Rotoloni di perdizione

Scritto in Pubblicità Pietà da
18 maggio 201210:39:44

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Rotoloni di perdizione

Due rotoli di carta igienica, due cuori di morbida cellulosa. Lui, rotolo bianco, destinato a pulire il culo. Lei, rotolo rosa, idem. Ma quei due rotoli, i protagonisti della trovata pubblicitaria 2003 della Regina “Love Story“, proprio quei due, no!

Loro, i famosi Rotoloni, erano destinati a vagare liberi, immersi in prati verdeggianti, lontani dai cessi di qualche vecchio appartamento al quarto piano o, peggio ancora, di una latrina pubblica.
Loro erano riservati ad una vita diversa, non avrebbero mai avuto tarzanelli e pezzi di merda da andare a scrostare, e neppure pellicole di urina da strofinare, non avrebbero mai visto da vicino vecchie incrostazioni da debellare.

Nella loro vita ci sarebbero stati solo loro due, Biancone e Rosina, gongolanti nella loro spensierata, fortunata ed immacolata vita di rotoli di carta igienica che mai avrebbero assaporato il triste puzzo delle scorie dell’uomo.

Ma – perché c’è sempre un ma – la loro vita non sarebbe stata così splendente come l’hanno voluta dipingere. La Regina ha fregato tutti, ma non me.
Perché io ho capito che dietro a quello che sembra uno spot a lieto fine, c’è un dramma immenso.
C’è un delirio psicologico talmente importante che io stesso quando ho scoperto la tragedia della famiglia Rotoloni mi sono dovuto immergere in più di cento sedute di psicoanalisi, senza tra l’altro uscirne definitivamente.

Perché se è vero che Biancone e Rosina vagano leggeri tra rigogliosi campi d’erba fresca, è vero anche che ad un certo punto Rosina muore!

IL DRAMMA DI ROSINA

Cazzo… non è che muore e basta: si spegne all’improvviso. Come se le fosse venuto un ictus fulminante. Finisce il rotolo e tac! Morta! Consumata!
Mi sono subito detto: “ma che cazzo, proprio quella rosa dovevano far finire. Si, quella rosa. La signorina Rosina decede, senza preavviso, in mezza all’erba.

E lui, Biancone, cosa fa? Un cazzo fa. La guarda agonizzare, mentre esala l’ultimo straccio di sottile e vellutata carta rosa.

E si, perché a Biancone piacevano magre, sottili. “Sai – diceva sempre ad un amico – io le rotolesse le preferisco sottili. Pochi strappi, pochi rompimenti di palle!”. Lui sapeva fin da subito.

La prima sera che erano usciti lei ha provato a mettere i veli avanti: “Senti Biancone, andiamo qui vicino che ho poca strada da fare”. Avevano fatto appena cinque sei strappi ed erano tornati a casa.

Lei viveva in un garage di un vecchietto, infilata per errore in una vecchia scatola e mai usata per gli scopi per i quali era nata. Lui invece, il signor Regina, era l’ultimo di un centinaio di fratelli rotoloni, sistemati a dovere nell’ordinatissima dispensa di un industriale riccone.

E poi, un giorno, la fuga! Biancone è arrivato senza preavviso: “Rosina, dai! Fai su i veli e strappiamo via di qui!”. E Rosina così ha fatto. Una corsa a perdistrappi nel verde del praticello sotto casa, una corsa verso la morte.

Rosina sapeva… ma ha continuato… per lui. E qui si capisce che Biancone non solo non gliene fregava un emerita ceppa della sua amichetta rosa, ma aveva ben chiaro il premeditato e ben studiato piano assassino. “Corri Rosina.. corri… corri!”.

E allora via, a perdere carta qua e là, a formare improbabili cuori con quella cellulosa che per Rosina era la vita. All’improvviso, ecco esalare l’ultimo velo…. e la vita scorre via. Senza preavviso, senza neppure una parola, senza un ricordo…. Inutile per la Regina mettere come sottofondo alla pubblicità quel divertente gingle, perché la tragedia si è compiuta anche se sotto ci hanno messo la musichino allegra!

GLI UOMINI SONO TUTTI UGUALI

Perché, mi sono chiesto. Perché? E il perché lo si scopre subito dopo. Biancone lascia il cilindrico corpo di Rosina esamine sul prato per scappare a veli elevati verso il camion della perdizione: un bordello di carta igienica sistemato su un piccolo autoarticolato.
Rotoli da marciapiedi in viaggio verso l’immoralità che Biancone insegue senza sosta, ignaro che anche lui, nonostante papà Regina sia stato generoso con i suoi strappi, presto morirà.

Ora io chiedo che Regina faccia un remake di quello spot e cambi la storia rendendo finalmente giustizia a Rosina, vittima del morbido, abbondante e mal corrisposto amore di Biancone.
Uno strappo psicologico di questo tipo è difficile da digerire!

Marco M.

Marco M.

Mestierante scribacchino, Marco M. colpisce d’ironia e bacchetta. Di lui si sa poco, se non che ama smisuratamente i Dream Theater e la Coca Cola

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