… Di Foligno si… anzi, di Sant’Eraclio, che sarebbe una molto poco nota frazione di Foligno (ma tra non molto la sottometteremo, la ingloberemo e diventerà un quartiere degradato), un specie di paesino inutile che si mantiene a galla grazie a un pub, una festa di Carnevale e un distributore di benzina con i prezzi bassi.
Già, Francesca Testasecca, la vincitrice, è di Sant’Eraclio: a dirlo dovrebbe venirmi da ridere, e invece sono terrorizzato. Miss Italia è una mia paesana, è una di queste parti, i miei amici la conoscono, mia sorella le ha portato da bere in taverna, sicuramente l’avrò vista anch’io da qualche parte. Cristo santo, Miss Italia è di Foligno, e se è Miss Italia vuol dire che andrà in televisione, e se andrà in televisione vuol dire che la faranno parlare.
Una cosa normale, direte voi.
Un incubo, dico io.
Una ragazza di Foligno che rappresenta la bellezza di tutta l’Italia sarà in televisione per un anno o forse più. E parlerà.
L’orrore, l’orrore, come scriveva qualcuno.
Chi è umbro qui mi capisce benissimo, ma per tutti gli altri devo necessariamente fare un preambolo.
Il fatto è che il dialetto folignate è qualcosa di spaventoso, è una roba tenebrosa e strisciante, è peggio di un violino suonato da un incapace, peggio del gesso che stride sulla lavagna, peggio del trapano del dentista. Se rutti in pubblico sei volgare, se scorreggi in pubblico sei veramente un maiale, ma se parli in pubblico il dialetto folignate, bè, sei qualcosa che va veramente oltre.

Fateci caso, il cinema e la televisione hanno dato lustro praticamente a tutti i dialetti dello stivale, il siciliano, il veneziano, il napoletano, il toscano, il romano, il milanese, il pugliese, il genovese… e l’umbro? L’umbro non esiste, non è mai esistito. L’umbro è un dialetto rinnegato. Non esiste una celebrazione del dialetto umbro, e non c’è niente di strano, è naturale: il dialetto di Perugia e dintorni già fa abbastanza pena, ma da Foligno in giù, credeteci, è veramente una tragedia. Quando qualcuno che viene da fuori sente la nostra parlata, fa la stessa faccia di un bambino che manda giù un cucchiaio di olio di fegato di merluzzo.
Un comico che parla folignate ti stresserebbe dopo dieci secondi, un politico che parla folignate non riceverebbe voti nemmeno da se stesso, un film con un personaggio che parla folignate sarebbe automaticamente un flop. Non sto esagerando, è così: il folignate non sarà particolarmente famoso, ma è sicuramente il dialetto più raccapricciante dello stivale, è capace di trasmettere con una velocità e una potenza inimitabili un senso di assoluta buzzurraggine, rendendo immediatamente orribile ciò che prima appariva splendido, quindi potete benissimo immaginare come il problema si manifesti alla massima potenza con le belle ragazze, del tipo: vieni a Foligno, vedi una ragazza splendida, sei già innamorato, provi a scambiarci due parole, lei ci sta, sei felicissimo… poi la senti parlare, e subito scappi piangendo, e mentre corri ti domandi il perché con la disperazione nel cuore, non capisci come possa essere possibile un abominio del genere. Dio bono, ma che scherzi della natura sono, queste? Passano le ore a specchiarsi e a farsi i boccoli, e non prestano la minima attenzione ai suoni che emettono? Cosa sono, arpie? Streghe? Alieni?
Che poi non è un problema circoscritto a Foligno, riguarda un po’ tutta l’Umbria, e a tutti i livelli.
No, dico, avete visto “Matrix Reloaded”, o un qualsiasi filmone con Monica Bellucci (a parte Passion of Christ, che per fortuna era in aramaico)? Quando la Bellucci parla sembra la voce femminile de Er Finestra, e per fortuna che è di Città di Castello, dove il dialetto è mezzo romagnolo, altrimenti avremmo toccato veramente il fondo.
Insomma, hai voglia a corsi di dizione, è tutto inutile, le umbre sono così, sono delle bamboline, curve sensuali, occhioni da cerbiatte, fascino mediterraneo raffinatissimo, ma, per carità, fatele solo sorridere, non tirate loro la cordicella, non fatele parlare.

Insomma, a causa di tutto questo alla finale di Miss Italia avevo veramente il panico, ho davvero passato un brutto quarto d’ora, con tutte le fasi della selezione finale, l’attesa, la vittoria, gli applausi, e le lacrime, Dio, quante lacrime, Miss Italia piangeva, la numero due piangeva e piangevo pure io, gemevo e pregavo il Signore per la prima volta dopo decenni. Ti prego, fa che Milly Carlucci le dia una gomitata sulla trachea per sbaglio, fa che Sofia Loren impazzisca e la azzanni alla gola perché è giovane e bella e lei è decrepita, fa che Emanuele Filiberto le rubi la scena e si metta a cantare all’improvviso quella merda di canzone che ha portato a Sanremo con Pupo e il tenore sfigato, Cristo santo, questa è di Foligno, anzi, peggio, è di Sant’Eraclio, avete eletto una Miss Italia che pronunciando due parole può far suicidare tutti i telespettatori, cioè, se parla è finita, fi-ni-ta, non se ne rende conto nessuno?
Gesù, ecco, le stanno dando il microfono, succede davvero, siamo fottuti…
E invece no.
Un discorso regolare, solo un congiuntivo schivato per l’emozione, ma niente consonanti mosce, niente cadenza terrificante, niente suicidi collettivi.
Una ragazza di Foligno ha parlato in televisione, e non c’era traccia di dialetto.
Miss Italia, da Sant’Eraclio con furore, è bellissima e parla un italiano corretto, e per un anno, forse anche di più, sarà il punto di riferimento, il modello di tutte le ragazzine di questa mia città di bestie; magari da oggi anche loro cominceranno a parlare italiano, e magari, per riuscire a combinarci qualcosa e non sembrare facoceri ritardati, anche i ragazzi cominceranno a parlare italiano.
La rivoluzione.
Miss Italia potrebbe riuscire laddove la scuola e le istituzioni hanno sempre fallito.
Non me lo sarei mai creso.
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Scritto in Attualità e Curiosità e Rubriche da Lipesquisquit
17 settembre 2010 → 10:30:10
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