della sua posizione di infiltrata prezzolata, o molto piú probabilmente un diversivo gnomico che ha permesso al traditore Dotto di derubare le ultime risorse della miniera per poi far uscire di scena in pompa magna Biancaneve con il principe azzurro che non è altro in realtà che l’ennesimo malfattore iscritto sul libro paga dei potentissimi gnomi.

Quella che abbiamo sempre pensato essere una favola per bambini si rivela a questo punto il frutto di un complotto orchestrato ad arte dagli gnomi con l’unico scopo di arricchirsi. Ancora una volta tutti gli eventi sono causati in nome e per conto del Dio denaro.

La favola offre infine un ultimo losco personaggio, il cacciatore. Personaggio trasversale in moltissime favole, presente anche in cappuccetto rosso con un ruolo cruciale. Sarebbe opportuno indagare meglio su questo personaggio perché potrebbe essere lui che sotto mentite spoglie orchestra tutto e questo spiegherebbe la sua presenza in moltissime storie. Il cacciatore potrebbe essere il primo serial killer della storia che per coprire le sue malefatte ha inventato queste storie che oggi noi imprudentemente abbiamo il coraggio di chiamare favole.

Ogni cosa sarebbe possibile ma credo in cuor mio che il cacciatore seppur astuto non possa competere con l’astuzia gnomica e che quindi sia semplicemente un personaggio di contorno ignaro di tutto il complotto

Pandolfo Gallerani

Pandolfo Gallerani

Pandolfo soffre di insonnia, e spesso si trova a riflettere sui temi importanti della nostra esistenza. Durante le sue notti prive di sonno quando non si dedica ad un sano e sfiancante onanismo, trova il tempo per scrivere su un foglio di carta i suoi pensieri che ben presto rivoluzioneranno la storia della filosofia. L’avvento di Pandolfo è un po’ come l’abbattimento del muro di Berlino, il suo pensiero raziocinante e lucido farà presto breccia nella mente della gente comune, fino a risvegliare una nuova coscienza che ben presto porterà il pianeta tutto alla salvezza

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