Mi vesto in fretta, metto le scarpe in fretta, scendo le scale in fretta, metto in moto la macchina di fretta, mi accorgo che il cancello è chiuso e scendo per aprirlo in fretta e mi ritrovo la scarpa destra avvolta in un caloroso abbraccio di una merda!
E che cazzo, no. Ho fretta, cazzo…mi tolgo le scarpe di fretta, rifaccio le scale di fretta, metto le Airwalk sporche di merda nel terrazzo di fretta, mi metto le Clark di fretta, scendo nuovamente le scale di fretta e finalmente riesco a partire.
Tra me e me penso che sono in ritardo, però ho appena pestato una merda, ciò dovrebbe portarmi fortuna, sorrido e provo ad accendere l’autoradio è rotta e non si accende…me lo dimentico sempre!
Arrivo sotto casa del mio amico, suono…non c’è nessuno! Cazzo, non c’è nessuno! Sono in ritardo di 20 minuti ma ho pestato una merda! Niente da fare. “Va beh” mi dico “andrò a farmi un giro“.
Arrivo a Faenza al “Lismo” parcheggio la macchina scendo…e incredibile ma vero, pesto una merda.
Queste cose sono rare, un giorno come questo capita tanto spesso quanto le eclissi di sole. Impreco, piango, mi pulisco la scarpa nell’erba come giustamente mi hanno insegnato da piccolo, controllo e ricontrollo, la scarpa è pulita ma l’odore mi perseguita.
Strappo un pezzo del giornale che ho in macchina e la pulisco meglio.
Mi avvio verso l’entrata osservando solamente il terreno e senza mai alzare la testa e finalmente entro sano e salvo e ancora più fortunato! Alzo la testa mi guardo attorno ed è tutto pieno, pure la televisione!
Ma proprio quando mi sto decidendo ad uscire un uomo due ante, capellone più di me, barbone più di me, si alza e se ne va lasciando un posto libero al bancone! Sorrido e mi siedo, FELICE, pensando “che culo che ho pestato quella merda.”
“Ciao dimmi pure” Mi fa’ una delle cameriere.
“Ciao, una cioccolata in tazza con vodka grazie!” Le rispondo.
“Ah…un attimo!”
La osservo, si allontana, parla con un’altra cameriera poi si avvicina ad un
tipo vicino al bancone. Lo vedo annuire…poi la ragazza torna da me.
“Sì te la faccio subito scusa!” mi dice sorridendo.
Cazzo non è che avessi chiesto di calcolarmi il pi-greco era una semplicissima cioccolata in tazza con vodka. Poco dopo vengo servito e si scusa nuovamente “che gentile” penso. Oh, che bello, seduto qui tranquillo con la mia cioccolata tra le mani, sono contento.
“Beh con tutta la merda che ho pestato dovrei almeno almeno trovare 50€” penso tra me e me.
Invece:
“Ciao, mi sai dire che ore sono?”
Mi volto. Una donna due ante, sui 30 anni, più capellona di me, con più barba di me, probabilmente la sorella gemella del tipo uscito precedentemente mi guarda aspettando probabilmente una risposta. C’è un orologio grande come la sua pancia attaccato alla parete e lo indico.
“E’ mezzanotte e un quarto come puoi notare!” E mi rimetto ad osservare la mia cioccolata.
“Non me ne ero accorta…………….“Continua. Continua ancora.Continua ancora…”Sai col lavoro……” Continua. Guardo l’orologio: 00.27. Continua ancora.
“E’ un monologo?” le domando
“Come? un che?” mi guarda sorridendo.
“Niente, niente!” Sprofondo nella cioccolata. Penso che sarebbe stato meglio rimanere fuori dal locale a pulire le scarpe con la lingua che affrontare questa discussione, mi vien da vomitare, poi ci ripenso.
Sta ancora parlando…ma come fa? Se lo è scritto da qualche parte? E’ incredibile…io neanche leggendo riesco a fare un discorso così lungo.
“…..non è che sei di molte parole tu! Sei un po’ timido?” Mi dice.
La guardo.
Silenzio.
Non sta parlando, forse ha capito che sta rompendo il cazzo. Dai, capisci?ù
“Sei giovane, quanti anni hai?” Non ha capito, ricomincia.
“20”
“No,tu non hai 20 anni, quanti anni hai?”
“29”
“Ok, ma perchè mi avevi detto 20 non ci crede mica nessuno così, almeno di 25!”
E sorride.
Ma che cazzo sorridi, mi fai una domanda ed una volta che rispondo non ti va bene la mia risposta! MAVAFFANCULO!
La cioccolata è finita. Mi alzo.
“Dove vai?” Mi domanda <Frankenstein>
“A vomitare” Le rispondo con gentilezza ed esco.
Arrivo alla mia Punto provato dalla serata di merda, in tutti i sensi. Entro in macchiana accendo l’autoradio.
Non va è rotta, me lo dimentico sempre. Che giornata di merda.
Per fortuna trovo il walkman nel sedile posteriore, lo accendo…funziona.
“What a wonderful world – Louis Armstrong”
Sorrido e disapprovo!
Anche se vivo in un mondo di merda e ci cammino sopra non sono tanto fortunato!
Scritto in Columns Umoristiche e Monologhi Comici da NoNsOnOiOcHeScRiVo
5 novembre 2009 → 15:34:27
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