Partiamo dal presupposto che l’85% delle canzoni ha un solo argomento: l’amore.
Poi si, esistono gruppi musicali tipo i Cannibal Corpse che piuttosto che fare una canzone romantica preferirebbero andare ad una riunione di condominio a parlare per ore di gerbere nelle fioriere ( pardon, non mi viene in mente nulla di peggiore di questo…) che poi, quanto bello sarebbe avere i Cannibal alle riunioni e guardarli urlare contro l’amministratore: “F**k the Gerbere, I’ll eat your guts!”
L’amore vende, quasi quanto il sesso.
Lo sanno tutti i responsabili della Perugina o di qualsiasi azienda che produca gadget a forma di cuore.
San Valentino non è un giorno nel calendario, è un picco nelle vendite.
Se provo ad immaginare il reparto marketing di una fabbrica di cioccolatini, me li vedo iniziare a studiare la strategia per il 14 febbraio dal 14 luglio dell’anno prima: fondamentalmente vorrebbero essere tutti al mare, ma sono costretti ad immaginare campagne promozionali e prodotti speciali che sappiano parlar d’amore, e mentre fanno questo, l’imperativo principale deve essere quello di fotterti: il cucciolo con gli occhioni spalancati ed una rosa in bocca sortisce l’effetto.
Comprerai quella scatola anche se il prezzo è maggiorato.
Se senti un brivido dietro la schiena, è un inconscio riflesso del tuo raziocinio, è la giusta reazione alle risatine che il team di esperti si fa pensando “Povero scemo”.
Torniamo sul pezzo. Cantar d’amore vende dischi, a palate.
L’altro giorno, a casa di una mia amichetta, mentre si parlava male di uomini ( non è un cliché, ma un’attività molto praticata dal sesso femminile) avevamo come sottofondo una litania tristissima, un miagolio continuo, una frantumata di coglioni epica; sul lettore mediaplayer sono riuscita a leggere: “Love songs: le cento migliori canzoni d’amore”.
Una canzone d’amore la reggo, due anche, ma cento canzoni d’amore una dietro l’altra è da trattamento sanitario obbligatorio.
Vorrei proporvi il mio personalissimo pensiero su qualcuna di queste favolose hits.

Celin Dion, My heart will go on
“Every night in my dreams. I see you. I feel you. That is how I know you go on”
Inutile ricordare che questo motivetto flautato è la colonna sonora di quel polpettone sulle “falle” logistiche dei transatlantici. Il testo appare romanticissimo a prima vista, ma essendo indissolubilmente legato a Titanic, mi viene sempre da pensare che quella culona di Rose, se si fosse fatta un cicino più in là, avrebbe salvato il suo amore Jack e avrebbero potuto cominciare una sfavillante vita insieme: e lì sarebbe iniziato il vero dramma, altro che iceberg! Una volta a New York, Rose si sarebbe trovata a litigare con i genitori ricchi, a sposare un artistucolo povero in canna ed a sfornare marmocchi da lì fino alla menopausa, con un Jack visibilmente ingrassato e cirrotico, maledicendo quella cazzo di barca e chi l’aveva salvata.
Marco Carta, Dentro ad ogni brivido
“Buongiorno mia signorina, posso offrirle un caffè?”
No, grazie. Posso offrirle un corso di dizione?
Bryan Adams – (Everything I Do) I Do It For You
“Oh – you can’t tell me it’s not worth tryin’ for, I can’t help it – there’s nothin’ I want more,I would fight for you – I’d lie for you, Walk the wire for you – ya I’d die for you”
Bryan, questo si chiama stalking. Art. 612 bis: È punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque molesta o minaccia taluno con atti reiterati e idonei a cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero a ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero a costringere lo stesso ad alterare le proprie scelte o abitudini di vita
Sinead O’Connor – Nothing compares to you
“I said nothing can take away these blues,’Cause nothing compares …Nothing compares to you”
Nulla è comparabile? E se vinci l’enalotto, brutta stronza? Se il modello della pubblicità di Paco rabanne viene a scrocchiare le dita sotto la tua gonna? Se ti danno un Nobel per la pace? Eh no, a te manca quel barattolo di rutti che ti faceva le coccole con i piedi freddi.
Emma Marrone- Voglio calore
“Voglio calore sulla mia pelle, voglio la luna, voglio le stelle”.
Nessuno ti impedisce di abbracciare un termosifone, cara. Per la luna e le stelle, ci stiamo attrezzando. Io farei una telefonatina alla Nasa, non si sa mai.
A te -Jovanotti
“Tu mi hai raccolto come un gatto e mi hai portato con te”
Cioè, ti ho tolto i vermi e ti ho dato una ciotola di latte?

R. Kelly – I believe I can fly
“I believe I can fly, I believe I can touch the sky”
Per questo esperimento, suggerisco di buttarsi dal Pirellone… pensa che scena sorvolare la stazione centrale di Milano.
The showmen – Un’ora sola ti vorrei
“Un’ora sola ti vorrei, Io che non so scordarti mai, per te darei la vita mia”
Ma chi ha detto che serve la vita? Bastano i soldi. Dipende dalla tariffa credo, alcune chiedono una trentina di euro, se poi vuoi una roba di classe tocca cacciare qualche euro in più.
Ci sarebbe tanto altro ancora da dire e tante altre canzoni da smontare pezzo per pezzo, ma non servirebbe, perché canzoni così continueranno a spuntare come funghi dopo la pioggia, come piattini celebrativi del matrimonio di Kate&William, come gli anziani nello studio del mio medico .
In fondo non ci si può nemmeno lamentare…se esistono, un motivo ci sarà.
Ecco, io credo che siano rassicuranti. Mi piace l’idea che ogni uomo/donna si sia ritrovato un giorno ad ascoltare questa robaccia con le lacrime agli occhi ed una vaschetta di gelato da un chilo da ingurgitare ( roba che alla fine senti il cervello congelato).
In fondo, le delusioni d’amore sono rassicuranti: sono una delle poche certezze della vita.
Per un attimo ti illudi perché
lei ti dice: “Sei il tipo d’uomo che
si incontra una volta nella vita
se diventano due hai molta sfiga“.
Non capisci la sfumatura tra le righe
e perché ti guardano e ridon le sue amiche.
“Vieni da me stasera non c’è nessuno“.
Ci sei andato e infatti non c’era nessuno
No, non vi lascio così amaramente.
In fondo, molto in fondo, l’amore è una cosa meravigliosa. Almeno così ho sentito dire.
Cosa sappiamo dell’autore: Anna Van de Camp
Giovane studentessa in una grande città piena di insidie ( come dire, Bambi nella foresta con intorno un centinaio di cacciatori ), sono qui per uccidere le chiacchiere da parrucchiera. In linea massima le grandi verità dell’universo femminile sono: “Che ci vuoi fare, è uomo” e “Gli uomini sono tutti stronzi”; a me queste due definizioni non sono mai bastate, e si può dire che condivida una certa logica maschile… pur soffrendo di pesantissime crisi premestruali. Illuminata dalla lettura di MeleMarce, approdo a questi lidi sperando di apportare un tocco femminile a queste pagine…senza cambiarvi l’arredamento in casa o disponendo fiocchetti rosa qua e la. Insomma, sono qui per parlarvi delle donne ( ma non vedrete mai le mie mele mature ) e farvi conoscere l’altra metà della mela
Borse Ecologicamente COOP(erative)
Feste in maschera
In Fila alla Cassa
Le Mele Mature di Dicembre
Ritorno al Futuro 25 Anni Dopo
Gli Animali
Le Mele Mature di Settembre
Le Mele Mature di Gennaio
Graduation mania
Mexico 86
Melemature 8: Speciale San Valentino
Le Mele Mature di Agosto
Ci sono piaciuti tanto: “E venne il giorno”
Gli Pseudo-Psicologi
La Mazza e la Sindone
Il Cavallo in Giardino
Il Cinema - Parte 2 (Tipologie di Spettatore)
Mamme... queste sconosciute...
Un Giorno Di Ordinaria Follia
Terapie Newage
Scritto in Columns Umoristiche e Monologhi Comici da Anna Van de Camp
21 marzo 2011 → 10:12:32
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