Attorno ai regali di Natale, a parte ormai lo strariciclato discorso del dono strariciclato, ci sono altre mille sottigliezze comportamentali, adottate dagli italiani.
Ci sono quelli che, diciamocela tutta…non hanno proprio quella voglia di regalarti qualcosa, e si dicono ”Aspettiamo che ce lo faccia lui e così ricambiamo….ma se poi ce lo vediamo arrivare all’improvviso e non abbiamo più tempo per contraccambiarlo? Beh… prendiamo qualcosa, e nella peggiore delle ipotesi, lo diamo a zio Mario, che tanto prima di metà gennaio non lo riusciamo a vedere”.
I ragni sperano che alcuni amici della compagnia si mettano assieme anche nella vita, anzi li motivano affinché lo facciano. Perché? Col fare un regalo ad una coppia invece che a due individui singoli, si risparmia almeno un 30%.
I più tecnologici e sagaci comprano degli abiti negli spacci-outlet a prezzi stracciati, si fanno stampare online delle etichette (ormai te le regalano quasi), inventando il nome di un negozio tendenzioso di Milano o Roma, ce le appiccicano sopra, e il gioco è fatto. Una maglietta da 8 euro, comprata in quel negozio di Milano o Roma (che non esiste), sarebbe costata almeno una trentina di euro.
Chi ti decanta la bontà di quel panettone, reperibile (secondo le loro parole)… solo in quel posto… e se solo conosci il padrone… è uno schivo, non dà la roba a tutti e poi, lo stesso panettone, te lo trovi al Pam a € 3.99.

I senza-vergogna: un po’come tanti anni si faceva con i dischi regalati (ma pre-registrati, perché ti piacevano, dai donatori su una propria audiocassetta), ci sono quelli che ti regalano un libro usato. Ma vergogna delle vergogne, usato da loro stessi! Te lo danno pieno di orecchiette sulle pagine – pieno di graffi – a volte perfino scarabocchiati e così si giustificano “Guarda, mi piace troppo questo scrittore, non ho resistito e ci ho dato un’occhiata” (fareste più bella figura a dire che l’avete comprato su una bancarella di libri usati, non ci sarebbe proprio nulla di male. Anzi, personalmente, il fatto che uno mi compri un libro usato su una bancarella, m’intenerisce).
Quelli del vino a bassissimo costo dell’Auchan “Non so se ti piace….c’è qualcuno che lo trova strano, eppure a me quel retrogusto di tappo mi aggrada, perché non è…
tappo…è…mmmh….come dire ….assaggialo, dài! Poi mi dici qualcosa…” (ma te lo dico subito: và a caghè…)
Altri disgustosi: ti omaggiano di un omaggio di una rivista! Come toglierla quella scritta “prodotto omaggio in allegato con Genteviaggi, non vendibile singolarmente”?.
Facile: te la tagliano con le forbici e poi…. “mamma mia, c’era una commessa cretina, le ho detto di toglierle il prezzo…e guarda cosa ha combinato….(e qui si superano) e poi dicono che c’è la crisi”.
Sì, l’ingegno umano è affascinante, ma quello disumano è patetico!
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Scritto in Columns Umoristiche e Monologhi Comici da Livio Cepollina
23 dicembre 2010 → 10:30:47
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