Natale si sta avvicinando, per fortuna.
Una festa così carica di significato si aspetta tutto l’anno.
Una festa così bella, così intima, così raccolta ricorda senz’altro il bue e l’asinello, la pecora e l’agnello, il bambin Gesù nel suo giaciglio di paglia, i due premurosi genitori che gli alitano addosso per scaldarlo, caso mai non bastassero i fiati del bue e dell’asinello suddetti.
Veniamo ad affrontare il modo in cui noi, nella nostra comune e miserevole vita quotidiana, affrontiamo questo mistero della fede.
Prima cosa, il Natale ormai inizia subito dopo Ferragosto. Il 16 agosto alcune città iniziano a illuminare le lucine in strada, tanto per poter permettere ai negozianti di stare aperti a tutte le ore del giorno e della notte, della settimana e del week end.
I commessi dei suddetti negozi inizieranno ad essere nervosi già dal 16 agosto, e arriveranno intorno alle feste di natale così nervosi, ma così nervosi che guideranno a scatti e balzelloni, perchè, si sa, se si è nervosi la guida non è fluida, motivo per cui le donne in generale guidano in modo meno fluido degli uomini in generale, essendo toccato loro il duro e innervosente compito di sopportare gli uomini. Le donne commesse guideranno a balzelloni per due motivi.

Inoltre, data l’apertura dei negozi, saranno tutti sempre in giro per acquisti, donne e uomini, tutti alla ricerca del regalo da fare, tutti nervosi all’idea di spendere due o tre tredicesime in regali, tutti a imbottigliare le strade.
La gente, per una volta tanto nella vita, fa lunghe passeggiate: dal parcheggio ai negozi. A volte si tratta di coprire distanze di chilometri e chilometri, con tappe in ostello per trascorrere le notti.
Una volta procacciatisi i regali, bisognerà impacchettarli. Il che richiederà una coda direttamente proporzionale a quella che si è fatta per pagarli. Solitamente le impacchettatrici sono persone molto artistiche, che contemplano le loro opere per ore, senza considerare nemmeno con la coda dell’occhio la coda. Prima di decidere il colore della carta da usare e l’abbinamento del fiocco, tendono a fare uno studio cromatico consultando l’enciclopedia Starmer degli schemi di colore.

Ho visto gente picchiarsi di santa ragione proprio davanti all’impacchettatrice. Giovani dare borsettate in testa a vecchie che si intrufolavano, di modo che lo spirito natalizio rimanesse proprio solo nella stalla del presepe, e, in questi casi, di santa rimanesse solo la ragione (per così dire).
In alcune città, poi, si è pensato bene di togliere il parcheggio gratuito di domenica in zona blu proprio nel periodo di Natale: risultato, 3 o 4 tredicesime in meno, invece che 2 o 3.
In questo modo, si arriva al Natale belli nervosi, pieni di ematomi per le risse alle casse e alle code per i pacchetti.
La vigilia di Natale è magica, perchè, oltre a tutto il resto, c’è la preparazione della cena o del pranzo natalizio. Fior di massaie hanno pensato di fuggire ai tropici con un last second all’insaputa di tutti. Le gastronomie, in questa giornata, iniziano a scongelare piatti pronti dalla guerra del 15-18. Scongelano dall’alba al tramonto indefesse, per soddisfare tutti gli avventori.
Il giorno dopo, o la sera stessa, alla cena o al pranzo di Natale, molti si sentiranno poco bene.
Imputeranno la causa alla caduta dello stress pre-natalizio.
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24 dicembre 2010 → 08:00:06
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