Guida all’operazione laser per il miracolo della vista

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4 febbraio 201108:00:30

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Guida all’operazione laser per il miracolo della vista

Siccome sono fresca fresca di una bella operazione laser contro la miopia e l’astigmatismo, ho deciso di condividerne i momenti salienti con chi di voi stia pensando di sottoporsi ad un simile trattamento.
A parte le visite preliminari, il momento topico è quando ci si avvia nella sala d’attesa il giorno stesso dell’operazione.
In questo limbo, non ancora abolito dalla Chiesa, troverete un’amipa gamma di individui, di cui voi farete parte.

Quasi tutti saranno terrificati all’idea di poter diventare più ciechi di quanto già non lo siano. I parenti degli operandi saranno terrificati all’idea di doversi ritrovare con un cieco in famiglia. Insomma, sarete in un luogo ad altissima densità di terrificati, ognuno dei quali reagirà a suo modo.
Io reagivo leggendomi un libro in santa pace. Si fa per dire. Ma non era possibile leggere.

La signora al mio fianco, che aspettava che la figlia cinquantenne uscisse dall’operazione, prenotandosi poi, vista l’età, direttamente a quella per la cataratta della settimana dopo, mi guardava dicendomi: “Ma scusi, ma come fa a leggere? Ma capisce quello che legge? Non si agita? E’ tranquilla? Ma come fa a essere tranquilla? Non ha paura di rimanere cieca?“.

Il genero dell’operanda, che era anche lì, è stato colto da sindrome di Zelig e ha iniziato, alzandosi in piedi, a fare cabaret, a gratis. Dopo alcune battute sulla possibile cecità della moglie, ha raccontato che gli è capitato di dover fare una TAC. Argomento ospedaliero, in linea con il luogo in cui ci si trovava e di grande interesse divagatorio per tutti i terrorizzati presenti.  “Io aspettavo per fare la TAC, che è un lungo tubo in cui ti infilano di testa, e prima di me c’era un signore. L’hanno infilato nel tubo, e, dopo un secondo, si sono sentiti grandissimi colpi, spatafash spatatran boum crash“, e intanto il genero si alzava in piedi, gesticolava come se fosse lui il tipo intrappolato nel tubo, passando le unghie lunghe a pochi mm dagli occhi dei futuri operandi, e mi fissava nelle palle degli occhi, come per trovare conferma e impedirmi di continuare la mia lettura, catturandomi con il suo charme zelighiano. “Poi l’hanno estratto tirandolo dai piedi, e lui, con solo i pantaloni addosso, si è messo a correre giù dalle scale dell’ospedale urlando. Che scena ragazzi“. Tutti lì dentro avevano impressa negli occhi l’immagine (sfocata) di loro stessi in fuga dal laser, con uno sbreco inflitto dalla luce assassina stile capitano Achab.

operazione laser vista

Poi la figlia e moglie dei due personaggi è uscita da una porticina.
Il generò è saltato su con gran gioia gridando: “Mia moglie è salva! Cammina!“.
Gli ho risposto, sempre leggendo il mio libro, “Anche i ciechi camminano.”

Per completezza di informazione, vi spiego brevemente in cosa consiste l’operazione. Ci sono due scelte: la PRK e la lasik. Per capire come funzionino, leggetevi le cose che vi ho linkato. In ogni caso io posso parlarvi della lasik, che è quella che ho fatto io, con cognizione di cavia

Ho subito l’ultima generazione di trattamento: apertura di un flap corneale con un laser (cioè di uno spoetello nell’occhio), correzione con un altro laser dello strato sottostante, richiusura dello sportello.

Non appena sono entrata nella sala operatoria, rincretinita dai vari colliri, ci ho messo circa un quarto d’ora per capire da che parte dovessi coricarmi sul lettino. Indi, il chirurgo ha affermato: “O mamma mia che occhi da cinese ha sta qui, strettissimi e piantati nella testa. Qui non è mica detto che ce la faccia a operarla!“. Sono affermazioni incoraggianti per chi si prepara da giorni all’operazione ed è sotto i ferri. Poi, per non offendere il mio amor proprio, ha aggiunto: “Tranquilla, è un deficit morfologico, non estetico“. In quel momento mi ha molto rincuorata sapere di non essere un cesso nonostante gli occhi piccoli e piantati dentro la testa, ma di poter diventare un non-cesso non-vedente per via della mia cinesità.

Il mio difetto morfologico ha fatto sì che il divaricaocchi mi facesse l’effetto di uno schiaccianoci che schiacciasse la noce dall’interno, ponendo come guscio le orbite del mio cranio. Pare che sia una tecnica ottimale da adottarsi alla Ferrero, per lasciare integre le noccioline da inserire nei Ferrero Rocher, ma io avrei amato che anche il guscio rimanesse integro, e non solo il bublo oculare.

Adesso sentirai una leggera pressione“. Probabilmente mi si è seduta sugli occhi l’intera équipe medica, per dissimulare il dolore impresso dal laser che mi ritagliava gli sportellini nella cornea. Durata dell’operazione: un periodo di tempo tendente a infinito.

operazione laser vista

Ora alzati e cammina“. Mi sono alzata e ho barcollato, felice che fosse tutto finito. “Coricati qui, su quest’altro lettino“. Ho pensato “ora mi imbeveranno gli occhi di tante belle gocce fresche e idratanti, mi coccoleranno un po’ porgendomi una piramide di Ferrero Rocher con le nocciole intere all’interno, e nel frattempo aprirò gli occhi e vedrò“.

Inizia la parte con il laser refrattivo“, ha detto l’oculista, mentre mi riconficcava l’apriocchi nell’ormai tumefatta pelle intorno all’occhio sinistro. “Fissa la lucina rossa“. Ho visto distintamente delle pinzette tipo quelle per i peli dell’estetista aprirmi una finestra nell’occhio.

Poi, l’odore di pollo bruciato si è diffuso tutt’intorno a me, facendomi virare la fame dai Ferrero Rocher al KFC. Peccato che in questo caso soddisfare l’appetito sarebbe stato un atto di autocannibalismo. E’ seguita una serie di affermazioni del tipo: “àò*@, òà++*” e anche “@@++§“.

Poi ho sentito distintamente queste tredici parole: “Oh cavolo, si è attorcigliato tutto il flap, non riesco più a srotolarlo.” E intanto, per circa venti minuti, sono passata dalla simil vista alla cecità totale, mentre il mio pezzo di occhio attorcigliato si muoveva confusamente pinzettato con affanno qua e là. La rassicurante conclusione è stata: “FORSE ce l’ho fatta, passiamo all’altro occhio“. Sono stata molto tentata di fuggire con un occhio FORSE a posto e uno con una finestrella di cornea aperta, un po’ come feci il giorno della prima ceretta, quando fuggii dal centro estetico con una gamba liscia e rosea e una scimmiesca.

Ma alla fine, nonostante la cinesità e i flap arrotolati, sono viva, sono qui e riesco a scrivere questo post.

La tecnologia di supporto informatico per i non-vedenti sta facendo passi da gigante.

Amauroto

Cosa sappiamo dell’autore: Amauroto

Scrittrice autodidatta senz’arte né parte, dopo aver scribacchiato per un po’ di anni sul suo blog personale, non soddisfatta del folgorante successo del suddetto, Amauroto decide di allargare i propri orizzonti ad altri siti. In questo modo rischierete di incappare in qualcosa scritto da lei ancora più sovente di quanto la sventura abbia fatto finora…

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