Gli artisti si dividono in due grandi categorie:quelli famosi ( pagati bene ) e quelli non famosi ( non pagati o pagati male).
Il talento, le capacità, l’ esperienza sono fattori assolutamente irrilevanti per qualificare un artista e di conseguenza il guadagno che meriterebbe.
Nello spettacolo ,come in tutto quanto in Italia, la meritocrazia non ha peso, conta nulla.
Gli artisti fra di loro amano dividersi in due categorie: i professionisti e i non-professionisti.
Ma questo è un epiteto che si attribuiscono spontaneamente loro, all’ infuori del fatto che si mantengano esercitando esclusivamente la loro arte o meno.
Ci sono artisti che si dichiarano professionisti, e pretendono lauti compensi per le loro prestazioni, e poi li becchi in via Frejus, col camice blu da magazziniere a scaricare un bancale di prodotti per il giardinaggio.
Se poi, colti sul fatto, chiedi loro “ma non eri un professionista ?“, ti rispondono “Eh.ma c’è crisi e devo pagare l’ affitto del mio monolocale semi-arredato a fianco di Tossic Park. In questo periodo si lavora poco con gli spettacoli. Però. Credimi. Sono anni che faccio teatro, laboratori, fiere, corsi.. ho lavorato anche con Phil Radice ( che culo! ) insomma sono molto bravo.“
Allora non definirti professionista, ritieniti professionale. Aggettivo chiaro,semplice ed esplicativo e decisamente meritevole di stima.
Ci sono artisti, che per rimanere all’ interno di quella che loro intendono “area di professionalità” fanno 62 spettacoli a settimana. Non importa che performance siano e soprattutto, e sottolineo soprattutto, dove le attuino,vanno bene: battesimi, riunioni condominiali, fiere della salsiccia ammuffita, onomastici di tizi smemorati che non ricordano neanche il loro nome, feste rom, separazioni coniugali, inaugurazioni di discount o sexi shop.
Ipotesi… sono giocolieri? L’importante è che facciano sempre il giocoliere. Non interessa loro che ormai la loro arte è un lavoro come un altro,senza possibilità di evolversi,migliorare. Sono soltanto dei replicatori automi di repertori logori e soffocati dalla monotonia e dal rifatto e visto trenta mila volte. Non farebbero meglio ad andare a scaricare le casse ai mercati generali per un tre-quattro ore al mattino. Prendersi qualche decina di euro con cui sopravvivere e poi alla sera fare i veri artisti? Boh..contenti loro…
Gli artisti fra di loro si criticano . Quando non si criticano e perché si aiutano.
Se Mario, il trombettista ha fatto entrare Gino il tastierista nell’ambito Chinott Drink Musik Festival di Vezza d’Alba , facendolo suonare per una settimana a pagamento, secondo Gino, Mario è un bravo trombettista. Se Mario si è fatto i cavoli suoi e non l’ ha chiamato, secondo Gino, Mario è un trombettista che fa cagare.
Gli artisti non famosi criticano sempre quelli famosi,quelli che “sono arrivati”. Ovviamente ne sono gelosi.
Ma il fatto più curioso è che se facessero, per qualche coincidenza astrale di origine divina e soprattutto culica, qualcosa con quell ‘artista famoso, cane, ma famoso,la prima cosa che scrivono nel curriculum, o che ti dicono quando li chiami al telefono: “Eh, sai, ho fatto una piccola parte nel nuovo film di Alvaro Vitali “Pierino impiegato all’ Inps“.
Alla fine della fiera, la maggiorparte degli artisti famosi non meritano di esserlo, ma se ci faccio qualcosa assieme metto i manifesti in corso Marche.
Insomma, sono arrivato alla fine di questa mia considerazione e posso concludere affermando che lo strano mondo dello spettacolo è sostanzialmente popolato da dei pirla.
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Scritto in Columns Umoristiche e Monologhi Comici da Livio Cepollina
22 novembre 2010 → 08:00:45
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